13 novembre 2019

Le risposte della società al problema della crisi

Categoria: Notizie e politica - Tags: crisi, disoccupazione, depressione, suicidio, san michele al tagliamento

Gianni Zen | commenti | (17)

 

Un giorno prima di compiere 24 anni ha preso la penna e ha scritto un biglietto. Ha scritto che non riusciva a trovare lavoro. Dopodiché si è gettato sotto ad un treno.


E’ successo a San Michele al Tagliamento, a pochi chilometri da qui.

Sempre a pochi chilometri da qui, sempre ieri: a Pettorazza un imprenditore ha tentato il suicidio per non dover sopportare più il peso dei debiti.

Questi casi si ripetono ogni giorno. Se troviamo il ristorante pieno alla sera, non ci viene da credere alla crisi. Ma la crisi: eccola qui.

Una grossa fetta della società, diciamo quella con un lavoro ancora stabile, non ha subito contraccolpi. Un’altra grossa fetta, diciamo quella che non accede al lavoro oppure al credito – il credito è un sintomo della responsabilità della finanza, come per il ’29 – è esposta. Nell’esposizione generale, le esistenze individuali, le più deboli per vari motivi, cadono.

La crisi è un problema sociale, ma solo di una parte della società; e diventa una cosa concreta per tutti solo quando la disperazione diventa estrema, eclatante. La società e la politica cercano risposte ai problemi della crisi, cioè ai problemi del lavoro e del credito, ma falliscono proprio perché rispondono solo in maniera individualistica. La società e la politica non fanno ciò che gli spetta: essere la collettivizzazione delle risposte di fronte ai problemi individuali.

La società e la politica fanno questo tipo di ragionamento: se è il lavoro che ti manca, e la mancanza ti spinge a suicidarti, allora ti trovo un lavoro.



Lo stile di questo ragionamento è banalmente di sintomo-cura, domanda-risposta, stimolo-azione, causa-effetto.

Sicuramente è necessario che la società e la politica si adoperino per stimolare l’offerta di lavoro e di credito. Per non fraintendere l’argomento di questo post lo ribadisco: è necessario che la società e la politica si adoperino per stimolare l’offerta di lavoro e di credito.

Ma il problema è che non è sufficiente.

E qui entrano in gioco le politiche che si possono adottare dal basso

Infatti se la causa prima dei suicidi è sicuramente la crisi economica – lavoro o credito – la causa ultima dei suicidi non è la crisi. E’ il fatto che - soprattutto nel Nord Est dagli anni ’60 in poi - il modello di vita è stato improntato solo a queste due cose: lavoro e schei.

Venendo a cadere questi due elementi vengono a cadere anche le ragioni di esistenza degli individui. La società e la politica possono riempire il vuoto interiore con un altro lavoro; ma questa soluzione tiene fino alla successiva Cassa Integrazione, e può rendere ancora più infelice chi rimane ancora disoccupato.

 

Il lavoro e il reddito non fanno la felicità, come ci ricorda Easterlin. Certamente aiutano, creano le condizioni.

Ma la felicità vera è quando si sta assieme, si condividono le gioie e le sventure; una comunità unita fa fronte alla disperazione di un membro. Una società e una politica vere devono rappresentare un’altra esistenza, basata sulla condivisione, la discussione pubblica, la solidarietà.

L‘identità sociale non deve essere data solo dal lavoro o dai soldi, eventualmente mediati nelle forme di status-symbol. E se non ce li hai, non esisti. L’identità sociale deve essere garantita anche venendo meno tutte le altre “proprietà”.

Per evitare il ripetersi di casi del genere, cerchiamo di stringerci nelle nostre comunità.

Stringiamoci assieme anche per salutare il povero ragazzo se n'è andato ieri, e oggi avrebbe compiuto 24 anni.



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Condivido questa analisi, bisogna riportare la PERSONA con le sue infinite facoltà al centro del dibattito e per farlo bisogna iniziare ad archiviare il concetto di crescita indefinita del PIL che ha come lievissimo effetto collaterale la creazione di una società di zombie

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Grazie Denisio, è importante per me sapere che questo pensiero trova delle conferme. Non per narcisismo, quanto per sperare di vivere meglio un po' tutti. E non si vive bene come individuo se intorno non si hanno persone felici.

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Caro Zen,
complimenti per il blog, non solo perchè condivido molte delle idee espresse, ma perchè vi sono spunti che andrebbero approfonditi per risolvere i veri problemi di oggi che vanno ben al di là della crisi economica.
Il ruolo della famiglia, della comunità, dell'altruismo nel regalare il proprio tempo agli altri, un sano rapportarsi con gli altri, l'aiuto a chi è in difficoltà, tutti elementi che migliorano la qualità della vita e che consentono di superare tutti insieme i momenti bui della vita.
Grazie. Suo Felix

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Grazie Felix, lo apprezzo molto.
G

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Caro Gianni, condivido molti degli spunti da te espressi!
Cordiali saluti,
Francesca

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Gent.le Zen,

saprebbe indicarmi una Nazione al mondo che rispecchia in modo integralmente compiuto le condivisibili aspettative sociali e politiche che lei elenca?

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Caro Gianni,
in realtà non dovremmo perseguire un cambio di modello economico, ma un cambio di paradigma antropologico.

