14 novembre 2019

Castelfranco

Castelfranco espone i suoi “gioielli”: 64 strumenti musicali antichi da tutto il mondo

Una delle collezioni di strumenti musicali multietniche più rilevanti a livello internazionale

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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CASTELFRANCO VENETO – Un evento davvero di grande rilievo culturale, quello che la città di Castelfranco Veneto si accinge a vivere, per alcuni giorni: una mostra dove sarà possibile ammirare 64 dei 200 strumenti antichi provenienti da ogni angolo dal pianeta, raccolti nella collezione di Alberto Cosulich (erede della celebre dinastia di armatori) acquisita nel 2001 dal Comune. La rassegna sarà il preludio della grande esposizione che si terrà nel 2020, con tutti i 200 pezzi storici della collezione e sarà inaugurata venerdì 13 settembre alle 16, sviluppandosi su due distinte sedi espositive: Villa Barbarella e Casa Costanzo.

"Abbiamo voluto intitolare questa prima rassegna “Liutai, Navigatori e Collezionisti” proprio in omaggio alla famiglia Cosulich, navigatori triestini che nei secoli andando per mare hanno incontrato culture ed hanno avuto nel DNA la scoperta di strumenti unici": spiega Donatella Melini, che ha curato il progetto espositivo e il catalogo della mostra che sarà visitabile i tre week-end di settembre, ed è l'unico evento trevigiano compreso nelle Giornate europee del Patrimonio del MIBAC. Alla mostra, inoltre, è abbinato un ciclo di concerti a cura del dipartimento di Musica Antica del Conservatorio.

L'organizzazione dell’evento è a cura del Conservatorio Agostino Steffani, dell'Assessorato alla Cultura e del Museo Casa Giorgione, mentre il coordinamento generale è seguito dalla professoressa Nicoletta Billio. “Grazie al finanziamento di 25 mila euro abbiamo avviato il progetto di questa mostra – ha dichiarato Stefano Canazza, direttore del Conservatorio -. Unire le forze e sinergie con il Comune permette di ottenere risultati importanti. Una mostra che ha anche una grande valenza didattica visto che la nostra Istituzione ospita numerosi studenti stranieri e l’idea è quella di far suonare qualche strumento in rassegne future”.

Questa mattina alla presentazione dell’evento erano presenti anche il vicesindaco di Castelfranco e l’assessore Franco Pivotti, entrambi visibilmente soddisfatti dell’iniziativa che permette alla Municipalità di far conoscere alla città i suoi tesori, attualmente conservati in depositi, a causa della mancanza di spazi espositivi adeguati. Si tratta quindi di un’occasione da non perdere per gli appassionati di Storia della musica. Tante le chicche che saranno esposte da un antico armonium del ‘700, ad una chitarra luna di provenienza cinese con tanto di fregio a forma di pipistrello ma anche un’antica lira-chitarra e un’arpa tubolare proveniente dal Madagascar.

Nel corso dell’incontro sono state spese parole di riconoscenza nei confronti della figura di Alberto Cosulich, un collezionista che ha dedicato la sua vita alla ricerca e conservazione di strumenti musicali e non solo. Va detto che negli anni Novanta aveva ottenuto un grande successo il suo “Museo dell’uomo” di Susegana dove aveva riunito migliaia di utensili, strumenti e oggetti storici di diversissime provenienze in una raccolta clamorosamente unica: per onorare la tradizione famigliare aveva pure ricostruito nel museo una barca a vela. Quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di farsi accompagnare nel suo museo lo ricordano come un uomo colto, che conosceva la storia di ciascuno delle migliaia di oggetti esposti, conscio che ciò che rendeva unico ogni manufatto era la maestria di chi lo aveva creato e la passione di coloro che l’avevano utilizzato.

Ecco alcune note biografiche su Cosulich, a cura degli organizzatori che hanno ricordato come la collezione di strumenti sia scaturita dal fatto che la madre di Alberto fosse una pianista e un’estimatrice della buona musica: “Discendente della storica famiglia di armatori, Alberto Cosulich nasce a Venezia nel 1920 e si laurea in Economia e Commercio verso la fine della seconda guerra mondiale, distinguendosi contemporaneamente come ufficiale di Aeronautica. Sfruttando gli anni del boom economico, si era impegnato ancora giovanissimo in attività di restauro e sviluppo immobiliare a Venezia, riportando all’antico splendore diversi palazzi sul Canal Grande e costruendo intere nuove zone abitative e residenziali a Mestre e dintorni. Contemporaneamente, assieme al fratello Carlo, rilanciò l’attività marittima ed armatoriale che lo avrebbe portato, all’apice dell’attività, a gestire una flotta navale di oltre 250.000 tonnellate”.

“Negli anni successivi sviluppò attività d’impresa anche in altri settori, dall’industria dell’acciaio all’agricoltura, producendo vini di elevata qualità e creando migliaia di posti di lavoro – la storia quindi prosegue -. È nell’ambito della cultura che Cosulich, consigliere del Banco San Marco, ha lasciato una grande eredità ai veneziani e al mondo. Prima con l’avvio del centro di cultura Cosulich, infine con la nomina nel 1980 da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del cardinale di Venezia a primo procuratore di San Marco, incarico che svolse per due mandati consecutivi fino al 1989. In questo periodo, per finanziare i costosissimi lavori di restauro della Basilica e dei mosaici di San Marco, Cosulich si “inventò” assieme all’ingegner Carlo De Benedetti, in qualità di sponsor con l’Olivetti, di portare in giro per il mondo i gioielli di famiglia. Negli anni a seguire furono organizzate le mostre itineranti dei cavalli di San Marco, prima, e del tesoro di San Marco poi, a Londra, Parigi, Francoforte, New York, Tokyo, Los Angeles e Sydney, facendo scoprire e apprezzare a milioni di persone nel mondo gli incredibili ed inestimabili oggetti marciani”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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