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21 aprile 2019

Cronaca

Caso Imane, bufera su Travaglio

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E' bufera su Marco Travaglio dopo l'editoriale firmato oggi sul 'Fatto Quotidiano' e dedicato al caso di Imane Fadil, l'ex modella marocchina super testimone del processo Ruby, morta il primo marzo scorso. "Sicuramente Silvio Berlusconi non ha ordinato il probabile avvelenamento di Imane Fadil - scrive Travaglio nell'editoriale intitolato 'I delitti eleganti' - (...) i testimoni B. di solito li compra, non li ammazza" eppure, fa notare Travaglio, "purtroppo nessuno può escludere che c'entrino i vari ambienti criminali che lo circondano da quasi mezzo secolo, da Cosa Nostra alla massoneria deviata, dal sottobosco dell'eterna Tangentopoli ai gigli di campo di Putin. Cioè che qualcuno abbia voluto fargli un favore non richiesto, o lanciargli un messaggio avvelenato per ricattarlo, o sputtanarlo, o ricordargli qualche promessa non mantenuta".

 

Parole che hanno provocato un'alzata di scudi da parte dei fedelissimi del Cav. come Giorgio Mulè, deputato e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato che si è scagliato contro il giornalista: "Sulla morte di Imane Fadil oggi torna a esprimersi Marco Travaglio, come e peggio di un avvoltoio - afferma il Mulè in una nota -. Così, dopo aver fatto il guardone di Arcore sbirciando dal buco della serratura, il direttore del 'Fatto' fa il guardone dell’obitorio e lo sciacallo nel senso letterale del termine: si avventa su un povero corpo per una bassissima strumentalizzazione politica su un caso drammatico tutto da chiarire".

 

"La giovane - avverte il deputato - diventa solo un nome e un cognome nell’editoriale di Travaglio, non è meritevole di alcuna pietà e viene trasformata in un mezzo pur di infangare Silvio Berlusconi. Il tutto ovviamente senza alcun aggancio con dati reali ma con la solita tecnica vigliacchetta dell’allusione e dell’accostamento subdolo. Seguendo la follia di Travaglio così come descritta nel suo editoriale egli stesso o qualcuno del suo branco potrebbero essere accusati di aver avvelenato la giovane (ma chi ha stabilito, prima ancora dei risultati dell’autopsia, che la povera Imane sia davvero morta per avvelenamento?) pur di dare nuova linfa all’odio mai sopito per Berlusconi". "È vergognoso il vilipendio giornalistico che il cinico Travaglio consuma sul cadavere di Imane Fadil, provi a rinsavire e provi soprattutto a testimoniare la pietas dovuta ai defunti", conclude.

 

A stretto giro, tramite l'Adnkronos, Travaglio annuncia di querelare il parlamentare azzurro: "Ci vediamo in tribunale" assicura a Mulè. E il deputato, interpellato dall'Adnkronos risponde: "Travaglio dice 'ci vediamo in tribunale'. E io rispondo: visto la tua cattiveria, il tribunale è l'unico posto sulla terra dove ci potremmo vedere dal momento che sei destinato ad andare all'inferno...''. "A Travaglio - insiste Mulè - lo mando al diavolo, perché è intriso di una tale cattiveria, di un tale odio, che è destinato a non andare in Paradiso, ma all'Inferno... E, in caso di processo, "a scanso di equivoci, rinuncio all'immunità parlamentare", assicura l'esponente forzista.

 

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