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19 marzo 2019

Treviso

Chiese-porte-aperte

Domani sera, tre chiese della Diocesi saranno aperte fino dopo la mezzanotte. Motivo? offrire ai giovani uno spazio aggregativo

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La vera trasgressione del sabato sera? Il silenzio. Meglio ancora: la preghiera. Ed eventualmente (se siamo in vena): la confessione.
Che i ragazzi siano sempre più allo sbando e che si accontentino sempre meno dei soliti luoghi di divertimento lo si sa da un pezzo, ma che la chiesa (intesa come edificio di culto) diventi uno dei luoghi di aggregazione del sabato-sera è quanto meno una novità. Una novità che, per ora, fa scalpore sulle locandine distribuite nei pub e nelle birrerie, ma che fra qualche giorno potrebbe far parlare di sé all’ombra di un confessionale. O più semplicemente tra i banchi (di una chiesa o di una scuola).  Don Fabio Soldan, responsabile della Pastorale diocesana giovanile, ha infatti messo in cantiere un progetto inedito: quello di aprire le chiese di notte ai giovani. La sua proposta, accolta da tre delle 12 foranie della diocesi, verrà concretizzata sabato 16 gennaio (vigilia della terza domenica d’Avvento, dedicata alla gioia). La chiesa dei Frati a Vittorio Veneto, la parrocchiale di Fratta a Oderzo e il Duomo di Motta di Livenza, sabato prossimo resteranno aperti almeno sino a mezzanotte. Lo scopo? “Permettere ai giovani – spiega don Fabio Soldan, titolare dell’iniziativa – di avere uno spazio aggregativo tranquillo, gratuito, sereno. E caldo. Nelle chiese, i giovani che lo vorranno troveranno un prete con cui chiacchierare, o confessarsi, e – si spera – altri coetanei. Non ci saranno messe, omelie, celebrazioni particolari. Personalmente la presenza dei giovani mi farà passare un sabato sera diverso. E per loro magari sarà la stessa cosa. La chiesa non vuole essere un’alternativa al pub. Ma un posto dove recarsi se si ha voglia. In piena libertà”. Della stessa opinione è don Pierino Bortolini della parrocchiale di Fratta di Oderzo. “Sabato sarà la vigilia della terza domenica d’Avvento dedicata alla gioia. E noi crediamo non ci sia gioia senza silenzio. Senza lo spazio per rifletterci. Noi offriamo ai giovani questo spazio. Se lo prenderanno? i Ragazzi danno sempre risposte imprevedibili. Staremo a vedere.” Per ora a dare il placet (entusiastico) all’iniziativa è stato il vescovo Giuseppe Zenti.

 



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