12 dicembre 2019

Ciò che conta in Under the skin

Categoria: Spettacolo - Tags: under the skin, scarlett johansson, cinema, jonathan glazer, festival venezia

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Silvia Albrizio | commenti | (21)

“Under the skin” esce oggi al cinema e, com’era prevedibile, molti lo stanno pubblicizzando soprattutto per il nudo integrale di Scarlett Johansson, che certo attirerà orde di fan. Peccato che il nudo della Johansson in “Under the skin” sia tutto fuorché memorabile. Consiglio dunque, a chi volesse vedere questo film solo per sbavare sulle sue curve, di procurarsi i fotogrammi che da tempo girano nel web e di accontentarsi di quelli. Perché “Under the skin” non è un film facile e, se non siete preparati al suo ritmo lento e a quell’alone conturbante che lo avvolge, rischierete di sentirvi seriamente presi in giro.

 

Il film, diretto da Jonathan Glazer, è stato presentato a Venezia l’anno scorso in occasione del Festival del cinema, e da subito ha suscitato opinioni piuttosto contrastanti. Vi capiterà infatti di trovare persone che lo considerano noioso e lento, a tratti insopportabile, altre al contrario si diranno entusiaste dello sguardo distaccato ma visionario con cui l’aliena protagonista persegue il suo scopo.

 

La mia opinione rientra ovviamente in questa seconda scuola di pensiero.

“Under the skin” racconta con un cinismo straniante le vicende dell’alieno Scarlett e del suo vagare per i paesaggi di una desolante Scozia alla ricerca di uomini da immolare per nutrire un’oscura entità. La cinepresa è un occhio estraneo che azzera la morale ed eleva lo spettatore a una dimensione in cui l’umanità e il suo giudizio non hanno alcun valore, semplicemente perché il protagonista e il suo punto di vista non contemplano l’empatia, la sofferenza, l’etica.

 

Johansson a parte, il resto degli attori è composto da non professionisti e lo stesso Glazer ha girato molte delle scene con telecamere nascoste, per togliere dalla pellicola la patina di finzione e raccontare la realtà così come ci appare, senza quegli stereotipi tipici del genere sci-fi. Privo dunque di un’etichetta cinematografica precisa, il film può muoversi liberamente tra atmosfere che richiamano l’horror, la fantascienza, il giallo, rimanendo però dinnanzi la loro soglia, senza tuttavia utilizzare nessuno dei classici stilemi di genere. È un film di suggestioni, dove il continuo riproporsi delle stesse scene e la colonna sonora stessa diventano un espediente narrativo costante, portatore di profonde inquietudini.

 

Esiste in verità una parola perfetta per definire “Under the skin”: perturbante. Qualcosa di familiare cela in realtà paure e terrori sotterranei, angoscianti proprio perché all’apparenza conosciuti. Il film di Glazer è perturbante perché non indugia sulla crudeltà mostruosa della creatura aliena, ma ne descrive le poche azioni con semplicità, sottolineando un modus operandi addirittura rassicurante. Il risultato però è drammaticamente ansiogeno. Ed è per questo che “Under the skin” è un gran film, e che la Johansson nuda è solo un contorno di poco conto rispetto alla strabiliante e sapidissima messa in scena.



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Scarlet caduta dalle stelle scopre la terra ed il sesso. Un film affascinante che, tutto sommato, e' circolato poco, se e' circolato. Io l' ho visto altrove.
Una bella recensione che invoglia la visione o la rivisione.

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Purtroppo il fatto stesso che abbiano deciso di distribuirlo nelle sale in questo periodo lo penalizza molto. Ed è un vero peccato.
Grazie per il commento.

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Mi esimerò senz’altro dal visionare la pellicola per non rischiare di trovarmi come vicino di poltrona uno che comincia a “sbavare” (come ripugnantemente racconta la Sig.ra Albrizio) alla visione delle curve di tale Scarlett ma modicamente mi incuriosisce come la Ns. Blogger possa affermare che il nudo della suddetta Scarlett non debba ritenersi per nulla “memorabile” pur nella evidenza che esso (nudo) addirittura produce in certi soggetti questa sfrenata ipersalivazione…
E poi, giusto per imparar qualcosa di utile, quali sono i paradigmi che rendono un nudo “memorabile” ?

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Il nudo della Johansson è inserito nello squallore delle periferie che visita, senza patinature e senza trasporto sentimentale. È il nudo troppo intimo del rivestirsi dopo l'amore occasionale o dello spogliarsi con fretta e senza malizia. Circondati come siamo da nudi esteticamente "memorabili", questo nudo non lo è per niente e fa un effetto strano, da amaro in bocca. Molto umano, ma molto alieno.
Vedere questo film per vedere nel buco della serratura il nudo della Johansson, non dà certo la soddisfazione attesa.

