23 agosto 2019

Vittorio Veneto

Come ti ripopolo la città?

I candidati sindaci parlano di sesso coi cittadini. O no?

Emanuela Da Ros | commenti |

VITTORIO VENETO - Supponiamo che siate all’incontro pre-elettorale “I candidati sindaci incontrano i cittadini”. Supponiamo che il giornalista moderatore, che magari si chiama Roberto Silvestrin, è giovane, fighetto (niente a che vedere coi Mentana o - Iperione ce ne tenga alla larga - i Brunivespa), chieda ai candidati ‘come si ripopola la città’.

 

Voi siete lì che aspettate: un risolino, una faccina-like con l’occhio strizzato, una battutina simpatica, che abbia a che vedere...be’, ci siamo capiti. Invece niente. I candidati - senza una rima d’ironia - rispondono seri: “Questa è una domanda difficile” (De Bastiani, che poi parla di asili e servizi); “E’ necessaria la leva fiscale ed economica” (Miatto).

 

 

E gli altri più o meno copia-incolla. E voi - strulli - vi chiedete perché in passato non abbiate mai pensato alla ‘leva fiscale’ come sex toys. O siete ingenuissimi, oppure i candidati sindaci hanno bandito l’umorismo dal programma elettorale. Si sono presi tanto sul serio. Il che non è biasimabile per carità. Se non che questa ipotesi regge fin là.

 

Quando sentite il candidato Toffoli ribadire che ci sono “i pali neri” fuori da tutti i supermercati (e che - tanto per stare in tema - la Coop è il supermercato più caro); quando sentite Miatto rispondere che quella faccenda del candidato che lo sosteneva in lista (e che poi è stato cassato, per affermazioni becerorazziste sui negri e le mutande) va in qualche modo risolta a monte, cioè nelle scuole dove lui intende far intervenire la polizia per insegnare ai ragazzi come usare i social; quando sentite il candidato Dus dire che gli edifici militari vuoti, nonostante gli accordi romani presi dall’attuale sindaco Tonon cinque anni fa, sono destinati a restare vuoti fino a nonsisaquando perché i tempi del ministero sono lunghi, allora vi viene il dubbio che la serietà non sia così seria.

 

E poi vi viene un po’ di nervoso. Perché sul tema del Traforo, e su quell’uscita infame della tangenziale su via Carso (che equivale a far sbucare una superstrada nel cortile della scuola), l’unico che dice “è da rivedere perché deleteria” è De Bastiani. Dus infatti filosofeggia sostenendo che “il traforo rappresenta una sfida interessante” (una metafora?), mentre Miatto dice che “Serravalle sarà a rischio per l’apertura del Traforo”. Serravalle? E il centro a chi lo lasciamo? Ai ‘pali neri’?

 



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Emanuela Da Ros

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