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21 novembre 2018

Italia

Cargo bike: la rivoluzione verde del trasporto pacchi

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In Nord Europa le usano da molto, moltissimo tempo e rappresentano un mezzo essenziale per la mobilità all’interno dei centri urbani. Non solo per il trasporto di merci e pacchi, le moderne cargo bike possono trasportare fino a cento chili di peso, ma anche per persone e animali rendendo meno impattante e più green il trasporto urbano.

 

Le cargo bike nascono in Inghilterra nel 1881 e nemmeno a dirlo sono impiegate inizialmente dal servizio postale britannico che introduce bici a tre ruote per il trasporto di merci a impatto zero.

 

È l’inizio di una rivoluzione che dall’Inghilterra si estende anche ad altri Paesi europei. Perché l’idea è di quelle che piacciono e in ambienti urbani in cui spostarsi su quattro o due ruote motorizzate può diventare un problema a causa del congestionamento del traffico, le cargo bike si rivelano la soluzione ideale per il trasporto sostenibile: economica e rapida per la consegna delle merci.

 

Ecco allora che questo nuovo mezzo di locomozione trova in Danimarca la sua espressione più celebre e conosciuta. L’attuale Christiania Bike nasce infatti nella città di Copenaghen e più precisamente nel quartiere di Christiania da cui prende il nome. Si tratta di una zona della città da sempre riconosciuta come area alternativa, abitata da hippy e creativi e dove nel 1971 un giovane fabbro di nome Lars Engstrøm realizzò la prima cargo bike danese per la sua fidanzata Annie. Fu questione di poche ore e la ragazza ricevette il suo primo ordine, consegnato, nemmeno a dirlo con il nuovo e rapido mezzo di trasporto. Era nata la Christiania Bike.

 

Il successo di questo modello dette avvio a un’impresa familiare tutt’ora attiva e che ha superato i confini danesi per estendersi a tutta Europa e anche oltre: le cargo bike prodotte da Lars e Annie sono infatti vendute in ben venti Paesi.

 

L’Italia in questo settore fa ancora fatica ad affermarsi, nonostante sempre più spesso nelle nostre città possiamo vedere i moderni tricicli per il trasporto merci muoversi agevolmente nel traffico cittadino e nelle zone a mobilità limitata. Un vantaggio enorme da parte di quei corrieri espressi che hanno introdotto le cargo bike nel loro parco macchine.

 

Tra questi ricordiamo il corriere BRT (Bartolini) che, da sempre attento al rispetto per le norme ambientali, ha abbracciato le cargo bike come mezzo alternativo per raggiungere i propri clienti all'interno dei centri storici e delle zone ZTL. Tradizione che si integra perfettamente all’innovazione che da sempre contraddistingue questo corriere, visto che per gestire al meglio le proprie spedizioni con Bartolini i clienti possono contare sulla presenza del corriere all’interno della piattaforma Packlink. È sufficiente accedere al sito di Packlink e spedire il pacco con Bartolini per essere certi di ottenere la massima efficienza e rapidità di spedizione, con un occhio al portafoglio e un altro all’impatto ambientale del proprio acquisto.

 

Un aspetto importante questo, visto che sempre più utenti compiono acquisti sui siti di e-commerce facendo attenzione alle politiche ambientali e di etica del lavoro che rappresentano discriminanti essenziali nel momento in cui comprano un prodotto.

 

L’aspetto etico e di sostenibilità rappresenta un vantaggio e una risorsa non da poco per il futuro successo delle cargo bike anche nel nostro Paese, facendole diventare qualcosa di più di una semplice moda passeggera.

 

E c’è chi in Italia crede così tanto in progetti di questo tipo e nel futuro di una mobilità urbana più green e meno impattante, da aver dato avvio a un'azienda specializzata nella produzione di cargo bike davvero particolari. Tra loro Diego Brunello che dopo sette anni di lavoro come assistente legale a Treviso ha deciso di mollare tutto e dare avvio insieme ad altri otto ragazzi tutti under quaranta al loro sogno. È così nata Alpacargo, una cargo bike a coda lunga, leggera, veloce, compatta, ma soprattutto capiente. Si tratta pur sempre di un mezzo per trasportare merci e la capienza è un fattore estremamente rilevante. Il tutto realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding sul sito Indiegogo.

 

Il fatto che le cargo bike siano state le protagoniste indiscusse all’ultimo Eurobike, fiera internazionale della bicicletta che si tiene ogni anno nella città tedesca di Friedrichshafen, fa ben sperare sul loro futuro. Ci auguriamo ovviamente di veder crescere ancora di più il loro numero anche nel nostro Paese. Dopotutto se ne sono già accorti i corrieri espressi che nelle città le impiegano per la consegna dei pacchi e chissà che in Italia non se ne accorgano anche i comuni cittadini.

 

Perché utilizzare una cargo bike, magari a pedalata assistita significa niente bollo, assicurazione, tagliando, parcheggio… ma soprattutto un ambiente più sano e pulito.

 

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