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21 ottobre 2017

Treviso

Cittadinanza civica per 62 bambini stranieri

Kyenge:"Oggi combattiamo la cultura della paura per un futuro senza discriminazioni"

Isabella Loschi | commenti | (1) |

TREVISO – Conferita la cittadinanza civica a 62 bambini stranieri nati in Italia e residenti nel comune di Treviso.

A consegnare gli attestati agli studenti delle scuole medie, durante la “Festa della Cittadinanza” all’auditorium Fondazione Cassamarca all’Appiani di Treviso, con il sindaco Giovanni Manildo e l'assessore alle Politiche per l’integrazione, Anna Caterina Cabino, anche la neo europarlamentare Cécile Kyenge. «Oggi cominciamo con un cambiamento culturale –dichiara l’ex ministro per l’integrazione - .Un passo in avanti per far cambiare la visione ai giovani, far capire che il diverso non è semplicemente uno straniero perché i suoi genitori sono nati all’estero, ma è far capire che quella persona è uguale a noi e fa parte della nostra comunità. È necessario –conclude - combattere la cultura della paura, non solo con la legge, ma anche culturalmente attraverso un progetto di educazione civica e occasioni come queste».

 

A ricevere i primi due attestati dall’europarlamentare Kyenge sono state due bambine emozionatissime: Agnese che ha genitori kosovari, e Dior del Senegal.

Il sindaco Manildo prima dell’inizio della festa con il concerto dell'Orchestra giovanile di Treviso e del Veneto “La Réjouissance” e del Gruppo folkloristico trevigiano, ha sottolineato la decisione da parte dell’amministrazione comunale di conferire la «cittadinanza civica per ius soli”, per testimoniare “la volontà di portare avanti un lungo percorso per una città più aperta e volta all’integrazione».

Nel corso della cerimonia, davanti all'auditorium di piazza delle Istituzioni, alcuni militanti di estrema destra hanno manifestato contro l'iniziativa del Comune.

 

 



foto dell'autore

Isabella Loschi

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è solo propaganda politica!!!!! nient'altro che propaganda politica.....
in questo momento storico del nostro Paese dove la gente è senza lavoro e i giovani senza futuro credo che la priorità si proprio
."combattere la cultura della paura per un futuro senza discriminazioni"

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