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18 novembre 2018

Italia

Censimento rom, altolà di Conte a Salvini

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"Quella del censimento nei campi rom non è una priorità". Matteo Salvini, alla fine della giornata, fa un passo indietro sulla proposta che ha scatenato la bufera politica. A spingerlo al dietrofront il doppio intervento, l'uno-due di Di Maio e Conte. "Qui nessuno ha in mente di fare schedature o censimenti su base etnica, che sarebbero peraltro incostituzionali in quanto palesemente discriminatori" dice il premier Giuseppe Conte, che frena sulla ipotesi ventilata dal titolare del Viminale, spiegando che la posizione del governo è chiara, con l'obiettivo esclusivo "di individuare e contrastare tutte le situazioni di illegalità e di degrado ovunque si verifichino, in modo da tutelare la sicurezza di tutti i cittadini".

 

"Per quanto riguarda le comunità rom - ha sottolineato il capo del governo - ben vengano iniziative, peraltro già sperimentate negli anni in varie città italiane, mirate a verificare l’accesso dei bambini ai servizi scolastici, alla luce del fatto che non di rado vengono tenuti lontani dai percorsi obbligatori di istruzione e formazione cui ogni minore ha diritto". Parole, messe nere su bianco, che sono un'altolà al vicepremier Salvini che nel pomeriggio aveva rilanciato sul censimento. Eppure, ancora all'ora di pranzo, Salvini non arretrava di un passo: "Io non mollo e vado dritto! Prima gli italiani e la loro sicurezza" twittava sul censimento. Alla fine, la precisazione. Complice anche il pressing del vicepremier 5 stelle Luigi Di Maio: "Sono cose che su base razziale non si possono fare".

 

SALVINI - Da qui, la puntualizzazione di Salvini. "Ad ogni modo - spiega il leader della Lega - lavoreremo in futuro con i sindaci, sapendo che questo tipo di controlli esistono da anni, ovunque, portati avanti da amministrazioni di tutti i colori politici". E il via libera arriva anche da Di Maio: "Mi fa piacere che Salvini abbia corretto il tiro''.

 

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