18 agosto 2019

Conegliano

Colline del Prosecco ad un passo dall'Unesco, i tecnici hanno detto sì

E' arrivata la "raccomandazione" di inserimento nella lista

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VALDOBBIADENE - In molti l'avevano detto, un anno fa, che la 'promozione' del paesaggio del Prosecco nel World Heritage era solo rinviata.

 

E' oggi le Colline di Conegliano e Valdobbiadene hanno la strada spalancata verso l'inserimento nella Lista Unesco. Da Parigi è arrivata stasera l'attesa risposta dell'Icomos, l'organo consultivo dell'organizzazione Onu, che ha deciso di "raccomandare che le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Italia, siano iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale come Paesaggio culturale".

 

Un invito che i tecnici del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti rivolgono ai membri del World Heritage Committee, in vista della riunione del 7 luglio a Baku, in Azerbaijan, dove sarà esaminata ed eventualmente promossa la candidatura espressa dal Governo italiano. Era questa la sola candidatura del nostro Paese in questa sessione.

 

C'è quindi la concreta possibilità che questa volta, dopo il rinvio deciso un anno fa nella riunione di Manama (Bahrain), le Colline del trevigiano possano aspirare al riconoscimento che le metterebbe alla stregua del Grand Canyon, del Taj Mahal, del Monte Fuji, della grande barriera corallina australiana, della piana della Piramidi.

 

"E' la realizzazione di un sogno che sto inseguendo da 10 anni", ha commentato il governatore del Veneto, Luca Zaia, esprimendo la soddisfazione per il parere positivo. Zaia ha voluto ringraziare i tecnici di Icomos e ha osservato che "il riconoscimento del Patrimonio dell'Umanità consacra e premia il lavoro di tante persone che, negli anni, si sono spaccate la schiena per donarci il meraviglioso paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene".

 

Icomos - si legge nella motivazione - riconosce che gli approfondimenti al dossier richiesti dai membri Unesco "sono stati effettuati e sono positivi". I tecnici del Veneto avevano infatti condotto nuove ricerche bibliografiche e di archivio, in particolare in relazione ai 'ciglioni', all'aspetto a mosaico dei vigneti e al sistema 'bellussera' nell'allevamento delle viti. Una ricerca che aveva sottolineato come i cambiamenti nelle tecniche di coltivazione del terreno delle zone "tampone" (buffer zones) non abbiano influenzato le caratteristiche dell'area, che conserva caratteri rimasti relativamente stabili negli ultimi due secoli. In sostanza Icomos ritiene che il sito veneto abbia il potenziale "per corrispondere ai rigidi criteri Unesco" e che l'analisi comparativa rivista "giustifichi la considerazione di questo sito per la Lista del patrimonio mondiale".

 

La precedente area designata era simile alla denominazione dell'area viticola del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e copriva una superficie di 20,334.20 ettari. Lo 'State Party' ha rivisto i confini sulla base della decisione del World Heritage e di Icomos e oggi il sito è costituito da una superficie di 9.197,45 ettari, sulle aree dorsali dei vigneti, "paesaggio maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di autenticità".

 

Colline ripide e piccoli vigneti su terrazze erbose, in un mosaico di foreste, piccoli insediamenti, con viste spettacolari. "Il lavoro non è finito: adesso - conclde Zaia - ci dobbiamo preparare alle visite dei turisti, dei tecnici del mondo scientifico e di tutti coloro che saranno curiosi di visitare queste zone".

 

Michele Galvan

 

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