15 settembre 2019

Conegliano

Conegliano, nel bilancio comunale c'è già la voce sul reddito di cittadinanza

500mila euro dallo Stato per il sostegno al reddito. Chies: "Non sappiamo nemmeno come dovranno essere erogati"

Roberto Silvestrin | commenti |

CONEGLIANO - Nel bilancio coneglianese c’è già la voce legata al reddito di cittadinanza. Non è ancora entrato in vigore, ma i primi abbozzi rientrano già nei movimenti economici dei comuni. Si tratta, come ha specificato il sindaco Fabio Chies nella conferenza stampa di fine anno, di misure per il “sostegno al reddito”: circa 500mila euro che provengono dallo Stato e che sono finiti nelle casse del comune di Conegliano.

 

Rientrano nel bilancio approvato nell’ultimo consiglio comunale, anche se la loro destinazione non è chiara, visto che si deve attendere l’esito della manovra del governo. Tutto questo riguarda la Sia (Sostegno di Inclusione Attiva) e, appunto, il futuro reddito di cittadinanza. “Abbiamo passato in bilancio circa 500mila euro – spiega Chies -, che non sappiamo nemmeno come dovranno essere erogati. Senza sapere nemmeno come gli uffici dovranno lavorare”.

 

E’ stata fatta una variazione di bilancio apposita, ed ora – parole del primo cittadino - “aspettiamo l’esito della finanziaria”. Chies ha ricordato anche che “tutto quello che riguarda la Sia e che riguarderà il reddito di cittadinanza è a completo carico del comune di Conegliano. Un lavoro immane, una situazione improponibile”.

 

Soprattutto se si considerano le difficoltà che affliggono gli enti locali, sospesi tra spese enormi e poche risorse finanziarie. Il comune di Conegliano spende “ogni anno più di 1 milione per i servizi sociali”, ha reso noto il primo cittadino. Nel 2018 la somma ammonta a 911mila 434 euro. Un quadro all’interno del quale i comuni sono chiamati sempre di più a farsi erogatori di servizi sociali, nonostante tutto.

 

E Conegliano, in questo senso, continua a “tirare”, con “i comuni più piccoli alla canna del gas”. In effetti la Città del Cima rimane capofila in tantissimi progetti targati Ulss 2, o nelle operazioni di polizia locale, come nel caso della recente gestione associata coi comuni di Santa Lucia di Piave e San Pietro di Feletto. A Conegliano, spiega Chies, “c’è un ragionamento per unioni non solo per la polizia locale, ma anche per il sociale e la cultura”.

 

La città sembra anche tornata ad essere attrattiva: il saldo demografico, nonostante la differenza tra i morti e i nuovi nati nel 2018 sia negativa per 180 unità, ha fatto registrare un +100. Questo significa che dai comuni limitrofi si torna ad abitare a Conegliano, invertendo la tendenza degli ultimi anni.

 



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Roberto Silvestrin

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