15 novembre 2019

Il lavoro del giornalista

Categoria: Persone - Tags: giornalista, Brunetta, Berlusconi

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Emanuela Da Ros | commenti | (16)

In questo post (mooooolto poco giornalistico, sia chiaro) avrei voluto parlare di Brunetta.

 

Brunetta mi fa tenerezza. Brunetta ha dichiarato che l'altra sera ha portato a spasso il cane e poi è successo un golpe, il cane si è perso e lui "è stato male". Per fortuna che il cane ha ritrovato il padrone e il golpe si è sgonfiato.

 

Avrei voluto anche parlare del ginocchio di Papi, che si è infiammato. Una brutta cosa, perché se uno è agli arresti domiciliari col ginocchio infiammato, come fa ad andare dal medico della mutua? Oppure: se uno fa dei servizi socialmente utili, con la rotula fuori fase, come riesce a dare il meglio di sè? Sono problemi che inquinano la scia della quotidianità. Fanno risacca e non è un bel godersi.

 

Perciò in questo post parlerò del lavoro del giornalista. E lo paragonerò al lavoro (indispensabile: se non ci fosse, saremmo fottuti) dell'idraulico.

 

Pronti? via.

Dunque, mettiamo il caso che abbiate bisogno di installare un lavandino in bagno. Avete il tubo di scarico, l'acqua che arrriva al tubo, ma vi manca il supporto su cui farla scorrere. Vi serve un lavandino per sciacquarvi le mani, e la faccia. Soprattutto al mattino.

Bene. Che fate? Un paio di telefonate.

Gli idraulici sono occupati, ma appena avranno un po' di tempo verranno da voi. Il fatto è che siete già insaponati e tutto e, insomma, un idraulico vi serve proprio. Fate altre quattro telefonate, mandate un paio di mail, chiamate un amico che ha un amico idraulico. Fatto?

Ok. L'idraulico viene a casa vostra. E' gentile. Vi piazza il lavandino al suo posto, lo collega, lo fa funzionare. E' tutto perfetto. Giustamente, a questo punto, voi ringraziate l'idraulico perché se non c'era lui, stavate ancora là insaponati come baccalà insaponati.

Tutto finisce bene.

Se non che vostra suocera, vostro cognato, vostra moglie, vostro figlio (scegliete voi chi) improvvisamente viene a casa vostra e vi dice che quel lavandino non andava installato. Che, insomma, prima di posizionarlo bisognava fare una riunione per vedere se era proprio il caso di metterlo lì, e a quel modo. Vi rompono tanto le palle queste persone che voi richiamate l'idraulico e gli dite di togliere il lavandino. Lui (l'idraulico) è scocciato al quadrato, ma quello è il suo lavoro e anche se gli avete fatto perdere ore e ore, lui fa finta di niente. Sorride. Finché non gli dite grazie, amici come prima. Il lavandino non è al suo posto, per cui, mica dovete pagarlo l'idraulico, giusto? Che il tipo non si metta in testa di percepire qualcosa per un lavoro che fa parte della sua professione: fare l'idraulico vuol dire anche questo: essere soggetti agli imprevisti.

Tutti d'accordo?

Io non faccio l'idraulico. Faccio (anche) la giornalista. Per cui l'altro giorno mi capita che un tale telefoni in redazione. No: non vuole parlare con un altro giornalista. Vuole proprio me. E' importante. Il tipo fa parte di un'associazione che ha centinaia di iscritti e fa volontariato e si occupa del territorio. Insomma, i requisiti ci sono. La redazione gli dà il mio cellulare e il tipo mi chiama. Mi richiama. Fissiamo un appuntamento, perché non mi vuole dire le cose al telefono. Mi deve parlare di persona. Ci troviamo in redazione: una mezzoretta, più o meno. Parliamo. Cioè: lui parla e io prendo appunti. Faccio una foto. Va tutto bne. La notizia è flebile, ma lui ci tiene tanto. Va data, mi dice. Ok, ok. Il tipo mi manda anche delle foto, via mail. Mi ringrazia per la disponibilità eccetera.

Mi fa piacere incontrare persone gentili. Avrei altri cinque o sei pezzi da scrivere che attendono da tempo di prendere forma, ma. Ma il tipo è stato così cordiale. Scrivo prima il suo pezzo. Al pomeriggio, cioè quando sono più libera da telefonate, skypate, eccetera, mi metto al lavoro. Un'oretta? Sì, più o meno. Forse di più. Poi scarico la posta e trovo tra le centinaia di messaggi una mail del tipo in questione.

Si scusa.

E perché? Dice che gli dispiace tanto. Mi ha fatto perdere tempo, ma aveva preso un'iniziativa senza consultare il presidente, il segretario, il vice eccetera dell'associazione. Insomma si era preso una libertà d'informare che nn doveva prendersi. Come? Avevo già scritto l'articolo? Che peccato! E' costretto a scusarsi di nuovo. Gli dispiace tanto di avermi fatto lavorare per niente.

Però ho tutta la sua stima.

E la faccia insaponata.



