17 luglio 2019

Vittorio Veneto

IL COMUNE VENDE PARTE DELLA MAFIL

Acquistato dal comune per 1 milione e 200 mila euro e mai utilizzato

Milvana Citter | commenti | (15) |

Vittorio Veneto - Un gioco di scatole cinesi in cui la Mafil viene venduta dal comune al suo alter ego, la società Vittorio Veneto Servizi spa, per salvare il bilancio dal patto di stabilità. E intanto il comune non fa fruttare un bene che gli è costato 1 milione e 200 mila euro.

Questo lo scenario che, secondo i gruppi d’opposizione in consiglio comunale, starebbe dietro all’operazione che si è giocata oggi pomeriggio nel consiglio d’amministrazione della Vittorio Servizi e che vede al centro gli stabilimenti ex Mafil di viale Matteotti e via Aleardi. Un’operazione che all’opposizione, esclusa dalla composizione della società che gestisce anche le Farmacie Comunali e che ha un unico socio e cioè il comune, pare molto strana.

Ma la storia di questa vendita è lunga e inizia quando la giunta, guidata dall’ex sindaco Giancarlo Scottà, acquistò lo stabile dall’Immobiliare Fassina al costo di 1 milione e 200 mila euro perché si trattava di un affare conveniente. E, infatti, quell’acquisto venne presentato come l’occasione per dare alla comunità nuovi spazi.

Fu addirittura bandito un concorso di idee per la destinazione più adatta dell’ex stabilimento industriale. Concorso al quale però non partecipò nessuno e ancora oggi quegli edifici sono totalmente inutilizzati.

Nel 2006 però sembrò che fosse arrivata alla svolta, con la delibera approvata in consiglio comunale con la quale si autorizzava l’alienazione di parte degli stabili alla Vittorio Servizi per 450 mila euro: “Una vendita – spiega il consigliere del Pd Roberto Tonon -, che però non è mai stata effettiva. Oggi si ritorna a parlare di questa vendita e il nostro sospetto è che serva ad evitare uno sforamento del patto di stabilità”.

Una manifestazione di fronte alla Mafil per denunciare gli sprechi (foto repertorio)

Secondo i rappresentanti del Partito Democratico quindi, il comune venderebbe l’ex Mafil alla sua società per introitare contanti da mettere in cassa e rispettare così i parametri del patto. “Ciò che appare strano – commenta ancora Tonon -, è che la valutazione per la vendita dello stabile è di gran lunga superiore al prezzo pagato dal comune per acquistarlo e quindi ci pare un giro di cassa per tentare di arginare le normative”.

Sospetti respinti dal sindaco Gianantonio Da Re che non rinuncia all’ironia: “Può essere che il comune stia facendo questo, comunque il bene rimane di proprietà del comune. E poi non è detto che si sfori il patto, valuteremo quando ci saranno i numeri e lo faranno anche Tonon e gli altri dell’opposizione”. In merito alla vendita, il sindaco è assolutamente sereno: “Abbiamo semplicemente reso operativo ciò che era stato deciso nel 2006, nulla di più.

La Vittorio Servizi trasferirà gli uffici delle farmacie comunali. Per quanto riguarda l’altra parte dello stabile, abbiamo già molti progetti su come utilizzarla. Naturalmente dovrà prima essere oggetto di lavori di sistemazione e questa è la causa per cui non sono stati usati fino ad oggi. Il comune, infatti, aveva altre priorità, come ad esempio le scuole, e non poteva investire fondi anche lì”.

 



Milvana Citter

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E' interessante sapere che la precedente amministrazione ha speso 1 milione e 200 mila euro nostri per nulla.
Complimenti

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Ma se poi con la vendita in parte ne farà futtare molti di più allora bravi ! i soldi si fanno non si aspettano dal cielo, speculazione ! forse, ma comunque fino a quando qulcuno liberamente sarà disposto ad comperare tali spazi si tratta di fiuto per gli affari.

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Peccato che a comprarsi la Mafil è sempre il comune (ovvero Vittorio Servizi) e la paga il triplo (sempre il comune)
Furbissimi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Che quella fetta di stabile sia stata venduta ad una società controllata al 100% dal comune. Quindi acquistata nuovamente dai cittadini. Che affarone. Ma se ai vittoriesi va bene così. Contenti voi, contenti tutti

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Vista la grande cubatura e la comoda accessibilità non si potrebbe ricavare all'interno la caserma per i vigili del fuoco, le strutture per la protezione civile e altri servizi di pubblica utilità?
Cordialmente

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Se i soldi fossero stati loro di certo non avrebbero acquistato uno stabile per non farci nulla.
Bisognerebbe che la precedente amministrazione dicesse perchè ha sperperato più di un milione di euro nostri.
PERCHE!

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Peccato che in contemporanea il comune abbia in essere un progetto per la costruzione dei nuovi magazzini comunali del costo di 1.200.000 euro. Ma a questo scopo non doveva essere utilizzata la ex Mafil?

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Per questi atti si dovrà forse anche andare da un notaio; quanto costa questa procedura di passaggi di immobili a valori non certo bassi; sarebbe il caso di rendere pubblici anche questi costi... se ci sono!!

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Il notaio è il segretario comunale

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quindi tutto in casa
da re sindaco del comune socio unico della vittorio servizi compra dal comune ( sindaco dare ) tramite il notaio segretario comunale?
boh|
c'è di che riflettere

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non giriamo la frittata, il segretario non è un burattino ma un organo dell'amministrazione regolarmente iscritto alle agenzie dello stato, un professionista. Dire tutto in casa è offensivo per il ruolo, che si vuole insinuare. Mica lui va in galera per Vittorio insomma. .. Si rifletta, sì, ma nello specchio

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diciamo che una frittata per essere buona deve essere girata; quindi giriamo sta frittata finche non sarà cotta a puntino!

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ma il segretario notaio non prende nessun compenso per questa operazione, cioè lo fa gratuitamente?

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E i vittoriesi questi signori li continuano a votare! E' pazzesco! Quand'è che si sveglieranno? Quando avranno riempito di debiti i vittoriesi per i prossimi cinquant'anni? ...forse... Svegliaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!

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A suo tempo fu un errore l'acquisto da parte del Comune della ex-Mafil e adesso è un altro errore ed un danno patrimoniale la vendita alla Vittorio Servizi che è una Società controllata dallo stesso Comune!

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