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22 aprile 2019

Treviso

Caro Lolli ti scrivo…

Il sindacalista Flavio Carretta in un libro-testimonianza ricorda l’affetto (ricambiato) con Lolli

Emanuela Da Ros | commenti |

Carretta e Lolli

SPRESIANO - “Ero giovane e avevo la presunzione di avere sempre ragione”. E’ una delle frasi che aprono il volume ‘A cosa serve una chitarra’, scritto da Flavio Carretta e pubblicato grazie a un crowdfunding. Un’impresa solidale/editoriale. Un libro-testimonianza, quello di Carretta che l’autore dedica a Claudio Lolli, il cantautore bolognese scomparso nell’agosto dello scorso anno, dopo aver ricevuto la Targa Tenco per il suo ultimo disco: ‘Il grande Freddo’. E proprio quest’ultima opera, considerata un capolavoro, Lolli aveva voluto dedicarla a Flavio.

 

La ragione? “Ha a che vedere forse - dice Carretta - con l’impegno civile, con la passione per la canzone d’autore e i suoi protagonisti, con quella tensione condivisa verso la libertà, la giustizia sociale, la solidarietà che sono state alla base delle mie battaglie come militante e sindacalista, e che sono il cuore delle canzoni e delle poesie di Claudio Lolli”.

Carretta con Gino Donè

La memoria quando racconta smette di essere passato e diventa presente. Torna ‘in atto’. L’atto dell’ex sindacalista, militante politico, Flavio Carretta è stato il racconto di una ma plurima esperienza. Di vita, di partecipazione. Nato nel 1951 a Visnadello, Carretta da adolescente è passato dalle canzoni del Festivalbar a quelle meno commerciali ma di grande successo dei cantautori italiani e stranieri (come Neil Young). La musica bella gli è entrata nel cuore.

“La musica - dice Flavio - che non si nasconde dietro le banalità. Che esplora l’animo e le sue debolezze. Che parla d’amore, giustizia, vita vera.” E sopra lo spartito delle colonne sonore degli anni Sessanta e Settanta, Carretta ripercorre la sua vita, di adolescente ostile al padre consigliere comunale democristiano, di studente universitario (frequentò quella facoltà di Scienze politiche dove insegnavano Toni Negri e Sabino Acquaviva), di operaio e di sindacalista, di militante di Lotta Continua. Ma soprattutto di appassionato di cantautorato.

Bisignano luglio 2005

Nella sua piccola autobiografia (un affresco vivace del clima acceso che si respirava soprattutto negli anni Settanta), Flavio ricorda il suo impegno per portare nelle piazze, nelle osterie (di Rolle, del Montello, di Treviso) i protagonisti di quei brani di poesia-in-musica che sono stati il leit-motiv della generazione-contestazione per antonomasia.

Durante questa attività di ‘manager-per-caso o per-vocazione’, Flavio è venuto in contatto e poi ha stretto un’amicizia che dura tuttora con Alberto Cantone, Paolo Pietrangeli, i Marmaja, Ivan dalla Mea...e molti altri.

“Avere la passione per la musica e viverci immersi sono due cose diverse - dice Edoardo Frassetto, che ha curato l’edizione di ‘A cosa serve una chitarra’. - Per un lungo periodo della sua vita il trevigiano Flavio Carretta, un passato in sindacato e poi nell'azienda di ristorazione Camst, ha fatto del cantautorato italiano una ragione di vita. Con questo piccolo libro gli amici del sindacato e gli amici musicisti ricordano il suo contributo a entrambe le cause e lo stesso Flavio introduce gli interventi con spezzoni di vita e con ricordi delle persone conosciute. A cosa può servire una chitarra è stato realizzato grazie a una campagna di raccolta fondi. Queste parole non sono una celebrazione, bensì memoria di un'epoca vissuta”.

 

A Flavio Carretta, Lolli aveva anche dedicato una poesia: Mi sembra sempre che ti piangan gli occhi/ Gli occhiali non nascondono abbastanza/ tutta la tua distanza/ da questo mondo misero e svilito…

Flavio Carretta oggi

 



foto dell'autore

Emanuela Da Ros

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