15 ottobre 2019

Vittorio Veneto

IL COMUNE VENDE PARTE DELLA MAFIL

Acquistato dal comune per 1 milione e 200 mila euro e mai utilizzato

Milvana Citter | commenti | (15) |

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Vittorio Veneto - Un gioco di scatole cinesi in cui la Mafil viene venduta dal comune al suo alter ego, la società Vittorio Veneto Servizi spa, per salvare il bilancio dal patto di stabilità. E intanto il comune non fa fruttare un bene che gli è costato 1 milione e 200 mila euro.

Questo lo scenario che, secondo i gruppi d’opposizione in consiglio comunale, starebbe dietro all’operazione che si è giocata oggi pomeriggio nel consiglio d’amministrazione della Vittorio Servizi e che vede al centro gli stabilimenti ex Mafil di viale Matteotti e via Aleardi. Un’operazione che all’opposizione, esclusa dalla composizione della società che gestisce anche le Farmacie Comunali e che ha un unico socio e cioè il comune, pare molto strana.

Ma la storia di questa vendita è lunga e inizia quando la giunta, guidata dall’ex sindaco Giancarlo Scottà, acquistò lo stabile dall’Immobiliare Fassina al costo di 1 milione e 200 mila euro perché si trattava di un affare conveniente. E, infatti, quell’acquisto venne presentato come l’occasione per dare alla comunità nuovi spazi.

Fu addirittura bandito un concorso di idee per la destinazione più adatta dell’ex stabilimento industriale. Concorso al quale però non partecipò nessuno e ancora oggi quegli edifici sono totalmente inutilizzati.

Nel 2006 però sembrò che fosse arrivata alla svolta, con la delibera approvata in consiglio comunale con la quale si autorizzava l’alienazione di parte degli stabili alla Vittorio Servizi per 450 mila euro: “Una vendita – spiega il consigliere del Pd Roberto Tonon -, che però non è mai stata effettiva. Oggi si ritorna a parlare di questa vendita e il nostro sospetto è che serva ad evitare uno sforamento del patto di stabilità”.

Una manifestazione di fronte alla Mafil per denunciare gli sprechi (foto repertorio)

Secondo i rappresentanti del Partito Democratico quindi, il comune venderebbe l’ex Mafil alla sua società per introitare contanti da mettere in cassa e rispettare così i parametri del patto. “Ciò che appare strano – commenta ancora Tonon -, è che la valutazione per la vendita dello stabile è di gran lunga superiore al prezzo pagato dal comune per acquistarlo e quindi ci pare un giro di cassa per tentare di arginare le normative”.

Sospetti respinti dal sindaco Gianantonio Da Re che non rinuncia all’ironia: “Può essere che il comune stia facendo questo, comunque il bene rimane di proprietà del comune. E poi non è detto che si sfori il patto, valuteremo quando ci saranno i numeri e lo faranno anche Tonon e gli altri dell’opposizione”. In merito alla vendita, il sindaco è assolutamente sereno: “Abbiamo semplicemente reso operativo ciò che era stato deciso nel 2006, nulla di più.

La Vittorio Servizi trasferirà gli uffici delle farmacie comunali. Per quanto riguarda l’altra parte dello stabile, abbiamo già molti progetti su come utilizzarla. Naturalmente dovrà prima essere oggetto di lavori di sistemazione e questa è la causa per cui non sono stati usati fino ad oggi. Il comune, infatti, aveva altre priorità, come ad esempio le scuole, e non poteva investire fondi anche lì”.

 



Milvana Citter

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