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25 novembre 2017

Economia e Finanza

Conto in rosso o rata saltata: basta poco per finire nella lista nera

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"Quando ero studente i miei genitori mi avevano aperto un conto corrente. Negli anni mi sono completamente dimenticato di chiuderlo. Quando poi ho deciso di acquistare una casa e quindi di fare un mutuo, la sorpresa...". C'è mancato poco, Andrea ha rischiato di diventare un cattivo pagatore: "Bastava qualche anno in più e sarei andato in rosso. Sono stato fortunato".

Ma cos'è un cattivo pagatore? Quanto è facile finire in questa 'lista nera'? Effettivamente basta poco: il ritardo o addirittura il mancato pagamento di una o più rate del mutuo, di un prestito o di un finanziamento per l'acquisto di un'auto può trasformarci in cattivi pagatori. Sono infatti definiti così quei debitori segnalati presso le centrali rischi delle banche, sistemi informativi (Sic) che raccolgono, registrano e conservano informazioni sull'indebitamento degli utenti del sistema bancario. Ma "si può diventare un cattivo pagatore anche se si supera il fido sul proprio conto corrente oppure se, non avendo un fido, il conto va in rosso. Bastano pochi giorni perché la banca segnali il cliente", spiega all'Adnkronos Ivano Cresto, responsabile Mutui di Facile.it, sottolineando: "Ecco perché noi consigliamo di concordare il fido con la propria banca, soprattutto se ci capita spesso di andare sotto con il conto".

Ci sono anche realtà anomale: "Capita che una persona abbia due conti correnti, uno usato poco o addirittura dimenticato in cui non ci sono soldi, e un altro magari con 20mila euro sul quale accredita lo stipendio. Se il primo va in rosso perché mai rimpinguato, si viene segnalati: non importa che si abbia un altro conto 'ricco'", ricorda l'esperto aggiungendo: "In 15-20 anni tra bolli e tasse varie si possono accumulare anche 1500-2000 euro di spese".

Si rischia di essere iscritti nella banca dati anche per morosità nel rimborso della carta di credito, a saldo o revolving, o quando si emettono assegni non coperti o per cambiali non pagate. Chi risulta nell'elenco dei cattivi pagatori può incontrare qualche difficoltà nell'ottenere credito: la presenza del proprio nominativo nell'elenco influenza negativamente il giudizio dell'istituto di credito riguardo all'affidabilità del debitore.

La storia - "Quando ero studente i miei genitori mi avevano aperto un conto corrente. Io ero di Cagliari e studiavo all'università di Siena. Così mia madre e mio padre mi mettevano i soldi direttamente in banca", racconta Andrea all'Adnkronos. "Quando, poco prima di laurearmi, ho iniziato a lavorare a Firenze ho aperto un altro conto sul quale mi accreditavano lo stipendio. L'altro, un conto corrente pensato per gli studenti, non lo avevo chiuso perché avevo ancora due bollette da pagare. Sopra c'erano 50mila lire e, dopo quel pagamento, ne erano rimaste 6mila".

"Negli anni mi sono completamente dimenticato di chiuderlo - continua Andrea - Quando poi ho deciso di acquistare una casa e quindi di fare un mutuo, dall'interrogazione dei conti correnti è riemerso quel conto ancora aperto. Fortunatamente erano trascorsi solo 3 anni e non ero andato in rosso: c'erano ancora 1800 lire. Bastava qualche anno in più e sarei andato sotto. Sono stato fortunato". Centrali Rischi - L'erogazione di finanziamenti da parte delle banche e degli intermediari finanziari viene segnalata in archivi pubblici o privati nei quali sono raccolte informazioni in merito all'apertura e all'andamento del rapporto di credito, come si legge sul sito della Banca d'Italia. Oltre alla Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia (CR), esistono i Sic (Sistemi di informazioni creditizie), banche dati che raccolgono e gestiscono informazioni relative a richieste/rapporti di credito.

Gli enti partecipanti (banche e società finanziarie), su base volontaria, forniscono ai Sic i dati relativi ai rapporti di credito della propria clientela e, per contro, vi accedono per conoscere la storia creditizia (andamento dei pagamenti; esposizione debitoria residuale, stato del rapporto) di chi ha richiesto un finanziamento.

Cattivi pagatori per sempre? - Per ogni tipo di segnalazione sono previsti tempi differenti di conservazione dei dati. Insomma se si è stati iscritti come cattivi pagatori, perché non sono state saldate delle rate di un mutuo o di un prestito, a un certo punto si verrà cancellati. "In caso di morosità inferiori a 2 mesi o a 2 rate la cancellazione avviene dopo 12 mesi dalla data di regolarizzazione, se invece si è morosi per più di 2 rate o per più di 2 mesi ci vogliono 24 mesi dal momento della regolarizzazione. Sono infine necessari 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l'istituto di credito ha fornito l'ultimo aggiornamento in caso di finanziamenti non rimborsati o gravi morosità", conclude l'esperto.

 

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