14 dicembre 2019

Cl@sse 2.0

Categoria: Altro - Tags: scuola, cl@sse 2.0, tablet, lim, e-book

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Nicolò Bonato | commenti | (1)

NB: Nel testo ho usato alcuni termini che magari per qualcuno potrebbero essere estranei. Per facilitare la comprensione dell'articolo senza appesantirlo con informazioni che per alcuni potrebbero risultare ridondanti, a fine articolo ho scritto un breve "glossario". Basterà cliccare sulle parole sottolineate nel testo per arrivare automaticamente alla definizione; dopo averla letta si potrà tornare immediatamente alla lettura. Spero questa modifica possa risultare utile.


 


Dall’anno scolastico 2009/10 circa, il MIUR ha avviato il progetto “Cl@assi 2.0”. Dietro ad un titolo così pomposamente moderno si nasconde un tentativo di riformare profondamente la scuola e il modo stesso di concepirla.


Questo progetto infatti si prefigge l’obiettivo di portare al progressivo abbandono dei metodi “tradizionali” di fare scuola, lasciandosi alle spalle non solo le tecnologie precedenti (e tuttora in uso, quali i quaderni, le classiche lavagne d’ardesia, penne, gomme, bianchetti ecc) ma anche il modus operandi in utilizzo tuttora.


Il MIUR spinge verso una rivoluzione scolastica che porti in classe i tablet per sostituirli ai quaderni e i libri di testo, LIM al posto delle lavagne tradizionali, delle lezioni più collaborative, abbandonando il concetto di lezione frontale in cui l’insegnante di turno si limita a ripetere ad alta voce delle nozioni precedentemente acquisite in modo che gli studenti, da bravi amanuensi, copino il tutto per poi impararlo a memoria a casa e spiattellarlo in interrogazione o nel compito.


Con la Cl@asse 2.0 si vorrebbe parlare di una scuola nuova, più giovane, flessibile e veloce che dia ai ragazzi capacità di lavoro di squadra, competenze tecnologiche e informatiche adatte al mondo che li circonda.


Tutto ciò sembra effettivamente molto positivo, quasi fantastico, se non fosse che la maggior parte delle opinioni su questo progetto sono dicotomiche, o si è incondizionatamente a favore o fermamente contrari.



L’unico modo valido di fare lezione sia quello che tutti conosciamo



Le critiche spesso dovute a reazioni conservatrici, che sostengono che l’unico modo valido di fare lezione sia quello che tutti conosciamo, che l’entrata in classe di strumenti elettronici non farà altro che distrarre i ragazzi e fuorviarli; alcuni professori, ligi al dovere, temono di non essere in grado di portare a termine i loro preziosi programmi, altri (giustamente) si preoccupano, come ho già detto nel mio articolo sulla digitalizzazione, della loro inadeguatezza ed inesperienza riguardo le nuove strumentazioni.


Stranamente nessuno contesta ricordando la comprovata dannosità dei tablet per quanto riguarda la vista. Infatti, gli schermi a led con luce blu dei quali sono forniti alterano in parte la percezione del tempo, così, mentre l’utilizzo di tali schermi durante la mattinata ha il vantaggio di rendere reattivi e più percettivi i ragazzi, il loro utilizzo in orario serale (che diventerà necessario qualora essi sostituiscano libri di testo e quaderni) porta ad uno sfasamento dei ritmi naturali (ritmi circadiani), rendendo più difficile addormentarsi e conseguentemente svegliarsi al mattino.



L'utilizzo in orario serale di tablet e computer porta ad uno sfasamento dei ritmi naturali



Il che, ne converrete, è un problema grosso quando le lezioni cominciano di solito intorno alle otto del mattino, richiedendo ai ragazzi di svegliarsi mediamente un’ora, quarantacinque minuti prima.


Un altro problema considerevole di questo progetto è il consumo energetico che esso comporterebbe, dal momento che la batteria di un tablet necessita di una ricarica mediamente ogni 15/20 ore di utilizzo, rendendo quindi la ricarica indispensabile almeno ogni tre giorni, anche meno, considerando che oltre alle cinque ore mattutine esso verrà utilizzato almeno un’ora nel pomeriggio.


Così ci troveremmo non solo a utilizzare molta corrente elettrica, ma anche a dover smaltire le batterie dei tablet che incorreranno inevitabilmente in usura se sottoposte ad un utilizzo costante.


Per non parlare del fatto che il prezzo per fornire i tablet ad ogni studente sarebbe comunque una cifra importante che, vista la situazione economica della scuola italiana dovrà sicuramente essere in parte fornita dai genitori stessi al momento del pagamento delle tasse d’iscrizione.


Raccogliendo e spendendo così somme di denaro considerevoli che, come non mi stancherò mai di ripetere, penso sarebbero meglio investite nello svecchiamento e messa a norma delle infrastrutture.


