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18 giugno 2018

Italia

I confini tra il gioco legale e quello illegale

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Non si può astenersi dal provare quel senso di profondo smarrimento quando si leggono nella cronaca fatti criminali che coinvolgono l’ambiente del gioco d’azzardo, lecito per giunta. Infatti, anche nel settore autorizzato riescono ad infiltrarsi personaggi della criminalità organizzata che riescono a raggiungere il gioco legale attraverso la corruzione di personaggi “leciti” che fanno parte della filiera del gioco con autorizzazione dello Stato.

 

Ancora oggi sembra impossibile: si è abituati, però, ad assistere alla capacità della criminalità e delle sue “menti” e delle strategie che riescono a mettere in campo per aggirare qualsiasi ostacolo se vogliono arrivare ad un preciso scopo. È fin troppo evidente, quindi, che le varie associazioni che difendono gli interessi degli operatori del settore e dei casino online siano sempre sul piede di guerra e con le “antenne ben tese” per osservare il settore ludico nei dettagli.

 

Associazioni che scendano in campo per difendere il gioco lecito in modo che rimanga tale e che non si consenta l’infiltrarsi di quello illegale nella legalità tanto difesa e perseguita dagli addetti ai lavori che hanno scelto di stare “dalla parte della barricata statale”, anche se con enormi sforzi sia economici che psicologici.

 

La vita del gioco pubblico lecito ed autorizzato non è semplice, il suo percorso è tortuoso e viene disseminato e messo a rischio da normative che impediscono alle attività di proseguire nel loro cammino legale: forse anche per queste difficoltà qualcuno viene “circuito e convinto” a passare il confine e consente alla criminalità organizzata di inserirsi e di continuare ad allungare i propri tentacoli sul mercato legale del gioco.

 

Da queste righe si vuole lanciare il monito anche di Sistema Gioco Italia-Confindustria che scende in campo non solo per difendere gli operatori del settore, ma sopratutto per rimarcare ancora una volta quanto sia sbagliato accostare “mediaticamente” il gioco d’azzardo alla criminalità organizzata nei suoi svariati “rami” come l’usura ed il sistema impositivo mafioso. Così facendo non si fa che far male al mondo del gioco pubblico che è composto da professionisti onesti, che seguono le regole, che pagano le (enormi) tasse che vengono imposte e che rischiano anche di chiudere le proprie imprese per le normative che vengono imposte a livello regionale e comunale in alcuni territori.

 

Ma il messaggio che continua a passare a mezzo mediatico e che arriva, purtroppo, immediatamente all’opinione pubblica, è che il mondo del gioco è un mondo effimero, particolarmente frequentato dalla malavita e condotto fuori dai canoni della legge: settore, oltre tutto, che specula sulle disgrazie dei giocatori e sulla loro precarietà psicologica, infierendo proprio su quelle persone che si trovano in difficoltà. Questo risulta essere il “gioco” e mai immagine può essere tanto sbagliata, quanto sbagliato è continuare su questi percorsi messi in campo sia in campagna elettorale che durante il “tempo di quiete”.

 

Forse l’opinione pubblica non si ricorda che proprio lo Stato, una quindicina di anni fa, ha reso lecito il gioco d’azzardo sull’italico territorio per combattere il gioco illegale che, a quei tempi, ne aveva il monopolio assoluto e faceva il “buono ed il cattivo tempo” gestendo il settore con guadagni inverosimili. Dunque, ad oggi, si può dire che lo Stato aveva quasi debellato il gioco illecito, sostituendolo con una offerta di gioco legale ed autorizzata: perché ora dovrebbe consentire che l’illegalità rientri nei suoi confini leciti?

 

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