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Beh ma...Graziosisima Direttora....grazie a 'sto tizio così cordiale lei ha pur sempre potuto scrivere questo concettosissimo blog!
:-)

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Emanuela, siamo tutti incuriositi dalla notizia :-) Quando si parla con un giornalista è chiaro che le cose dette non sono MAI riservate o private. Se il tizio, maggiorenne e vaccinato, c'ha ripensato, cavoli suoi. E se gli hanno messo il "veto" forse la notizia non è così "flebile" come potrebbe sembrare e la rende a noi ancora più interessante. Su... su... canta... :-)

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Caro Mario, è mai possibile che ci caschi sempre come un pollastro di primo pelo?

E' chiaro che la Graziosissima NON ha in mano nessunissima notiziona velinata. E' solo un trucco, te lo spiega il sottoscritto, la "Vecchia Volpe del Blog".
Un abile ma datato trucco giornalistico servito a creare dal nulla un blog ed a creare curiosità-interesse su di se.
Inoltre sai le donne come adorano far le preziose e farsi pregare: "eddai ...ti prego...e dammela..sta notizia...cosa ti costa?...e dammela...sta notizia "

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Urca... Bastanzetti... Ci sono cascato come un pollastro... (detto di persona ingenua e credulona). Mi ero scordato che i veri giornalisti se non hanno notizie le "costruiscono". Un po' come la faccenda del Tanko e dei Serenissimi che non hanno fatto un tubo, ma li hanno messi in gattabuia. E vorrei vedere cosa avrebbero fatto con un trattore cabinato... Ho conosciuto Rocchetta e la pacioccona della ex moglie Marin 30 anni fa e proprio non me lo vedo a dare lezioni su come caricare il Moschetto. E a quei tempi era, in barba alla Kienge, per lo "ius soli" all'unica condizione di avere la residenza. Non solo leghista, ma il reato di opinione mi sa di Gulag... come il mona di Toni Negri costretto all'esilio per aver scritto cazzate sugli operai. Direttore Emanuela... mi salvi la faccia e metta una notizia a caso... :-)

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Veramente, Mario, i giornalisti riportano (sarà vero?) che i reati imputati non c'entrano col reato d'opinione (peraltro NON contemplato dal nostro codice penale).
Parlano (sarà vero?) di un cannoncino in grado di sparare proiettili da 12 mm.
Toni Negri era un cattivo maestro, istigatore di terroristi assassini. Rocchetta, a vederelo e sentirlo, sicuramente non pare a quei livelli di deviazione.
Per chiunque l'imperativo categorico di una condotta etica, lei da kantiano m'insegna, deve sempre e comunque essere: NO ALLA VIOLENZA!

PS: urca Mario, una illuminazione! forse è questa la notizia velinata della Graziosissima! il cannoncino era alla crema!

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Oggi capisco poco. Non che ieri... Il Direttore Emanuela, dopo l'incontro segreto con uno sconosciuto, continua a tergiversare su una notizia talmente irrilevante che l'ha anteposta a tutte le altre in pochi minuti. Scalfari, al compleanno di 90 anni, scopre che la vita si radica sul caos. Se me lo chiedeva lo informavo 40 anni prima. Rocchetta, la mente golpista armata, si smarca dai Serenissimi dicendo che non sapeva nulla di loro. Il referendum sull'indipendenza pare taroccato e invece dei 2 milioni sccessionisti, pare poco più di migliaia. Zaia parla di "bomba ad orologeria" cioè che il caso dei Serenissimi è voluto per mettere in ombra il referendum -referendum del TUTTO inutile. Tony Sugaman, leader Veneto e coordinatore della Falange Armata di Gaiarine, da giorni tace. Forse starà organizzando uno sbarco sulle coste del Cavallino. Berlusconi "muoia Sansone e tutti i filistei".
Certo Bastanzetti. E' proprio questo il punto. Non esiste il reato di opinione, ma di fatto sono alla sbarra per questo. Non so nulla sul cannoncino, ma se è da 12 mm è più pericolosa la ruspa anteposta al Tanko. O il trattore da concime di mio zio, vera Testata Biochimica. Staremo a vedere...
Bastanzetti, l'imperativo categorico deve avere un valore universale e la non-violenza non lo possiede. Capisco di deluderla, ma sono per la pace e non pacifista. Se l'Europa fosse stata pacifista avremo ancora il Reich. Deambulo con un bastone in seguito a fracassamento di una gamba, ma quando posso lo uso come arma (in coda delle Poste quando la solita mamma scavalca tutti perché "ha i bambini a scuola"). Eh...

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Caro Mario, non so se hai fatto la naja. Quando l'ho fatta io avevamo come fucile mitragliatore (arma da guerra, quindi) il FAL da 7,65. Il cannoncino, come scrivono, è da 12 mm.

Calibri molto inferiori a questo uccidono. Mi capisci Mario? uccidono! Magari per sbaglio, magari per un colpo di rimbalzo.

NON SI SCHERZA CON LE ARMI.


