12 novembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Caso unico in Italia a Pieve di Soligo: Vivere Pieve si ritira dal consiglio, il caso in Prefettura e al Ministero

La minoranza in aula è così rappresentata solo dalla civica “Mazzocco Sindaco”

Claudia Borsoi | commenti |

Claudia Borsoi | commenti |

PIEVE DI SOLIGO – Un caso che pare unico a livello nazionale. Un’intera lista si è detta indisponibile a ricoprire il posto di consigliere comunale che gli spetta. A Pieve di Soligo è scoppiato il “caso Vivere Pieve” dopo che l’eletto consigliere Roberto Menegon ha dato le dimissioni, come pure tutti gli altri 16 candidati della sua lista.

 

E la minoranza in aula è così rappresentata solo dalla civica “Mazzocco Sindaco”. Nel corso del primo consiglio comunale, giovedì sera, la minoranza ha posto l’interrogativo se quel posto lasciato libero non debba essere riassegnato alla minoranza. Se per il segretario comunale, sentita la Prefettura di Treviso, l’assenza di un consigliere non inficerebbe il lavoro del consiglio, di diversa opinione sono i consiglieri dell’unica minoranza rimasta in aula.

 

Tra loro c’è anche il consigliere regionale Alberto Villanova. «È una questione tecnica e non politica – precisa Villanova -. Ci troviamo in una situazione che non è normata e che fa venire meno la corretta proporzione tra consiglieri di maggioranza e di minoranza, oltre al numero di 16 consiglieri più il sindaco previsto da statuto». Il segretario ora interpellerà il Ministero dell’Interno.

 

La soluzione? «Potrebbe essere, ma è pur sempre un’interpretazione, fare come in consiglio regionale con l’attribuzione dei resti, cioè riassegnare alle minoranze quel seggio, così da rispettare lo statuto comunale ed avere un consiglio comunale al completo» propone Villanova.

 



Claudia Borsoi

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