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19 marzo 2019

Claudio Niero

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Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti | (2)

Claudio Niero è nato a Mirano (Ve) nel 1956. Dopo le scuole dell’obbligo, ha abbinato lavoro e scuola serale, sino al conseguimento del titolo di disegnatore meccanico a metà degli anni 70.
Il suo impegno sociale e politico nasce negli anni degli studi superiori, nel movimento studentesco mestrino e poi, nel 1974, nell’adesione a formazioni politiche e sociali strutturate.. Dal 1979 risiede a Ponzano Veneto con sua moglie e la figlia Valentina, dove è stato Consigliere comunale dal 1988 al 1993, nel 1992 è arrivato all’impegno e alla responsabilità diretta nella CGIL sino al 2004.

Nel 2004 è stato eletto sindaco di Ponzano. Sin da giovane ha coltivato la passioni per lo sport, la fotografia, la musica, il mare e la montagna, più precisamente le Dolomiti.
Dal 12 marzo 2013 è Consigliere Regionale del Veneto per il Partito Democratico, subentrando a Laura Puppato divenuta Senatrice ed è Vicepresidente della VII Commissione Consiliare (Acquedotti, Difesa suolo, Ecologia, Lavori Pubblici, Tutela ambiente ) e componente della III Commissione Consiliare (Acque minerali e termali, Artigianato, Cave e torbiere, Commercio, Industria, Lavoro).

INTERVISTA ALCONSIGLIERE REGIONALE CLAUDIO NIERO

Nella recente intesa raggiunta da Matteo Renzi con Berlusconi, già all'attenzione del Parlamento, il terzo punto riguarda la revisione del Titolo V della Costituzione. Tu siedi in Consiglio Regionale da un anno, provieni dall'esperienza nel sindacato e di Sindaco di Ponzano. Dal tuo punto di vista quali sono le emergenze nel merito?

Mi pare opportuno fare il tagliando sul al Titolo V. Da tempo le varie categorie economiche e sociali esprimono insoddisfazione e, con maggior ragione, le organizzazioni strutturate colgono la mancanza di interlocutori certi per le attività cosiddette concorrenti.

Lo stesso Presidente Zaia non fa mistero e fa intendere che volentieri terrebbe per la Regione solamente la sanità, lasciando cadere tutte le altre responsabilità in capo ad essa. Questa posizione, sicuramente eccessiva, è contraddittoria con l'esigenza e la richiesta di maggiore autonomia, ancor peggio quando accarezza il pelo all'indipendenza, che Venezia vorrebbe da Roma. Probabilmente il Governatore è interessato alla gestione delle risorse sanitarie che sono la parte più consistente del bilancio.

Entrando nel merito della domanda, in molte materie concorrenti, primo fra tutte l'energia e il turismo, giusto per citare qualche esempio, si è innestata ed innescata una conflittualità, che è aumentata negli ultimi anni e che ha prodotto solo immobilismo: una conflittualità latente e a volte ricercata che non ha al centro la semplificazione per gli operatori e per i veneti, ma la sostituzione di un centralismo tra Stato e Regione. L'ultima è fresca di qualche giorno e riguarda la Legge sulla casa, impugnata dal Governo, su sollecitazione di molti sindaci, che non avrebbero più voce in capitolo rispetto ad un elemento decisivo nel governo del proprio territorio.

Anche nel Partito Democratico si è aperto un confronto sulla problematica e c'è voglia e interesse di ridiscutere le funzioni della Regione, al di là del fatto che il Veneto è mancato nella pianificazione e nella programmazione, facendosi prendere dall'esercizio del potere e quindi dalla gestione in proprio.

Tra l'altro nel mettere mano alla revisione bisognerà considerare l'orizzonte europeo e le nuove direttrici dello sviluppo e della crescita.

Bisogna puntare sulle grandi aree metropolitane, individuate dall'Europa come i futuri motori della ripresa e per le quali sono previste ingenti risorse dalla Comunità Europea nel periodo 2014-20. Oggi le categorie sono insoddisfatte: chiedono semplificazione e vorrebbero decidere e operare in tempi brevi. Invece il sistema del Governo del Veneto non era riuscito a garantire queste esigenze.

Come vanno i trasporti?
In questo settore il ritardo è notevole, è sotto gli occhi di tutti. Rispetto alle tante enunciazioni della Giunta regionale il tema della mobilità soffre parecchio. Basti pensare a quanto sta succedendo con le ferrovie e con la mobilità nel Veneto: il sistema è inefficiente e frammentario, con una miriade di imprese e di gestioni, rendendo difficoltosa la mobilità. Su questo tema il ritardo del Veneto è impressionante rispetto agli standard europei. Per la verità Galan da governatore aveva lasciato intravedere un progetto in materia, ma appena Zaia gli è succeduto, ha fermato quel progetto, preoccupato e interessato a non entrare in rotta di collisione con le realtà gestionali provinciali e impantanando il sistema.

E sul progetto Indipendenza del Veneto?
È emersa chiaramente la spaccatura tra la Lega Nord e il vecchio Pdl. Con la scissione di quest'ultimo gruppo quattro consiglieri sono entrati in Forza Italia, mentre è in atto qualche smottamento tra i 13 consiglieri del Nuovo Centrodestra, che, come contromossa, ha presentato un progetto di referendum sull'autonomia della Regione.
La Regione continua a non rispondere all' esigenza di razionalizzazione istituzionale, preoccupata degli equilibri interni alle molte società partecipate della Regione, mentre rimane piuttosto titubante nel dare impulso agli enti locali e ai comuni.
Del resto è noto che Zaia vede come fumo negli occhi le autonomie delle città e soprattutto delle aree metropolitane, perché in esse coglie la riduzione del potere gestionale della Regione.