 



Gli e-reader danno l’impressione della lettura su carta, non affaticano la vista, non alterano i ritmi circadiani e hanno un basso consumo energetico



 


In parte il problema dell’inquinamento e del consumo energetico potrebbe essere ammortizzato tramite l’utilizzo esclusivo di e-reader, che danno l’impressione della lettura su carta, non affaticano la vista, non alterano i ritmi circadiani e hanno un consumo energetico molto inferiore, infatti per un e-reader si misura la durata della batteria non in ore, ma in giorni, se non settimane. Inoltre i modelli più comuni di e-reader non presentano fonti di retroilluminazione, quindi necessitano di una luce per leggere (come un normale libro), consentendo un ulteriore risparmio energetico.


Il problema di questa tecnologia è il fatto che essa è ancora in evoluzione, per esempio sono ancora rari gli schermi e-ink a colori e con tempi di refresh molto brevi, che consentano quindi anche la scrittura a mano o via tastiera.


 



Frenare questa spasmodica corsa alla informatizzazione



 


Tuttavia sinceramente la soluzione più intelligente mi sembra quella di frenare questa spasmodica corsa alla informatizzazione, ammettendo al massimo l’introduzione delle LIM (anche per verificarne l’effettiva utilità).


Aspettare qualche anno comporterà vari vantaggi tra cui più tempo per formare i docenti all’utilizzo di queste tecnologie, di pari passo con un calo dei prezzi e un aumento della qualità delle stesse.


 




Glossario


 


MIUR: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Torna all'articolo


 


Tablet: Il nome completo è Tablet Pc, si tratta sostanzialmente di computer portatili formati solamente da uno schermo piatto (da cui il nome tablet, cioè tavoletta) con tecnologia touch-screen, quindi utilizzabile senza mouse o tastiere. Torna all'articolo


 


LIM: Lavagna Interattiva Multimediale, è una superficie interattiva su cui è possibile scrivere, disegnare, riprodurre immagini, video. Ne esistono di tre tipi, il primo consiste praticamente in una specie di schermo di proiezione, quindi è abbinata ad un proiettore esterno e un computer; il secondo consiste in uno schermo a proiezione con proiettore interno e infine esistono quelle totalmente interattive, veri e propri schermi touch che permettono un'interazione più diretta e precisa tramite pennarelli specifici o, in certi modelli, anche semplicemente con le dita. Torna all'articolo


 


E-reader: supporto elettronico per la lettura di e-books, ovvero libri digitali. Sfrutta la tecnologia e-ink per dare l'impressione di leggere su un foglio di carta. Torna all'articolo


 


E-ink: Electronic Ink, ovvero inchiostro elettronico; si tratta di una tecnologia utilizzata negli schermi degli e-reader che non utilizza una retroilluminazione propria ma rifeltte la luce ambientale. Il particolare funzionamento rende possibile un minor dispendio energetico e da l'impressione di leggere direttamente su carta. Torna all'articolo


 


E-book: Electronic Book, ovvero libro elettronico, è un libro in formato digitale che può essere letto sui vari supporti digitali (computer, cellulari, e-reader)


 


Retroilluminazione: Sfruttata normalmente nei vari schermi di computer, tablet e cellulari, consiste in un'illuminazione a luce blu che proviene da dietro lo schermo e si rivolge più o meno direttamente verso l'utilizzatore. Torna all'articolo


 


Tempi di refresh: È il tempo in cui una pagina (sia essa internet o una pagina di un e-book) si aggiorna, cioè cambia. In pratica, parlando del caso particolare degli e-reader, è il tempo che intercorre tra l'interazione del lettore (cambio pagina, evidenziazione, digitazione) e il momento in cui essa si rende effettivo; negli schermi comuni questo tempo è brevissimo e normalmente poco percepibile, negli schermi e-ink questo tempo è, con le tecnologie attuali, sensibilmente più lungo. Torna all'articolo


 


Scrittura a mano su schermi: Tramite dei particolari strumenti simili a penne o stilo è possibile disegnare o scrivere a mano libera anche su schermi digitali, sia direttamente sia tramite apposite tavolette grafiche. Per quanto riguarda gli e-reader questa possibilità esiste da poco e si renderà sicuramente utile per la scrittura di appunti, per sottolineare i testi o per tracciare grafici. Torna all'articolo





 



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Sinceramente io non sono per niente d'accordo...
In centinaia di anni tutti hanno studiato su carta, girare le pagine da una sensazione diversa dal freddo lcd.
Il libro è una cosa concreta, importante.
Non sono in grado di spiegarlo bene, perchè si parla di senzazioni, percezioni che non si hanno su uno schermo...

Se mi interessa un articolo non lo guardo su pc, perchè non mi entrerebbe in testa.
Con il terminale trovo le informazioni, e qui è innegabile il suo grande aiuto, ma dopo io mi stampo le pagine se devo studiarle, approfondirle, ricercare concetti.

Da monitor/tablet l'approcio è completamente diverso che con un libro.
Non vorrei mai che i giovanissimi snobbassero fino all'inverosimile i libri cartacei.
Se ne andrebbe una parte della nostra storia.

In futuro si potrebbe arrivare ad un paradosso del tipo:

Si sta studiando la stampa e le tipografie di gutemberg su un tablet, e uno studente chiede "professore, com'è fatta la carta?" - "non lo so, è tanto tempo che non prendo un libro in mano".

Un futuro distante o vicino? non lo so...

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