14 dicembre 2019

Caro Giovanni, ti scrivo

Categoria: Notizie e politica - Tags: Mafia, giovanni falcone, aniversario, morte, cosa, nostra, expo, ndrangheta, Camorra, lettera

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Paolo Pandin | commenti |


Caro Giovanni,
ti scrivo questa lettera perché dopo tanti anni voglio raccontarti come vanno qui le cose.
Premetto che non ti ho mai conosciuto, sono nato nel 1993, troppo tardi. Anzi, mi correggo, è qualcuno che ha deciso che tu dovessi sparire così presto. Però sappi che ho un po’ studiato la tua storia, so che sei nato a Palermo nel 1939, ho studiato i tuoi primi passi nella magistratura, la nascita del pool antimafia e il maxiprocesso con cui hai (avete) azzoppato Cosa Nostra. Una storia, la tua, che tanti giovani non conoscono. Una storia a cui tanti giovani non vogliono neppure avvicinarsi. Una storia, da cui molti giovani, sono tenuti lontani. Una storia che quando l’ho scoperta mi ha segnato.
Ripeto, non ho mai avuto l’opportunità di conoscerti, o stringerti la mano, o anche solo vederti in diretta televisiva; ma ho potuto leggere ciò che hai fatto e vedere molti video in cui compari.
Ti ricordi gli attacchi di alcuni politici che si ergevano a paladini della “buona amministrazione” attaccando brutalmente il tuo lavoro? Alcuni per molti anni hanno continuato ad essere degli esponenti importanti. Ad esempio Totò Cuffaro, sicuramente te lo ricordi. Ecco, lui è stato condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Pensa che durante le indagini c’erano importanti leader di partito che lo difendevano a spada tratta, come Casini che parlò così nel 2008: “il presidente Cuffaro mi ha comunicato la sua volontà di dimettersi: ne ho preso atto con un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia (…) Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa" e ancora “Mi assumo la responsabilità politica in caso di condanna di Cuffaro.” Ovviamente, non si è assunto alcuna responsabilità, non c’è da stupirsi.
Sai, noi giovani non ci stupiamo più di niente. Apriamo un giornale e troviamo l’elenco telefonico dei politici e amministratori indagati. Non so qual’ era la situazione durante i tuoi anni di vita, ma credo che da allora molte cose siano cambiate. Non nel senso che la mafia è ormai stata sconfitta o che i magistrati adesso ricevano maggior supporto dal parte della politica, assolutamente no, ma nel senso che la situazione si è evoluta.
Cosa Nostra non è la più potente organizzazione criminale in Italia, ora ci sono la Camorra e l’ Ndrangheta. I magistrati continuano ad essere lasciati soli da gran parte della politica; basti pensare a Nino Di Matteo e ai magistrati che hanno indagato e che indagano sulla trattativa Stato-Mafia, accusati persino di non avere rispettato la Costituzione perché hanno casualmente intercettato il Presidente della Repubblica Napolitano durante una conversazione con Nicola Mancino (il telefono intercettato era di questo ex Senatore, indagato nel processo sulla Trattativa) di cui, ahimè, non sapremo mai nulla, poiché i nastri delle registrazioni sono stati distrutti su richiesta dello stesso Presidente Napolitano. Le organizzazioni criminali si sono espanse in gran parte del nord. Come mi disse poco tempo fa Don Luigi Ciotti: “La mafia ha le radici nel sud Italia, ma raccoglie i suoi frutti al nord e in Europa”. Ad esempio ora stanno organizzando l’ Expo 2015 a Milano ed è una sfilata continua di indagati. E’ stata accertata una massiccia infiltrazione mafiosa in questo grande evento. Mi credi se ti dico che ci sono ancora liste elettorali con indagati e condannati? Questi alcuni nomi di candidati alle Europee: Raffaele Fitto (Forza Italia, condannato in primo grado per corruzione, illecito finanziario ai partiti e abuso d’ ufficio), Clemente Mastella (Forza Italia, indagato per associazione a delinquere), Giampiero Samorì (Forza Italia, accusato di associazione a delinquere), Giuseppe Scopelliti (Nuovo Centro Destra, condannato i primo grado per abuso d’ ufficio e falso in atto pubblico), Anna Petrone (Partito Democratico, indagata per peculato), Renato Soru (rinviato a giudizio per evasione fiscale e indagato per falso in bilancio e aggiotaggio) e molti altri ancora. Ma non solo nelle liste elettorali, ma anche al governo (vedi Maurizio Lupi, Ministro dei Trasporti, sotto inchiesta per abuso d’ ufficio) ed in Parlamento. Per non parlare delle regioni, dove negli ultimi anni è scoppiata la “rimborsopoli”. Politici che si sono fatti rimborsare di tutto, da cene eleganti a mutande verdi. Solo quattro regioni non hanno consiglieri indagati!
