12 dicembre 2019

Vittorio Veneto

I comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore si fondono?

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fusione sarmede cappella fregona

FREGONA - Laura Buso, sindaco di Fregona, in questi giorni conclusivi del 2017 ha in mente un progetto ambizioso per il 2018, valutare un percorso di fusione fra il proprio Comune e quelli di Sarmede e di Cappella Maggiore: “In questo momento storico, in cui le risorse economiche e quelle del personale sono davvero poche, considerando che le forme associate non danno i risultati di una fusione che può significare maggior possibilità di assunzioni e più risorse aggiuntive da Roma, a breve ho intenzione di sondare il pensiero dei miei due colleghi in merito”.

 

“Da tempo medito questo progetto e sulla scorta di qualche esperienza, già avvenuta in Veneto, penso a dei Comuni dell’Alpago, credo sia una strada da praticare per continuare a garantire servizi di qualità ai nostri cittadini senza nascondermi che una fusione fra municipi non è mai facile e comunque complessa da realizzare.

 

Tuttavia sono convinta che valga la pena di verificare una eventuale condivisione a questo mio progetto da parte di Cappella Maggiore e di Sarmede”. Sul punto ecco le considerazioni del primo cittadino di Sarmede, Larry Pizzol: “Le condizioni attuali, nelle quali i piccoli Comuni stanno operando, e mi riferisco alla mancanza di risorse economiche, di personale dipendente ridotto ai minimi termini e di adempimenti burocratici amministrativi sempre maggiori e pari a quelli di Comuni di grande entità, stanno segnando sempre più in maniera evidente quella che sarà la strada maestra futura da seguire per garantire adeguati servizi alla cittadinanza, nonchè interventi di difesa dalla morte certa dei piccoli nuclei rurali.

 

Questa strada sarà la fusione che dovrà partire, a mio giudizio,  da una fase di concertazione e condivisione con la popolazione e da una pianificazione della dislocazione dei centri di servizio nel territorio al fine di non penalizzare le aree più svantaggiate in termini di mobilità pubblica. Dispiace dirlo, ma pur essendo stata emanata una Legge dello Stato avente l'intento di preservare l'identità e quindi la sopravvivenza dei piccoli Comuni, sgravando gli Enti stessi da alcune procedure burocratiche e fornendo maggiori risorse, anche per la tutela della montagna, in realtà mancano le norme che diano attuazione a tali misure.

 

Quindi, se queste sono le condizioni che permarranno nel tempo e non interverranno cambiamenti sostanziali, a tutela dell'interesse generale e del bene comune, la fusione rappresenta il processo più efficace per garantire una vita dignitosa ai nostri cittadini”. Non pare dello stesso orientamento il sindaco di Cappella Maggiore,Vincenzo Traetta, che sul tema così si esprime: “ Il processo di riordino istituzionale e di stabilizzazione della finanza pubblica, volto alla semplificazione, razionalizzazione e riorganizzazione del sistema delle autonomie locali investe l’assetto organizzativo dei Comuni di minori dimensione demografica, prevedendo che esercitino in forma associata, mediante unioni dei comuni o convenzione, le funzioni fondamentali.

 

Cappella Maggiore insieme ai comuni limitrofi di Sarmede e Fregona ha iniziato già da 5 anni un lavoro di mediazione e di coordinamento che ha portato all’istituzione con i tre comuni prima e dal settembre del 2017 solo tra Cappella Maggiore e Sarmede del servizio di polizia locale e sempre tra Sarmede e Cappella Maggiore della pianificazione urbanistica ed edilizia e dell’ambiente mediante opportune convenzioni. La gestione associata per i piccoli Comuni favorisce una serie di aspetti, tra cui l’economia di scala, maggiori professionalità, il miglioramento delle prestazioni, la maggiore specializzazione dei dipendenti, il maggiore peso politico complessivo, la diffusione di best practice”. Ecco perché il Traetta si dice orientato alla unione di servizi intercomunali: “Credo che sia l’unica percorribile efficacemente e concretamente nell’attuale momento storico”. “La fusione tra Comuni – conclude il prof. Traetta - è un processo molto difficile da realizzare considerando la tipicità dei luoghi e l’orgoglio di molti cittadini di appartenere a una comunità rispetto ad un'altra”.

 

Rossella Pagotto

 

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