18 novembre 2019

Italia

Cassa integrazione a rischio per mezzo milione di lavoratori

L'allarme viene lanciato da Susanna Camusso

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Susanna Camusso

ROMA - ''C'è questo rischio'' che mezzo milione di italiani possa restare senza cassa integrazione. ''Si stanno moltiplicando le domande di cassa integrazione in deroga. I primi mesi del 2013 hanno determinato un'ulteriore accelerazione della crisi e della difficoltà''. Ad affermarlo è il leader della Cgil, Susanna Camusso (in foto), a 'L'Intervista' su Sky Tg24.

''E' quello che abbiamo tentato di dire al governo a dicembre: non prevedete una riduzione della spesa sulla cassa integrazione in deroga perché ne avremmo bisogno. In qualche regione siamo già arrivati all'esaurimento dei fondi, non è neanche detto che si arrivi a giugno in alcune regioni''.

Quelle risorse, rileva Camusso, ''bisogna trovarle, non solo per proteggere il reddito di quei lavoratori, ma per evitare un'ulteriore spirale di avvitamento sulla riduzione dei consumi, un'ulteriore riduzione della base produttiva che si è già ridotta consistentemente''.

Il nostro paese, secondo Camusso, "non ha bisogno di annunci, di contenitori ma di alcune cose concrete. Le parole d'ordine sono lavoro e fisco''. E in nome del lavoro "bisogna lavorare per una grande iniziativa di Cgil, Cisl e Uil''.

''Bisogna ritornare a delle cose che sono state derubricate. Noi siamo un paese industriale - evidenzia Camusso -. Se perdiamo la nostra capacità industriale non abbiamo un'altra economia possibile''.

E bisogna "avere il coraggio di fare le cose che questo governo non ha fatto: avere il coraggio di dire alte retribuzioni, pensioni d'oro si paghino con i titoli di Stato''. Per il leader della Cgil ''non si può fare finta che continuare a tagliare spesa pubblica non voglia dire tagliare i servizi ai cittadini, la cassa integrazione, tagliare la sanità. In una crisi c'è bisogno di più protezione delle persone e non di meno''. Siccome le risorse fiscali servono a fare funzionare servizi e welfare ''non bisogna tagliare la spesa pubblica anzi è stata tagliata troppo''.

In merito al no del leader della Fiom, Maurizio Landini, al patto con Confindustria, dice: "Io penso che questa è una stagione in cui bisognerebbe ascoltarsi. Molte delle cose che ho letto nell'intervista di Landini dimostrano che non ha ascoltato le cose che abbiamo detto in questi giorni, a partire dalla redistribuzione del lavoro''.

Parlando del decreto sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, Camusso evidenzia come sia "arrivato con molti mesi, se non anni di ritardi" e "dimostra una volontà di non risolvere i problemi, perché invece di dar una soluzione semplice e lineare che rimettesse liquidità nel sistema, si è costruito un farraginoso meccanismo che sa più di volontà di resa dei conti tra amministrazioni locali e Ragioneria dello Stato. Un meccanismo tutto contabile che non si misura con le esigenze del Paese''.

E alla domanda di come vedrebbe una donna presidente della Repubblica, il segretario generale della Cgil afferma che "sarebbe una straordinaria novità. Le donne hanno una marcia in più".

(Adnkronos/Ign)

 

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