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21 giugno 2018

Conegliano

Chiude il corso di laurea in infermieristica a Conegliano: "Zaia intervenga con urgenza"

L'appello del Pd per scongiurare l'accorpamento a Treviso

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CONEGLIANO - “La Regione affronti il problema dell’accorpamento delle sedi del corso in Infermieristica che va a cancellare Mirano e Conegliano. A quanto pare la decisione dell’Università di Padova dipende da dalla Regione: una scelta autolesionista perché sono professionalità di cui c’è bisogno e per cui non mancano le richieste di iscrizione. Avevamo presentato un’interrogazione a fine febbraio che non ha ancora avuto risposta, adesso torniamo a sollecitare un intervento di Zaia a nome di tutta la Quinta commissione”.

 

I consiglieri del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia tornano sulla decisione dell’Ateneo padovano di tagliare due sedi delle Ulss 2 e 3, unendo Conegliano a Treviso e Mirano con Mestre.

 

“A fine marzo abbiamo ricevuto una nota del Rettore in cui illustrava la situazione, evidenziando la carenza di docenti, tra pensionamenti e blocco del turnover. Non parlava tuttavia di decisione irrevocabile, sembrava, anzi, chiedere sostegno alla Regione per avere gli insegnanti necessari a mantenere i due corsi triennali. Da allora però non è successo niente. Nell’ultima seduta della Commissione ho quindi sollevato nuovamente la questione: è assurdo accorpare le sedi senza tener conto di un fabbisogno reale. Ci sarebbe in ballo anche una seconda ipotesi: instaurare una collaborazione con l’Università di Ferrara, già contattata dal direttore dell’Area sociale Mantoan, che ha dato la propria disponibilità a mandare propri docenti nella sede di Rovigo, ‘liberando’ così del personale per l’Ateneo padovano che potrebbe essere impiegato a Mirano e Conegliano. Abbiamo così deciso di rivolgerci direttamente a Zaia affinché la Regione agisca con tempestività, anche un intervento politico per convincere Palazzo Bo della bontà dell’intesa con Ferrara - aggiungono Pigozzo e Sinigaglia - L’importante è fare presto, poiché il provvedimento parte dal prossimo anno accademico: dobbiamo garantire un elevato livello didattico su tutto il territorio veneto, in modo da formare personale infermieristico di qualità, ricordando che rappresentano uno dei pilastri del nostro sistema sanitario. L’accorpamento delle sedi, che porterebbe anche a un calo delle iscrizioni, va nella direzione opposta”.

 

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