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Intelligente lettura, Egr. Goran! proprio dalla acutezza di essa deriva che il nudo della Scarlett non sia per nulla "solo un contorno di poco conto", come sostenuto dalla Sig.ra Albrizio (alla quale avrei educatamente chiesto un chiarimento). Parrebbe, da quel che scrive lei Goran, che la sua "immemorabilità" di nudo sia l'essenza stessa della sua "memorabilità" all'interno di questa pellicola. Che comunque NON andrò a vedere per il motivo, su specificato, degli "sbavatori" ...

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Da quando la Albrizio le ha manifestato fastidio per i suoi interventi poco pertinenti o capziosi (e adesso chiaramente lei mi chiederà quali sono, faccia una lista, tutti bravi a parlare dietro l'anonimato, e bla bla), lei non perde occasione per fare le pulci a ogni pié sospinto su quanto viene scritto su questo blog.
Faccia così: se lo guardi il film, così capirà le parole della Albrizio. Poi potrà dire se era un contorno di poco o molto conto e se era memorabile o dimenticabile.
Altrimenti è francamente soltanto manifesta intenzione di romper le scatole gratis.

Per entrare poi nel merito della sua obiezione, è presto detto:
nudo non poi così importante ai fini della storia, di certo dimenticabile per chi si aspetta succose panoramiche sulla diva. I canoni di memorabilità per i voyeur insomma sono largamente disattesi.

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Credevo che uno dei meriti del blog fosse di non essere frequentato da Bastanzetti. Mi sbagliavo, purtroppo. Non voglio ripetere quello che penso di Bastanzetti, Silvia Albrizio vada a leggere un mio commento recente alla trollata offensiva di Bastanzetti sul blog di Francesca Salvador.

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Pare che quello che pensa di lei la Preg.ma On. Laura Puppato (pure una bella signora), che l' ha denunciato, sia persino peggio...

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Bastanzetti , grazie di darmi l' opportunità di chiarire anche in questo blog la mia vicenda politico giudiziaria con Puppato ( lo faro' in seguito) A Silvia Albrizio, probabilmente non le importa nulla, ma e' Bastanzetti che ha introdotto il tema. Bastanzetti, oltre alle solite trollate, accenni ( a Puppato) anche negli altri blog.

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Gentile non ha niente a che fare con l'industria cinematografica, magari potrebbe essere una telenovela colombiana dal titolo Laura, ma e' Bastanzetti, pare un puppatiano duro e puro che introduce il tema e a me fa piacere chiarire. L'origine della mia allergia politica per Puppato è il Cansiglio, che sta sopra Vittorio.

SENATRICE PUPPATO E L’ ART. 21 DELLA COSTITUZIONE.
Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
Quando nel marzo del 2013, Laura Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto , Flavio Zanonato, ora deputato al parlamento europeo affermò:
“ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”
Sono stato denunciato da Puppato per averla diffamata con calunnie, il processo inizierà il 17 ottobre prossimo.
La mia non è diffamazione personale, ma critica a comportamenti politici della senatrice Puppato, diffusa con i mezzi a disposizione di un cittadino. giornali online, social network, emails etc.,etc.. Ho aumentato la diffusione dopo che Puppato mi ha inviato a casa due volte il comandante dei carabinieri di Montebelluna, Arcidiacono per farmi cambiare idea e dopo la denuncia.
Le mie critiche alla senatrice Puppato riguardano principalmente i seguenti punti:
• La strumentalizzazione partitica dell’evento del Cansiglio il 9 settembre 2012. Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste. Allego la mia lettera aperta dell’ anno scorso a Carlo Smuraglia e la sua risposta.
• La sua performance come sindaco di Montebelluna. Tra l’altro fu denunciata al TAR dal WWF locale.
• Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si è pronunciato a favore della riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si è opposta come hanno fatto altri, per esempio Bertolissi eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica veneta.
• La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita di entrare negli ospedali ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l' ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).
• L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale.
• Il cambiare troppo spesso posizione. Puppattiana durante le primarie del PD del 2012 per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora renziana.
• L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.

Francesco Cecchini 21.06.2014





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Scusate ma vi pare il luogo dove venire a bisticciare?
"Ma ha cominciato lui!"
"Non è vero, è stato lui!"

...dai mo'.

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Non bisticcio, porto avanti la mia opinione in tutti i luoghi dove trovo spazio. Secondo le regole un commento puo' essere indicato come inopportuno o anche bannato, credo. Non per questo mi faccio mettere la museruola.

