17 novembre 2019

Happy Benetton to you

Categoria: Persone - Tags: Alessandro Benetton, Villa de Reali Dosson

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Emanuela Da Ros | commenti | (7)

D'accordo: c'è un'ipotesi di guerra in Crimea.

Ci sono i carriarmatissimi schierati al confine dell'Ucraina e un allarmatissimo Obama, dall'altra parte dell'oceano, che dice in uno slang nostrano "Putin, sta bon".

D'accordo (letti i giornali di oggi? e quelli di ieri?) in Italia c'è un tasso di disoccupazione giovanile da primato (negativo, ovviamente). E c'è una fascia sempre più ampia di persone povere. Povere sul serio.

D'accordo: c'è anche una fascia di persone sempre più ricche, e questo - in effetti - dovrebbe bilanciare la nostra equivoca percezione del mondo.

 

Poi siamo pure d'accordo sul fatto che è - come dire? - demagogico paragonare i grandi problemi alle piccole vicende quotidiane. E' da grulli, come direbbe la mia cugina senese.

Eppure, a costo di fare la grulla, stamattina non sono riuscita a scorrere senza una smorfia-rugosa-perplessa il Gazzettino. A sorvolare indenne le notizie drammatiche e ad accostarle alle amene informazioni (tre pagine di Primo Piano) che riportavano i dettagli sulla festa dei 50 anni di Alessandro Benetton.

A quanto pare, mentre il mondo va a rotoli (Galileo aveva individuato solo due dei movimenti del pianeta: il terzo è troppo evidente per essere osservato col telescopio), c'è chi decide di far festa. Ma non una festa qualunquemente. Una festa di quelle che arrivano i vip.

 

Una festa di quelle che vanno avanti tutta la notte fino all'alba.

Una festa di quelle che il comune dà lo spazio per allestire un lunapark e emette un'ordinanza di divieto di sosta qua e là e fa qualche tatuaggio momentaneo alla viabilità.

Una festa di quelle che si sa che gli invitati hanno mangiato il sushi. E che c'era pure la Simona e il Briatore e Yuri (quello degli anelli) e Fiorello in collegamento.

 

Una festa che Treviso non parla d'altro.

Perché, anche se qualche giorno fa nel capoluogo trevigiano è arrivato Renzi vestito da Presidente del Consiglio (non è una maschera di Carnevale) e i forconi gli hanno detto assassino eccetera (senza pigliarsi manco una querela), niente fa più notizia del fatto che Alessandro Benetton compie gli anni e che a Villa de Reali di Dosson sono arrivati Tutti Quelli che Contano (300 persone).

Il Gazzettino - sulla barricata/barrique del compleanno del rampollone Benetton - è in prima linea: ci dice chi come cosa quando. Intervista il festeggiato che ci spiega di aver scelto Debora (con l'h?) anziché le modelle. Il quotidiano intervista pure un insegnante di Alessandro-studente-al-Pio X, che racconta com'era dietro al banco lo scolaro la cui vita era appesa a un filo.

D'acordo che quel filo era collegato a un telaio che era collegato a un altro telaio che era collegato a un altro telaio (...in provincia di Treviso, tutti hanno almeno un parente emigrato e un amico/parente che ha lavorato per Benetton), ma è proprio indispensabile scrivere l'agiografia dei Benetton?

 

No so: probabilmente sono davvero grulla.

Dovrei fare gli auguri  ad Alessandro Benetton e magari  i complimenti per aver chiesto ai suoi ospiti di non fargli nessun regalo ma di devolvere eventuali offerte all'associazione malati terminali di Treviso. Ma due cose mi trattengono.

La prima è che Alessandro Benetton se ne fa un baffo dei miei auguri.

La seconda è che nessuno mi toglie dalla testa che uno coi suoi mezzi e il suo cognomelogo, anziché organizzare (o farsi organizzare) una festa di compleanno come i boce, arrivato alla sana età di mezzo secolo non scontato avrebbe potuto rinunciare alla torta, alla Simona, al Briatore, a tre pagine di "l'evento mondano" e fare del bene(tton) a un sacco di gente (senza nessun clamore).

Ma queste sono solo le united opinions of daros.



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Credo che questo articolo sia scritto con grazia , ed educazione! e che esprima molto bene quello che molti di noi pensano!
A me è piaciuto!....BRAVA!

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verve, buono piacevole, intelligente e sereno, diciamo festivo l'intervento. IO però, prosaicamente, sono rimasto alla notizia che De Benedetti, patron di Repubblica, Tribuna ecc.e sponsor PD, ha un debito con le banche di 2 miliardi con le sue società e che cerca di sistemare il tutto per non fallire, con 150 milioni suoi e il resto con i risparmi dei cittadini depositati presso le banche amiche,di De Benedetti, e che non concedono mutui alle nostre imprese venete. Attende da Renzi il premio per anni di antiberlusconismo e paraculusmo verso il PD. Senza invitati, fagioli, salame e giostre. Per niente Benetton è veneto, gestore di autostrade e De Benedetti è altro, italiano si ma con residenza sconosciuta o conosciuta? Di certo membro di quel capitalismo che è prosperato e prospera all'ombra dello Stato.
Quanti anni sono passati da quando il padre Luciano frequentava la ex BNL !!
Non sono festivo ma polemico e mi dispiace.

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Mi ha catturata fin dalla prima riga e alla fine stregata. Anche il tatuaggio al traffico mi ha fatto lo sgambetto per ritrovarmi distesa su quel filo del telaio a faccia in giù!
Che bello il gioco del pensiero misto al gioco di parole: davvero grazie Emanuela.

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Grazie carissima co-blogger dal cognome mitico: buoni post anche a te!

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Non bisogna essere invidiosi dei ricchi. Altrimenti le possibilità di essere felici, anche avendo poco dinero, diminuiscono.

Per chi crede:
"Alla fine verrà il giudizio di Dio!" come direbbe il buon Karol Woityla.

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caro Michele,
come posso essere invidiosa dei "ricchi" essendo io stessa così ricca?
Ma forse sei tu, malgrado la citazione, che hai confuso la ricchezza con un conto corrente ciccione.
Una svista. Senz'altro.
La Manu

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Non avevo alcun dubbio che anche lei fosse ricca, o Graziosissima Direttora, e felice della sua ricchezza. Godiamocela dunque ed al bando, sempre e comunque, il tarlo dell' invidia!
Godiamoci la nostra ricchezza a cominciare dalla "Grande Bellezza" di questa vista sulle amate nostre montagne vittoriesi!

PS: mo' parto e vado sulla neve...

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