14 novembre 2019

Conegliano

"Colline del Prosecco patrimonio Unesco? Non c'è nulla da brindare. E' una monocoltura basata su ampio uso di pesticidi"

È il lapidario commento delle parlamentari Sara Cunial e Silvia Benedetti, deputate del Gruppo Misto. Più pacati il toni del Pd regionale

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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CONEGLIANO / VALDOBBIADENE – Dopo il volontariato ambientale questa vola a manifestare la propria contrarietà alla certificazione dell’Unesco che ha dichiarato la colline del prosecco, patrimonio dell’umanità è il mondo della politica. Sara Cunial e Silvia Benedetti, deputate del Gruppo Misto fanno commenti molto severi su questa decisione: “Con il riconoscimento attribuito alle colline del prosecco dall’Unesco, la monocoltura industriale basata su un ampio uso di pesticidi e responsabile dell’avvelenamento del suolo e delle acque, delle persone e della vita, nonché dell’erosione del suolo e della scomparsa della biodiversità è divenuta Patrimonio dell’Umanità. E su questo da brindare non c’è nulla”.

Cunial e Benedetti quindi proseguono: “Mentre gli abitanti delle terre del prosecco non possono neanche aprire le finestre, passeggiare fuori di casa o far giocare i bambini in giardino c’è chi esulta per un’assegnazione che di meritato e meritevole non ha proprio niente. La gioia di Zaia, diffusa dai media e condivisa da colleghi e associazioni di categoria è oltraggiosa nei confronti di tutte quelle persone che a causa di questa produzione hanno perso la propria salute e le proprie libertà e offensiva rispetto a tutti i contribuenti italiani. In questi anni a questa produzione sono stati concessi milioni di fondi pubblici serviti solamente a implementare veleni e devastazione”.

“Non un euro è stato utilizzato nella creazione di un modello sistemico e sostenibile in grado di dare benessere e ricchezza a tutti. Niente di nuovo quindi rispetto al solito sfruttamento irresponsabile, prono al profitto qui e ora e tipico del governo leghista del nostro territorio – affermano – basti ricordare la gestione Pedemontana, Pfas e Mose o i tanti altri scempi pagati carissimi dai cittadini, sempre in secondo piano rispetto agli interessi di quei pochi che sulla nostra terra speculano e lucrano da anni. A questi e con questi oggi Zaia brinda irridendo così un’intera popolazione stremata dall’aumento di carcinomi e di patologie legate ai fitofarmaci, da una vita ormai barricata in casa o in fuga dalla propria terra. Terra ormai sterile, incapace di produrre se non vini avvelenati o alimenti dopati da queste sostanze”.

Le due parlamentari quindi concludono: “E così mentre la Lega continua a inneggiare all’autonomia, il Veneto sta perdendo l’autonomia più importante di tutte: quella alimentare. Spodestata dall’avidità e dall’inettitudine di chi forse pensa, un giorno, di mangiarsi quegli stessi soldi per cui ora sta svendendo la propria terra”. Più pacato il tono del gruppo consiliare regionale del Partito Democratico: “Il riconoscimento Unesco alle Colline del Prosecco è un traguardo importante e deve essere un punto di partenza per migliorare, per dare un forte impulso a una vera sostenibilità ambientale della produzione vitivinicola”.

“Vanno ad aggiungersi ad altre perle della nostra regione, da Venezia con la laguna, a Vicenza e le ville palladiane, passando per le Dolomiti – prosegue il Pd -. Evidentemente, dopo la prima bocciatura dello scorso anno, sono state apportate sostanziali correzioni al dossier che hanno permesso di raggiungere il traguardo. A partire dalla riduzione dell’estensione dell’area principale della candidatura, quella con maggiori tutele, che è stata praticamente dimezzata. Questa vittoria dovrà servire non soltanto a promuovere il paesaggio e il patrimonio storico-architettonico del territorio, è l’occasione per cambiare rotta e a ridurre in maniera drastica gli impatti ambientali, dovuti ai trattamenti chimici e alla monocoltura del Prosecco. Non possiamo piantare vitigni ovunque e occorre investire seriamente nella riconversione biologica”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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