21 novembre 2019

Politica

Conte: "Mi dimetto, il Governo finisce qui"

commenti |

commenti |

"L'azione di governo si arresta qui". Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo discorso al Senato annuncia la sua intenzione di salire "al Quirinale per dare le dimissioni". E punta il dito sulle parole di Matteo Salvini che hanno "innescato la crisi" portando l'esecutivo alla fine del suo percorso. La decisione, accusa Conte, è arrivata "subito dopo l'approvazione della fiducia sul dl Sicurezza", che "suggerisce opportunismo politico" da parte del ministro dell'Interno.

 

"Se tu avessi mostrato cultura delle regole l'intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento - attacca il premier -. La cultura delle regole non si improvvisa, ma è la qualità fondamentale per fare il ministro o il presidente del Consiglio". "Caro Matteo", si rivolge a Salvini, seduto accanto a lui, "ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese, hai chiesto pieni poteri per governare e ti ho sentito convocare le piazze. Questa tua concezione mi preoccupa". L'accusa è chiara, di "aver agito per interessi personali di partito", compromettendo con il suo partito "l'interesse nazionale". Il premier ricorda che "il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l'equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie".

"Amici della Lega, per preparare e giustificare la scelta delle urne avete tentato di rappresentare maldestramente l'idea del governo del no, del non fare. Pur di battere questa falsa grancassa avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo".

 

Mentre Conte accusa Salvini di aver pensato solo ai suoi interessi personali, il leader della Lega scuote più volte il capo, in segno di disapprovazione, e alza gli occhi al cielo, prendendo appunti. Il premier continua, facendo riferimento alla "vicenda russa che oggi merita di essere chiarita per i riflessi sul piano internazionale". L'esperienza di questo governo, fa notare Conte, "è nata sulla base della "trasparenza e del cambiamento" e "non posso permettere che questo passaggio istituzionale così rilevante possa consumarsi attraverso conciliaboli riservati, sui social o in dichiarazioni fatte per strada o in una piazza".

 

"Per un ufficiale contraddittorio l'unica sede in cui confronto pubblico può svolgersi è il Parlamento" sottolinea Conte. Il premier contesta, poi, i tempi dell'apertura della crisi perché "ad agosto" rappresenta "un gesto di imprudenza istituzionale". "La crisi in pieno agosto comporta", tra l'altro, "il rischio di ritrovarci in esercizio provvisorio altamente probabile". "I comportamenti del ministro dell'Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale" rimarca.

 

Contestazioni dai banchi dei senatori della Lega al presidente del Consiglio che nel suo discorso non risparmia critiche a Salvini, e a ogni critica, arrivano in risposta applausi scroscianti del M5S.

 

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×