Come va con il bilancio?
Nonostante i numeri che la maggioranza dispone in Assemblea, anche quest'anno, come l'anno scorso, non è riuscita ad approvare il bilancio, meritandosi la maglia nera tra le regioni. Ora sono preoccupati dalle elezioni europee, pertanto rimane poco tempo per le questioni fondamentali.

Il bilancio 2014 oggi è in esercizio provvisorio, ci auguriamo che venga approvato entro febbraio. Tale condizione incide negativamente nella vita e nella vitalità della Regione. Vengono meno le promesse di renderla più efficiente e vengono rinviati gli strumenti operativi, che derivano dal bilancio, incide in questa condizione negativa l'aspro confronto all'interno della maggioranza. Essendo costretti a operare per “dodicesimi di bilancio”, i mesi di ritardo incidono sui pagamenti dei clienti e dei fornitori e aumentano le sofferenze per le attività e la loro programmazione.

Tempo di bilancio per il nuovo Statuto della Regione?
È stato rinnovato dopo quarant'anni nel 2012.
Noi come gruppo lo abbiamo votato, tra le altre cose, abbiamo chiesto di inserirvi le specificità del Veneto: la montagna su tutte. Abbiamo voluto rafforzare il rapporto di collaborazione tra Regione e Enti locali e, nel contempo, abbiamo indicato la necessità di una razionalizzazione istituzionale. Nonostante ciò la sua prima applicazione vede la Regione inadempiente. La stessa legge 18/2012 dove si affermano i tre modelli di aggregazione dei comuni , affida incentivi che sono piuttosto modesti a tale azione di riorganizzazione. Il Veneto mette a disposizione minori risorse in materia, rispetto, per esempio, alla Toscana ed Emilia, non specifica le funzioni fondamentali da mettere assieme nelle convenzioni e nelle unioni, ma soprattutto dimostra uno scarso coraggio nel sostenere tale processo.

E anche grazie al nostro gruppo che per legge, vincendo le resistenze dentro la maggioranza, è stato eliminato il quorum del 30% dei partecipanti per rendere più agevole i processi come le fusioni!

Qual è stato l'approccio della regione nei confronti della crisi economico sociale che ci attanaglia?
Nel 2010 lo slogan "Prima i Veneti" aveva suscitato speranza, invece oggi i Veneti stanno peggio che i cittadini di altre zone dell'Italia. Zaia ha marcato un certo ritardo nel leggere la profondità della crisi nel Veneto e non è riuscito a selezionare le priorità d'intervento pure in un bilancio regionale che si restringeva. Ha annunciato molto, ma ha praticato poco.

Sono molti coloro che lamentano come gli interventi di Zaia spesso diventano e sono pensati come messaggi e azione di distrazione di massa. Lo fa per evitare il giudizio sulla sua azione, per nascondere ritardi e inadeguatezza della sua azione.

Insomma è un continuo dire quello che devono fare gli altri, piuttosto che attuare quello che deve fare la Regione Veneto, in base alle proprie competenze.



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Il Sig. Niero sarà anche un uomo stimato ma solo da chi ha gli stessi suoi interessi...ma che ha fatto lui in tanti anni? Ricoprire poltrone...e il fatto che sia nel giro dei sindacati dice tutto...! ! Pagato sempre da noi cittadini.... poi lo incontri per la stada o in qualche locale (che con una spinta nella vecchia amministrazione Ponzano ha aiutato ad aprire ) e vedere che abbassa la testa per far finta di non vederti....questa persona e' pagata da noi e nemneno saluta. Un po' di buona educazione Non gli nuocerebbe.
Poi é quello che chiede trasparenza sui redditi...e lui? Che in regione risulta essere l'unico a non averli pubblicati! Non sono queste le persone che vogliamo ci rappresentino!!

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Parto dalla fine. L'attenzione che mi è stata riposta annovera qualche risposta.
I miei redditi, cara\o lettore\ice li può semplicemente trovare nel sito del Consiglio Regionale del Veneto nella parte riferita "Amministrazione trasparente\organizzazione\organi di indirizzo politico-amministrativo\Dichiarazioni reddituali e patrimoniali\Claudio Niero\2013". Troverà i miei redditi e quelli di tutti i consiglieri regionali. Personalmente credo che tutti coloro che svolgano un incarico pubblico debbano mettere a disposizione tali dati ai cittadini. Io l'ho fatto anche in occasione della mia candidatura alle parlamentarie del PD con l'iniziativa "Riparte il Futuro". La mia richiesta di trasparenza alla quale credo faccia riferimento riguarda il fatto che la legge obbliga gli amministratori in carica a pubblicare i loro redditi solo per i comuni sopra i 15.000 abitanti, quando credo che la norma debba valere per tutti. Le faccio un esempio, se, come il sottoscritto, è consigliere comunale a Ponzano Veneto, quindi di un comune di 12.300 residenti non è obbligato in quanto consigliere comunale ha pubblicare i propri redditi anche se contemporaneamente ha altri incarichi pubblici che producono redditi. La cosa non vale per il consigliere di Villorba, che pur avendo il misero reddito da consigliere lo deve pubblicare. In quanto al fatto che non la saluto devo dire che mi risulta difficile farlo non conoscendola, visto che non si firma, almeno che lei non sia tra quelle tre persone che su 7 miliardi ed oltre che popolano la terra personalmente non porto particolare simpatia.
Claudio Niero

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