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Non sto parlando di censura, ma di senso della misura.

Ci vuole qualche ora per scrivere un articolo di un blog, almeno per un blog che dà informazioni e non soltanto pareri: vanno raccolte informazioni, poi vanno scremate, poi va verificata la fonte e resa comprensibile la critica.

La Albrizio, mia carissima amica, è una persona rispettosa del suo pubblico e per questo ci lavora molto nel confezionare un post e so inoltre che ci tiene che venga letto. C'è lavoro dietro, quindi.

Non le pare irrispettoso entrare e in un minuto dare una sferzata surreale al post, facendo casino per tutt'altra questione?

Lo spazio dei commenti è fatto per parlare dell'articolo, non per beghe personali o comunque fuori-tema. Non ce l'ho mica con lei, si figuri. Ma è anche ora di finirla, non crede?

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Ho aperto i commenti con una breve nota inerente al tema. Il post, che ho letto attentamente, avendo visto il film, di Silvia Albrizio e' un' ottima recensione. Con la quale anche lei non si misura, concentrandosi su un paio di commenti che non c' entrano niente con la pellicola.
Trovo i blogs di Oggi Treviso ed i commenti, in genere, un' ottima palestra di confronto. Sono allergico alle scrollate di Bastanzetti che commento. In ogni caso non sono così rigido riguardo le regole che lei difende, scrivo dove mi capita e dove mi ospitano, in genere. Faccio esercizi di scrittura. Se un commento e' fuori tema o non le piace, non lo legga, lo salti e si impegni sul tema del blog. Se ha occasione vada a vedere Under the skin.

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Il film l'ho visto, con la Albrizio, e non ho nulla contro di lei Francesco, anche perché aveva commentato a proposito.
Avrei commentato sul film, e forse anche altri lo avrebbero fatto, chissà, se non mi fossi trovato commenti fastidiosi e fuori tema.

Riguardo allo scrivere su dove le capita, non è una gran argomentazione...
Ecco, magari faccia domanda per avere un blog suo. :)

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Goran, non mi passa per la testa pensare che lei ce l' abbia con me, ne' nego che quello che dice non abbia senso.
Parliamo di cinema.
Nulla le vieta di commentare la recensione od il film, puo' stimolare alla visione o mettere in luce qualcosa di cui non abbiamo notato, anche se visto il film. In Italia a parte luoghi privilegiati, le mostre, le rassegnei cineclub etc.,etc.. non e' facile vedere cinema di qualita'. Ci sono poi cinematografie che proprio non arrivano. Tre anni fa un film marocchino Sur la plance ha vinto il primo premio a Taormina e non e' circolato o quasi. Io ho scoperto il cinema marocchino, Casanegra, Mort a vendre a Tangeri e Tetouan e ci sono cose notevoli che anche il pubblico italiano potrebbe apprezzare. Chiudo oggi o domani vado a vedere Mud altro film che partecipo' a Cannes di un paio di anni fa e solo ora circola.

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Mud visto in inglese.
Se ama Cormac McCarthy e Faulkner troverà pane (e fango) per i suoi denti.

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Goran ho letto il suo buon commento su Under the skin che mi era sfuggito.

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Goran grazie per il consiglio di domandare un blog, ma non sono un blogger, con tutto il rispetto per la categoria. Pubblico per intero, non commenti, sul blog di Daniele Barbieri & altri, sul sito, La Storia, Le Storie di Pordenone, su una rivista on line Sagarana ed altri. Esercizi di scrittura. I miei commenti o lettere su Oggi Treviso sono poi temporanei legati ad un momento di stanzialita' nella Marca.

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Goran, ho visto Mud al cinema Italia di Montebelluna. Un buon film. Amo Cormac Mc Carty, conosco poco Faulkner, ma ho visitato l' ambiente dove Mud e' stato girato. Per alcuni mesi ho vissuto a Eurika Spring, lavorando a Beaver Dam, Arkansas, ma ho girato tutto lo stato, profonda bible belt, ma poi non tanto un paradiso asettico.

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In un commento postato questa mattina sul blog di Francesca Salvador, Michele Bastanzetti accusa alcuni commentatori ed anche la blogger, probabilmente, di essere fiancheggiatori di chi sgozza esseri umani, del terrorismo islamico. E' un' affermazione priva di fondamento, ma grave e pericolosa.

Michele Bastanzetti
03/09/2014 - 7:19
LA BARBARIE TRA DI NOI
I fondamentalisti dell’Isis hanno sgozzato un altro giornalista. Pura,spregevole barbarie. E ciò che lascia vieppiù attoniti è che persino tra di noi, persino in questo blog ci sia gente che fiancheggia questa barbarie.

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