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22 giugno 2017

Montebelluna

Consorzio Piave: “L’emergenza siccità è reale”

Richiesto un incontro urgente con la Regione

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MONTEBELLUNA - Siamo di fronte all’inverno 2016-2017 più siccitoso degli ultimi trent’anni: il manto nevoso nel bacino montano del fiume Piave alla data del 5 marzo risulta assai ridotto e il valore medio è pari a circa il 58% in meno rispetto alla media degli ultimi anni, gli stessi dati sulla risorsa idrica, forniti da Arpav, parlano chiaro.

Il quadro viene tracciato dal Consorzio Piave. I volumi presenti nei principali invasi del bacino del Piave (Pieve di Cadore, Mis e S. Croce) tenderanno progressivamente a diminuire già dalle prossime settimane.

Il bel tempo e le alte temperature di marzo, decisamente anomale, stanno mettendo in difficoltà anche molti agricoltori che coltivano ortaggi e fiori, e la realizzazione dei giardini spinge diversi cittadini a chiedere “l’acqua” al Consorzio. La pioggia si fa desiderare e gli indici meteorologici (manto nevoso, volumi nei laghi montani, deflussi superficiali, freatimetria) forniscono un’indicazione di condizioni siccitose ormai critiche, in vista della stagione che avanza.

 

Giuseppe Romano (in foto), presidente del Consorzio Piave è fortemente preoccupato e anticipa: “Una situazione che si sta ripetendo con frequenza ormai biennale, chiaro sintomo di una insufficienza strutturale delle risorse nel bacino del fiume Piave, le portate registrate su tutti i principali fiumi veneti sono risultate nettamente inferiori alle medie storiche: oggi stesso chiederò un incontro con la Regione e tutti gli altri soggetti utilizzatori delle acque del fiume Piave al fine di attivare quanto prima le procedure di emergenza previste in caso di siccità. La riapertura dei canali derivati dal fiume Piave è in corso ma a ritmi ridotti in quanto prevediamo che a breve non sarà possibile soddisfare i fabbisogni in aumento: secondo le indicazioni della norma, sarà data priorità agli usi irrigui, e solo se ed in quanto possibile a quelli industriali o urbani (orti e giardini)”.

 

Dagli uffici del Consorzio Piave intanto le indicazioni rivolte ai cittadini che chiedono disponibilità irrigua sono le seguenti: “All’oggi il nostro obiettivo primario è conservare il volume dei laghi il più a lungo possibile al fine di poterlo utilizzare quando il fabbisogno delle colture agricole sarà massimo. Per questo verrà ridotta o ritardata l’apertura dei canali minori al fine di evitare sprechi o usi non prioritari”.

 

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