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23 ottobre 2017

Spettacolo

'A Ciambra' è il candidato italiano all'Oscar

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E' 'A Ciambra' di Jonas Carpignano la pellicola che rappresenterà il cinema italiano alla selezione dell'Oscar per il miglior film straniero. Lo ha deciso la Commissione di Selezione istituita dall'Anica lo scorso 4 agosto, su invito dell’'Academy of Motion Picture Arts and Sciences', riunita davanti a un notaio e composta da Nicola Borrelli, Cristina Comencini, Carlo Cresto-Dina, Felice Laudadio, Federica Lucisano, Nicola Maccanico, Malcom Pagani, Francesco Piccolo. L’annuncio delle nominations è previsto per il 23 gennaio 2018, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 4 marzo 2018.

I film candidati a rappresentare l'Italia agli Oscar erano 14, tutti distribuiti sul nostro territorio nazionale tra il 1° ottobre 2016 e il 30 settembre 2017. 'A Ciambra' ha avuto la meglio su 'Cuori puri' di Roberto De Paolis, 'L’Equilibrio' di Vincenzo Marra, 'Una famiglia' di Sebastiano Riso, 'Fortunata' di Sergio Castellitto, 'Gatta Cenerentola' di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, 'Ho amici in paradiso' di Fabrizio Maria Cortese, 'L’ora legale' di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, 'L’ordine delle cose' di Andrea Segre, 'Sicilian ghost story' di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, 'La stoffa dei sogni' di Gianfranco Cabiddu, 'La tenerezza' di Gianni Amelio, 'Tutto quello che vuoi' di Francesco Bruni e 'La vita in comune' di Edoardo Winspeare. "Grazie a Pio e alla nostra amicizia è nato il mio rapporto con la Ciambra. E’ stato lui che mi ha scelto, voleva conoscermi. Mi seguiva ovunque fumando una sigaretta dopo l’altra e con addosso sempre la stessa giacca di pelle". Così il giovane regista Carpignano, in occasione della candidatura di 'A Ciambra' agli European Film Awards, il 22 agosto scorso, aveva raccontato la genesi del suo secondo lungometraggio, che ci fa conoscere la famiglia Amato, una comunità rom che vive nei pressi di Gioia Tauro, e il suo protagonista, il quattordicenne Pio che è uno dei pochi in grado di integrarsi tra le varie realtà del luogo: gli italiani, gli immigrati africani e i membri della comunità rom. Presentato al festival di Cannes e passato anche al festival di Toronto, 'A Ciambra' è stato distribuito in 40 copie da Academy Two.

Il regista italo-americano ha incontrato gli Amato nel 2011 dopo che la sua Fiat Panda con dentro tutte le apparecchiature cinematografiche era stata rubata. Era lì a Gioia Tauro per girare 'A Chjana', il corto da cui poi sarebbe nato 'Mediterranea', il suo primo film che raccontava la storia di due immigrati africani dopo un pericoloso viaggio alla ricerca di una nuova vita in Italia. Lì tutto si svolgeva a Rosarno, ma anche qui al centro della storia c’è l’Italia del Sud e la Calabria. A Gioia Tauro, ha raccontato il regista, quando sparisce una macchina la prima cosa da fare è chiedere agli zingari, e così Carpignano aspettò tre giorni prima che gli fosse restituita.

"Non avevo un messaggio da trasmettere. Volevo fare avvicinare il pubblico a questo mondo e mostrarne la realtà. La forza della comunità rom è anche il suo limite. Tra loro non si tradiscono. Non si può mai essere completamente uno di loro e per questo non riescono mai a integrarsi nel tessuto sociale", ha raccontato Carpignano, confessando di avere incontrato alcune resistenze: "Per esempio non volevano farsi riprendere in pigiama, invece per quanto riguarda i furti ne andavano anche abbastanza fieri. Non si sentono dei ladri. E’ il loro modo di sopravvivere, è un lavoro".

Il film è stato prodotto da Martin Scorsese, un vero "mito" per Carpignano, per il quale "è stato molto importante ricevere i suoi commenti sulle diverse versioni del film". 'A Ciambra' è in concorso agli Oscar come miglior film straniero accanto ad altre 31 pellicole europee e 15 provenienti da Paesi extraeuropei, tutte in lingua non inglese. Gli ultimi italiani a vincere l'ambita statuetta sono stati Paolo Sorrentino con 'La grande bellezza' nel 2013, Roberto Benigni con 'La vita è bella' nel '98, Gabriele Salvatores con 'Mediterraneo' nel '91 e Giuseppe Tornatore con 'Nuovo Cinema Paradiso' nel 1989.

 

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