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26 giugno 2017

Esteri

Contatti Russia-Trump, Fbi indaga

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Il direttore dell'Fbi James Comey ha confermato l'esistenza di un'indagine dell'Fbi sui presunti legami tra la campagna di Donald Trump e la Russia nel corso delle elezioni presidenziali 2016. "Seguiremo i fatti ovunque ci porteranno", ha detto Comey davanti alla Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti, assicurando la massima imparzialità dell'inchiesta nella stessa audizione in cui è stato ascoltato anche il numero uno dell'Nsa, Mike Rogers. Comey e Rogers, inoltre, hanno dichiarato che gli hacker russi non hanno alterato i risultati elettorali negli 'swing states', gli stati chiave per la vittoria elettorale di Trump nel novembre del 2016.

Alla domanda del repubblicano Devin Nunes, presidente della commissione, sia Comey che Rogers hanno risposto che non ci sono prove di interferenze russe nel conteggio dei voti in Michigan, Pennsylvania, Wisconsin, Florida, North Carolina e Ohio. Secondo Comey, poi, non c'è "alcuna informazione" a sostegno della accuse di intercettazioni ai suoi danni lanciate dal presidente nei confronti del suo predecessore Barack Obama. Rogers, invece, ha definito ridicole le accuse di Trump al controspionaggio britannico Gchq, 'reo' secondo l'inquilino della Casa Bianca di avere intercettato le sue comunicazioni per conto di Obama.

Il servizio britannico definì appunto "senza senso" e "estremamente ridicole" le accuse di Trump. Una collaborazione di questo tipo tra la Nsa e il Gchq, ha detto Rogers rispondendo alle domande dei membri della Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti, sarebbe "contro la legge".

 

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