La persona, invece della finanza.

La cooperazione invece della competizione.

La FIL invece del PIL


(FIL= Felicità Interna Lorda ☺ ☺ ☺)

Francesca

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Mondieu che brivido! per un attimo ho pensato che la Sig.ra Salvador volesse sostenere che la Nazione che rispecchia i condivisibili principi politico-sociali illustrati dal Sig Zen fosse il Venezuela, o la Siria del suo (della Salvador) amato Assad...

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E' vero Francesca, parlo di un cambiamento antropologico.

Caro Michele ha familiarità con la letteratura antropologica? Altrimenti le consiglio "tristi tropici" di c. levi strauss.
Quanto racconta l'antropologo francese è un'altra vita; certo, radicalmente diversa dall'occidentale nostra.

Più che parlare di "nazioni", parlerei di "società" o di "esperienze". Sono sicuro che alcune esperienze di vita comunitarie, che vengono p. es. dall'Austria o dalla Germania, vadano in questa direzione.

Sostengo che il modo di vita-preindustriale debba riaffermarsi per forza, pian piano anche qui, visto che sono le industrie (lavoro e schei) che ci stanno già lasciando. Si è aperta un'era post-industriale, ma ancora viviamo come se non l'abbiamo capito (a livello sociale).
G

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Può darci, caro Zen, delle indicazioni più precise su queste microcomunità in Austria e Germania dove si sta realizzando questo sogno?

Secondo lei, ammesso che funzioni davvero, questo sogno di società è trasferibile su modelli nazionali?

Il tutto chiedo, senza polemica, sol perché amo la concretezza e la verificabilità.

PS: complimenti per la sua padronanza della letteratura antropologica!

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mi spiace sia solo in tedesco, ma può usare il traduttore di google se ne avesse bisogno.

http://www.derlebensraum.com/

http://www.gemeinschaften.de/

La società nazionale, deve ripartire dal basso e dal piccolo, secondo me.

G

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Quindi, Sig Zen, mi sta dicendo che attualmente NON ESISTE Nazione al mondo che abbia concretizzato il tipo di società che lei auspica. E che anch'io auspicherei, per carità, ma pure ritengo , coi piedi da Alpino ben in terra, che ci sia molta e forse impercorribile distanza tra realtà ed utopia.

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Ad essere onesti ..parlerei di declino..
Già da molti anni pure quando cresceva la nazione italica..cresceva molto meno di altri paesi europei...

Finito lo slancio statalista del crescere x debito si spera..
Non potendo svalutare la moneta..ogni tanto..
Il discorso si fa serio.. e chiama in causa il sistema paese.. in concorrenza con altri sistemi..
Vedremo..dal canto mio la cultura veneta del lavoro e sempre stato un
Pregio.. i schei una conseguenza ... saluti

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Ci hanno defraudato della nostra moneta... non ci resta che piangere.

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Defraudato? Io non direi ci siamo entrati consensualmente..
Non ci hanno defraudato di un bel niente siamo solo entrati in una comunità..che bene o male ha le sue regole.. che secondo me fa bene a non stampare moneta a vanvera..che non ama i trucchetti da circo x sopravvive re.. basta come nella vita di tutti noi che si affronti il cambiamento e si cambi. Chi non cambia muore..e legge di natura..
Venezia x il suo declino economico sociale ha avuto centinaia di anni..
Non ha saputo cambiare ed è stata spazzata via.. io credo che siamo in una situazione simile.se continuiamo verrà la famigerata troika e allora saremmo costretti a cambiare senno finita la festa..
Buondi

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Ah, ecco uno a cui va bene... e sono rari di questi tempi.
Beato lei.
E la moneta non si stampa a vanvera, ma serve per monetizzare il lavoro delle persone.

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Lavoro Jobs ACTUNG! Renzi SCHNEIDER


Se trovate un lavor non e' quel lavor che fa' per voi ed allora ricercate un altro lavor e non vi sta bene',sono passati anni ancora a pensare a ricercare un lavor senza voglia ne' lavoro?

Invenzione JOBS ACT
avanti il prossimo lei non e' idoneo a questo lavor perche' per essere idonei a questo lavoro devi essere un lavoratore che ha prestigiatoi in altri lavori ma le competenze non vanno perche0 per avere competenze a questo lavoro devi essere a conoscenza di un altro lavoro che abbia le qualifiche del lavor che in precedenza vi e' stato richiestoi e via''''.

Siete pronti a Lavorare ed allore JOBS ACT avanti March...lavoir cerca lavoro ma se non c0'e0' una competenza per il lavoro allora non si puo' fare il primo lavor e si passa ad un altra richiesta di lavoro che vale come prima per un lavoroi bisogna avere competenze per il lavoro.,e via

avete ancora voglia di lavorare? JOBS act...

Il lavor l'ha sicuramente trovato mister strunz Cazzaro autore del BLOG e cioe' il MINCHIARO a Pallettoni

Buon Lavor Sparacazzate ZEN....
YOGA YOGA TALAMUS TALAMUS YOGA::::OHMMMMMM:OHMMMM_:

Tutti lavoratoru a fregare ilk prossimo il mio paese pieno di aspettative Nordest treviso tra cielo e mare

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