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21 marzo 2019

Treviso

Cava Campagnole, Zanoni:"Regione latitante, per sei anni solo inutili diffide"

Il consigliere regionale del Pd contro la giunta regionale: "Mai fatta un'ordinanza per rimuovere i materiali introdotti illegalmente"

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PAESE - “Denunciare il traffico di ‘veleni’ alle autorità è un atto dovuto. La Regione e l’assessore Bottacin potevano fare molto di più. A cava Campagnole probabilmente sarebbe stata sufficiente un’ordinanza per far rimuovere i materiali illegali, anziché procedere con inutili diffide per oltre sei anni”. Andrea Zanoni, consigliere regionale dl Pd, punta il dito contro l’assessore Bottacin rispondendo alle dichiarazioni dell’assessore sul caso di cava Campagnole a Padernello di Paese, in cui aveva lodato l’impegno della giunta.

“Permettere al privato di ‘fregarsene’ non è il modo migliore per tutelare l’ambiente. Era necessaria un’ordinanza, l’unico strumento utile affinché l’ingiunzione di asportare i materiali arrivasse a buon fine”. In caso di mancata esecuzione, infatti - spiega Zanoni - il privato si becca una denuncia per un reato sanzionato dall’articolo 650 del Codice penale, che prevede fino a tre mesi di reclusione. Se però non rispetta una diffida può dormire sonni tranquilli. Ed è quello che è accaduto, visto che la ditta Canzian se n’è infischiata, facendo il bello e cattivo tempo in violazione delle leggi e umiliando la Regione”.

“Non si trattava di una diffida, ma di cinque spalmate nel tempo - ricorda il vicepresidente della commissione Ambiente, elencandole - la prima risale al 27 dicembre 2012, quindi 12 maggio 2016, 22 giugno 2016, 24 gennaio 2017 e infine 8 novembre 2017. Oltretutto nella cava, almeno fino a febbraio di quest’anno pare fossero presenti strutture e impianti privi del necessario titolo edilizio, in una parola abusivi. E risulta da un atto della Regione. Qui ci sono comportamenti scorretti del privato ma la Giunta non può certo chiamarsi fuori. Perché  - chiede Zanoni - dal 2012 a oggi non si è mai attivata con un’ordinanza? Lo scorso 9 febbraio Bottacin rispondendo a una mia interrogazione di sei mesi prima, agosto 2017, l’aveva annunciata senza poi dare alcun seguito”.

Zanoni ne ha anche per il sindaco di Paese, Francesco Pietrobon: “Il suo scaricabarile è disdicevole. Gli ricordo che è stato lui a scrivere una lettera, inviata a tutte le famiglie di Paese, dove attaccava il comitato dei residenti, sminuendo il problema . Scriveva addirittura che i rifiuti pericolosi di cava Campagnole ci stavano dentro ad un pacchetto di sigarette”. “Ora dovrebbe spiegare ai suoi cittadini come ha in mente di far entrare in un pacchetto di sigarette ben 200mila tonnellate di rifiuti contenenti sostanze pericolose. Ecco perché, come Partito Democratico, rinnoviamo la richiesta di dimissioni”.

Alla polemica si è aggiunta anche Chiara Braga, deputata del Partito Democratico e capogruppo in entrambe le commissioni Ambiente ed Ecomafie della Camera dei Deputati: “La vicenda degli impianti della Cosmo Ambiente merita la massima attenzione nazionale. Assieme al collega Andrea Ferrazzi abbiamo chiesto oggi, proprio nella sua seconda seduta, che la neo istituita Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati si occupi subito della vicenda Cosmo Ambiente di Noale e Paese: c’è infatti una chiara rilevanza di indagine su questo tema, ovvero sull'uso di questi materiali non trattati e stoccati illecitamente per miscelarli con altri rifiuti, al fine di diluire gli inquinanti rendendoli così "adatti" per essere utilizzati nel campo dell'edilizia ed in particolare per la realizzazione di sottofondazioni o rilevati stradali. Vogliamo capire se le grandi infrastrutture del Veneto, già costruite o in realizzazione penso al Passante di Mestre o alla SPV Pedemontana Veneta, siano state inquinate da queste pratiche gravemente illegali”.

 

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