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21 novembre 2017

Montebelluna

Cani coi loro padroni in ospedale, appello a Zaia

Arriva dall’associazione Angeli con la Coda

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Franca Angeli con la Coda

MONTEBELLUNA Con un toccante video l’associazione Angeli con la Coda si appella al governatore Luca Zaia affinché i cani possano stare coi loro padroni ricoverati in ospedale.

Il video pubblicato nel sito dell’associazione ritrae Franca con la propria cagnolina Briciola all’esterno dell’ospedale di Montebelluna, infinitamente contenta di incontrarla.

 

Purtroppo Franca non ce l’ha fatta, ma quel video serve ora per far capire quanto importante possa essere questa iniziativa.

 

“Questo video continueremo a riproporlo fino a quando non avremo raggiunto la promessa fatta alla nostra amica Franca prima che mettesse le ali e volasse in cielo – scrive nel sito di Angeli con la Coda il responsabile Antonio Scalise -. Caro Luca Zaia, Franca, persona sola e vedova, prima di andarsene chiese di poter essere accontentata nell'ultimo desiderio di rivedere la sua piccola cagnolina Briciola. Ricordiamo che allora abbiamo mosso anche le montagne perché questo potesse avvenire e ci siamo riusciti. Ma abbiamo lasciato una promessa in sospeso. Ogni essere che vive una situazione di solitudine e di sofferenza dovrà ‘nel suo diritto’ continuare ad avere una speranza per credere ancora, che la vita gli sorrida. E allora meglio del proprio amicone chi c'è? Basta una scelta sensata per cambiare le situazioni facendole diventare uniche. Proprio come questo momento”.

 

Angeli con la Coda non chiede di fare Pet Therapy, un’attività già regolamentata, ma compagnia ai malati coi cani, a titolo gratuito. A distanza di tre anni dalla morte di Franca l’associazione continua a chiedere che questo possa accadere.

“Sono passati da quel momento tre anni e la nostra testardaggine non ha cambiato strada – si legge ancora nel sito -. Ci siamo messi a confronto anche con la stessa istituzione sanitaria del luogo. Abbiamo lavorato in un centro psichiatrico a Castelfranco con la promessa che se tutto fosse filato nel senso giusto ci sarebbero state aperte le porte della struttura ospedaliera Ulss2. Abbiamo lavorato per tre mesi con utenti che alla fine di tutto sviluppavano nei confronti dei nostri amici un attento interesse ed un perspicace senso d'interesse all'attività di gruppo. Ma non è bastato ancora. Perché?

Nostro malgrado si continua a dare atto che abbiamo costruito con serio impegno le giuste dinamiche per arrivare a seri risultati. Eppure non basta. Ma mi dica Luca, dove vogliamo arrivare? Quale è l'interesse reale di questa realtà ospedaliera? Riusciamo per una volta a guardare veramente cosa serve per rendere vera la dignità umana? Quello che noi chiediamo è di non fare attività di Pet Therapy, ma semplicemente rendere unica la loro permanenza”.

 

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