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No. Non ho fatto la Naja per via della gamba di cui sopra. Butto giù di tutto come il Vicodin del Dr. House. Grazie Bastanzetti. Mi pareva che 12 mm fosse roba di poco conto, ma se lei mi dice che il FAL fa stragi con 7,65 le credo. E' una delle mie frequenti cantonate... da pollastro :-)

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Non ascolti il Sig. Bastanzetti. Un 12mm è veramente cosa da poco. Ci sono pistole con calibri più grossi. Un cannone da 12mm è uno sparasupposte!

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Un 12 mm uno "sparasupposte"?
Non vorrei essere scurrile ma, per chi è abituato a calibri per superiori come il Sig. Scorretto, sicuramente si.

(Perdonate la irresistibile battiutaccia da caserma (d'altronde ho fatto la naja...).

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Caro Mario, caro Michele,
certo che vi piace un sacco Dumas, vero?
Anche a me. Mi piacciono i due, tre, quattro moschettieri.
Mi piacciono pure le provocazioni, in genere.
Ma quando mi capitano situazioni come quella che (per mera scribacchioterapia personale) ho descritto, mi sento vinta. Davvero. MI sento battuta. Mi chiedo chi me lo fa fare.
Se non avessi altro a cui dedicarmi (cose amene, tipo: pulire la casa, sbarazzarmi delle cacchine di James, ordinare e riordinare quella ziggurat di documenti/bollette/cedolini che rischiano di sommergermi, leggere (!), scrivere un racconto per bambini, vedere quel film a cui tenevo tanto, portare mamma a fare shopping, bagnare le primule, decidermi ad andare dal parrucchiere che così sembro la versione scarabacciata della Gelmini, eccetera) potrei anche spendere due, tre, quattro ore del mio pomeriggio per fare un esercizio di stile paragiornalistico da buttare nel cestino. Ma, come vi dicevo, avrei altro a cui vorrei/potrei dedicarmi. E se proprio mi venisse la tentazione di ritagliarmi uno spazio di libertà comunicativa, vorrei aggiornare il mio blog con più frequenza, affrontando i temi (ce ne sono un sacco, una marea, un globo, un universo tra i tanti) che mi stuzzicano costantemente. Perché non ho bisogno di una "notizia flebile" finita nel tritanotizie per creare, come dice Michele (per provocarmi) "curiosità-interesse su di me". Basterebbe che mi tingessi i capelli di verde salvia, e avrei raggiunto l'obiettivo.
Il fatto è che ci sono soggetti ben più curiosi e interessanti di me.Che ci sono notizie che meritano davvero attenzione. E quella che ho cestinato, vi assicuro, era bruma.
Uno sbaciucchio.

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Ah bella poi questa, o Graziosissima Direttora! quello che provoca sarei io ! dopo che LEI MI HA MASSACRATO COL PESCE D'APRILE della candidatura a sindaco!

Non me lo sarei mai aspettato da Lei. Credo che dovrà passare molto tempo per riprenderemi da uno scherzo simile!

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Confido nelle tue risorse (per riprenderti dallo scherzo di cui mi assumo ogni colpa infarinata).
A proposito: ho letto il pezzo del collega Dal Mas (che mi pare non abbia inteso troppo bene come siano andate le cose). Va be'.
Seconda cosa: tu avrai ricevuto telefonate a iosa, ma io pure ho incontrato una scia di persone che mi chiedevano di "convincerti a candidarti". Non vuoi proprio pensarci, Michele?

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Lei, Graziosissima, continua a provocarmi tentando di farmi passare per un codardo parolaio. Uno che critica (e propone anche) ma non ha il coraggio di mettersi in gioco. Guardi che per candidarsi non basta dire "ecco son pronto a candidarmi sindaco!" serve tutta una struttura logistica altrimenti detta "partito" che ti supporti in campagna elettorale e che poi ti sostenga con atteggiamento fondamentalistico in consiglio comunale. E' ovvio che, non avendo tessere di partito, questa struttura non ce l'ho e non ho certo il tempo né la voglia ( è una attività che non mi arrapa) di tentare di costruirmela addosso. Per cui, più modestamente e per dimostrare che NON sono un codardo parolaio, mi sono offerto come candidato consigliere indipendente (senza tessera) al PD che è il raggruppamento che ha le maggiri probabilità di cambiare finalmente amministrazione. Il PD non mi ha neppure risposto; come, peraltro, su scottanti
argomenti amministrativi sui quali l'ho pungolato. Temo che il PD non rappresenti la svolta, anche se vincerà.

PS: confermo che in molti mi han chiesto se la mia candidatura era vera e ci son rimasti male quando ho risposto che era tutta una sua (abile) trovata, o Graziosissima.

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che aggiungere, o Michele (il vocativo è un po' demodé, ma semper bello)? Hai ragione da votare.

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Magari in parte o come tipo Cruciverba o Anagramma, dai, aspettiamo fiduciosi, come, almeno io, aspetto fiducioso la tinteggiatura dei tuoi capelli in un bellissimo verde salvia.
Saluti ai Signori Bastanzetti e Marangon.
Un caro abbraccio a te.

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