21 novembre 2019

Repubblica

Categoria: Notizie e politica - Tags: Repubblica

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Emanuela Da Ros | commenti |

Quello che voglio dire è che la Repubblica, che oggi compie 65 anni portati così così, dovrebbe fare un po' di autoanalisi o anamnesi.

Cioè: non è che la Repubblica possa stendersi sul lettino di Freud o Jung e mettersi a raccontare la sua infanzia travagliata (il Risorgimento, Cavour, quelfigodiGaribaldi o il bel tomo di Mazzini) e far risalire i suoi scompensi socilaldemocratici ai primi vagiti, però, però dovrebbe prendere un po' di consapevolezza di sè. Capire che ha un'età in cui certe decisioni vanno prese e che procrastinarle è assurdo come bere il tè verde alle quattro e poi strafogarsi di grassi e di spritz alle otto.

D'accordo: la nostra Repubblica ha 65 anni. E allora? mica è grande. Pur avendo alle spalle 30 secoli di storia (mi riferisco all'Italia che ha partorito la Repubblica)e 150 anni anni di Unità la Repubblica italiana ha solo, solo, 65 di vita. Non un numero infinto, sulla linea del tempo. Piuttosto un'unghia che accenna a crescere sotto lo smalto tricolore.

La nostra Repubblica, in fondo, è un'adolescente. E lo si vede da come si comporta. Da come rifiuta a borbotti la sua unità in cambio di un federalismo (il moroso di turno) che non sa nemmeno se sarà fedele e arrapato, se la farà felice. La Repubblica è un'adolescente quando espone il tricolore come se fosse un orecchino di bigiotteria, quando canta stonata solo i primi tre versi dell'inno di Mameli perché tutta la litania non se l'è mai ricordata nessuno. Quando vuol cambiare la costituzione ma non sa da che parte prendere perché la Repubblica non è nè mai stata una sarta nè una stilista e a parte attaccare un bottone non sa che taglio darsi.

La Repubblica ha 65 anni e un po' di puerizia alle spalle, ma è tutta da fare, da crescere, da formarsi. Ha un sacco di intrallazzi, di sollecitazioni, di diversità con cui relazionarsi. deve solo scegliere se intestardirisi a diventare...che cosa? o se essere una cosa pubblica per tutti. Sapendo che tutti vuol dire tutto e nessuno.

Insomma: non so quello che voglio dire. Solo che mi pare che 65 anni di vita nella vita di una repubblica siano pochi. E che a festa finita sarebbe il caso di iniziare a essere almeno un po' più grandi.

 



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