06 dicembre 2019

Treviso

Carne trevigiana da filiera controllata nei panini di McDonald

Siglata intesa tra il noto Fast Food, Inalca e Coldiretti Treviso

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Carne trevigiana da filiera controllata nei panini di McDonald

TREVISO - “Spero che anche per il distretto della carne della Marca si aprano delle opportunità per godere della straordinaria strategia di Coldiretti per valorizzare la carne Made in Italy”. Con questo auspicio/proposta Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso da Cernobbio saluta con orgoglio e soddisfazione la firma di uno speciale protocollo d’intesa.

 

Coldiretti, McDonald’s Italia e Inalca hanno annunciato, infatti, la firma di un protocollo d’intesa a sostegno della filiera italiana della carne bovina sostenibile. L’accordo, siglato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, prevede il coinvolgimento di oltre 4.000 allevatori in 3 anni, con una prima fase di test a inizio 2019 che vedrà protagoniste 400 aziende.

 

“Lo scopo, come ben spiegato nel protocollo, è favorire l’adozione e la diffusione di pratiche sostenibili e la formazione del personale impegnato nell’allevamento di bovini in termini di benessere animale, ambientale ed economico-sociale – sottolinea Polegato - Un progetto che coinvolge l’intera filiera, dagli allevatori alla trasformazione fino alla distribuzione nei 570 ristoranti McDonald’s in Italia”. In questo modo viene certificata la sostenibilità dell’intera supply-chain del settore bovino italiano, dall’allevamento al consumatore.

 

A garantire il rispetto degli standard saranno l’AIA, l’Associazione Italiana Allevatori e il Dipartimento Qualità Agroalimentare. Il modello è quello di ERBS (The Europen Roundtable for Beef Sustainability) la prima piattaforma europea del settore bovino, nata per condividere le conoscenze tecniche, promuovere lo sviluppo e l’attuazione di pratiche agricole sostenibili.

 

“Penso che quando chiude una stalla chiude un pezzo di territorio perché si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento", dichiara Polegato. 

“Il made in Italy esporta prodotti buoni, sani e e belli, ma l’Italia non può e non deve importare prodotti rischiosi per la nostra saluta o creati calpestando i diritti di migliaia di persone, prodotti brutti e cattivi”. Il presidente Giorgio Polegato, infine, si innoridisce di fronte al dato che il 20 % dei cibi stranieri che arrivano in Italia sono “fuorilegge” perché non rispettano le stesse garanzie vigenti a livello nazionale in materia di lavoro, ambiente e salute. E’ quanto è emerso da un’analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio dove è stata apparecchiata la tavola della vergogna con i prodotti alimentari dall’estero sotto accusa per sfruttamento dei lavoratori, pericoli per la salute e utilizzo di sostanze chimiche dannose all’ambiente.

LA VERGOGNA A TAVOLA

· Cacao dalla Costa d’Avorio: sfruttamento lavoro minorile

· Riso da Vietnam sfruttamento lavoro minorile

· Agrumi della Turchia: sfruttamento lavoro minorile

· Zucchero di canna della Columbia: sfruttamento lavoro minorile

· Fiori dell’Equador: sfruttamento lavoro minorile

· Carne in Brasile: lavori forzati

· Pesce in Thailandia: lavori forzati

· Banane coltivate in Equador: impiego eccessivo di pesticidi

· Ananas del Costarica: impiego eccessivo di pesticidi

· Pesce ed i molluschi dal Vietnam: contaminati da metalli pesanti

· Pistacchi dall’Iran: aflatossine cancerogene spesso sopra il limiti

· Nocciole e fichi secchi dalla Turchia: aflatossine cancerogene spesso sopra il limiti

· Fragole dall’Egitto: impiego eccessivo di pesticidi

· Lenticchie dal Canada: trattati con erbicida glifosato in preraccolta vietato in Italia

· Riso dalla Birmania: espropriato alla minoranza dei Rohingya vittima di genocidio

 

 

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