20 agosto 2019

Montebelluna

Cinesi coltivano mille piante di marijuana in un capannone

Scoperto a Monselice sviluppando un’indagine su Caerano

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CAERANO – Dallo sviluppo di un’indagine che a novembre dello scorso anno aveva portato all’arresto di quattro cinesi residenti nella zona di Caerano, la squadra mobile della questura di Treviso è giunta a scoprire un capannone a Monselice, nel Padovano, in cui si stavano coltivando circa mille piante di marijuana.

Il collegamento tra la provincia di Treviso e quella di Padova è stato un uomo, sempre cinese, su cui si sta ancora indagando, che si occupava di procurare capannoni da destinare allo scopo.

Il blitz della polizia di Treviso in collaborazione con quella di Padova ha portato all’arresto di un 27enne cinese che fungeva da custode del capannone di Monselice.

Un’operazione svolta in concomitanza con blitz analoghi anche in altre città italiane che ha portato alla denuncia, complessivamente, di dodici persone.

 

Il capannone nel Padovano sostanzialmente era stato trasformato in un’enorme serra destinata alla coltivazione di cannabis, in cui, tramite degli allacciamenti abusivi alla linea pubblica, venivano fatte funzionare delle lampade molto potenti, tanto che per i responsabili, oltre che il reato di coltivazione di marijuana, si profila anche l’imputazione per furto di energia elettrica.

Precedentemente lo stabile era stato utilizzato da altri cinesi come laboratorio tessile.

 

Lo stupefacente era destinato soprattutto al mercato estero, la polizia ha appurato che parte era destinata a finire in Germania ed Inghilterra

 

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