08 dicembre 2019

Vittorio Veneto

CODALUNGA. ARTE E MUSICA

Apre all'arte lo spazio creativo di Nico Vascellari

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Vittorio Veneto - Qualche anno fa l’artista vittoriese Nico Vascellari ne aveva fatto il suo studio, ora “Codalunga” diventa uno spazio aperto al pubblico, attorno al quale graviteranno l’attività artistica e musicale del performer 31enne, le creazioni di “Canedicoda”, laboratorio a Vittorio Veneto di Giovanni Donadini, specializzato in disegno e stampa a mano di grafiche per t-shirt (recentemente in vendita anche in due negozi di Roma e Berlino), e la discografia dell’etichetta indipendente noise “SecondSleep”, di Vittorio Veneto, gestita da Matteo Castro.“Ho ritenuto che i tempi fossero maturi per aprire una sede che contenesse dei progetti in comune - dice Nico Vascellari.- “Codalunga sarà uno spazio totalmente emozionale, senza orari definiti, a volte aperto anche di sera. Tutto dipenderà da noi tre”.

Inaugurerà la galleria, sita in via Martiri della Libertà 20 a Serravalle, la mostra dell’artista visivo Jimmie Durham (Arkansas, 1940), curata dal critico e storico dell’arte milanese Andrea Lissoni, insieme a un corposo programma musicale di tre giorni, venerdì 31 ottobre, sabato 1 novembre e domenica 2 novembre, “Three Days of Struggle”, dal nome di un festival hardcore organizzato a Padova negli anni ’90: “E’ una risposta a una Vittorio Veneto in fibrillazione per le celebrazioni del 90esimo della Grande Guerra” continua Vascellari. I tre giorni, distribuiti tra Codalunga e lo Spazio Mavv di Via Gelsomino 45, riuniranno gruppi sperimentali locali e nomi conosciuti nel panorama musicale internazionale, come Carlos Casas, Carlos Giffoni, Z’ev e Arto Lindsay. A conclusione delle giornate i dj set di Carlo Antonelli, direttore di Rolling Stone, di InvernoMuto, gruppo di sperimentazione audiovisiva autore del progetto editoriale ffwd_mag, e di Hauser & Wirth, due editori di Nero Magazine di Roma. Vascellari si è occupato personalmente anche della progettazione del mobilio della galleria, minimal e di legno di pero non trattato, con finiture a vista. La pavimentazione in resina nera è opera della ditta “Permac”, che ha sostenuto il restauro del locale. In futuro lo spazio di Serravalle ospiterà concerti, eventi e mostre soggette a una scrupolosa selezione. Saranno invitati, infatti, curatori e critici d’arte (tra i prossimi pare sicuro Antonio Grulli) che designeranno di volta in volta artisti da esibire o progetti espositivi sui generis. 


Cuckoo (immagine di Ale Zuek Simonetti)

Concentrato sul lavoro per l’imminente apertura di “Codalunga”, Nico Vascellari fa la spola tra New York, Vittorio Veneto e Venezia: in laguna, per tre mesi, lavorerà a un progetto, ospite nei locali della Fondazione Claudio Buziol, all’interno di Palazzo Mangilli-Valmarana sul Canal Grande. Inoltre, fino al 2 novembre, Rovereto accoglie nell’ambito di Manifesta 07, una tra le più prestigiose Biennali Europee di Arte Contemporanea, HYMN, progetto col quale Vascellari svela ancora una volta il sincretismo tra diversi linguaggi artistici, la ricerca continua di interazione fra cultura visiva e musicale e le costanti della sua arte: tenendo fissi i punti di riferimento (l’azionismo viennese, Gordon Matta Clark, Mike Kelley), nei lavori del performer predominano il suono (Nico nasce come voce del gruppo noise punk With Love), la natura, la ritualità e l’impeto fisico (la carica violenta delle sue performance annovera camicie strappate e nasi ammaccati tra il pubblico). Tutto in funzione di quel “disagio collettivo” già presente in Revenge (installazione e performance che l’artista ha portato alla 52a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia lo scorso anno, in qualità di vincitore della 4a edizione del Premio per la Giovane Arte Italiana), Cuckoo, A Great Circle etc. A dicembre è prevista una personale di Vascellari alla galleria Monitor di Roma, a gennaio tre personali nelle gallerie Hilary Crisp di Londra e di Los Angeles, successivamente una collettiva sul rapporto tra musica pop e arte al museo Kunsthaus di Graz e un’altra alla biennale di Beijing.

Cinzia Agrizzi

NodoTerziario  (immagine di Mattia Zoppellaro)

 

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