Mi credi se ti dico che finalmente dopo vent’anni, è stata accertata la trattativa tra lo Stato e la Mafia? Ma soprattutto, pensa che questo è stato possibile grazie a dei pezzi importanti di Cosa Nostra che hanno confessato, mentre gli organi delle istituzioni coinvolte nell’ indagine, si sono spalleggiati facendo scena muta (facendo ciò che forse si potrebbe chiamare, atteggiamento omertoso).
Te lo ricordi Riina? Credo proprio di sì. E’ in carcere, ma continua a lanciare minacce, considerate credibili, contro i magistrati antimafia.
Invece Dell’ Utri, te lo ricordi? Forse no, perché ancora non era sulla cresta dell’ onda. Comunque, Marcello Dell’ Utri, ha fondato Forza Italia nel 1994 insieme a Silvio Berlusconi (lui te lo ricordi sicuramente), ed è stato anche Senatore della Repubblica. Poco tempo fa è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (la sentenza scrive anche che è stato l’ intermediario tra la Mafia e Berlusconi). Mentre Silvio Berlusconi una volta ha detto che Mangano è un eroe. Anche Vittorio Mangano sono sicuro te lo ricorderai bene; il boss mafioso di Cosa Nostra, stalliere di Berlusoni, pluriomicida, considerato da Paolo Borsellino “teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia”.
Sapessi in questi 22 anni quante cose sono successe. Se te le scrivessi tutte non so se riusciresti a crederci. Forse sì. Chissà quante ne hai viste e quante ne hai passate durante la tua vita.
Ma ormai, fidati, è tutto così precario. La crisi economica poi, ha peggiorato la situazione, le città si stanno impoverendo e le periferie, da nord a sud, cadono gradualmente nel degrado.
Dire che la politica è staccata dalla gente e che il sistema è corrotto, ormai è diventato un noioso e banale luogo comune ma, ahimè, è vero.
Come disse Don Ciotti “i giovani hanno bisogno di punti di riferimento” (da quanto lo cito, puoi capire che per me lui è uno di quelli) e a noi mancano. Ce ne sono davvero pochi e fanno fatica ad essere visibili.
Sai Giovanni, noi giovani abbiamo ancora dei progetti per il futuro, ma abbiamo molto dubbi sul riuscire a realizzarli e il futuro non lo vediamo.
A questo punto penserai che ti stia scrivendo solo per raccontarti quanto marcio, decadente e stanco sia questo Paese. In realtà volevo spiegarti anche il perché noi giovani abbiamo ancora dei progetti per il futuro: li abbiamo perché ci sono state tantissime persone che come te, hanno combattuto fino alla fine dei propri giorni, la criminalità organizzata ed ogni forma di malaffare, perché non solo ci sono state ma, ci sono persone che combattono la legalità, come Don Ciotti, Nino Di Matteo, Nino Gratteri, le forze dell’ ordine sempre in prima fila, le molte associazioni e come i tantissimi ragazzi e ragazze che ad esempio lavorano in “Libera” con mille difficoltà, contrastando quotidianamente la criminalità organizzata.
Queste ultime parole possono sembrare dei luoghi comuni, ma ti assicuro che se anche fossero tali, sono veri, perché è grazie a te, alla tua scorta e ad una lista molto lunga di persone di ogni età, che noi giovani possiamo anche immaginare un futuro e provare passo dopo passo a costruirlo. Quindi quello che volevo scrivere era grazie per quello che hai fatto per noi.
Prima di salutarti, mi sono dimenticato di scrivere una premessa, dando per scontato che tutti sapessero chi sei.
Giovanni Falcone è stato un’ importantissimo magistrato italiano. A lui dobbiamo l’ arresto di molteplici mafiosi durante gli anni ’80, un passo avanti nella capacità investigativa e nella comprensione del fenomeno mafioso, la nascita del 416bis (carcere duro per i mafiosi) e molte altre cose. Per questi motivi Falcone è stato ucciso il 23 maggio 1992, con 500 chili di esplosivo mentre percorreva l’autostrada all’ altezza dell’ uscita per Capaci, insieme alla moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Caro Giovanni, ora posso salutarti, ringraziandoti anche a nome di chi non conosce il tuo nome.

 

Paolo

 






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