14 novembre 2019

Montebelluna

CORONA, CAPUOZZO E MAIERON AL PALAMAZZAVOLO

Un appuntamento per raccogliere fondi per i bambini dell’Afghanistan

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Montebelluna – Saranno insieme al Palamazzavolo venerdì, 16 gennaio, alle 20,30: Mauro Corona, Toni Capuozzo (in foto) e Luigi Maieron. Insieme per una serata dedicata ai bambini dell’Afghanistan: “Tre uomini di parola…”. Lo scrittore/artista, il giornalista, il cantautore offriranno al pubblico uno spettacolo rigorosamente improvvisato.

Trasmetteranno le loro esperienze. La serata, organizzata dal Comune di Montebelluna, dal 8° Reggimento Alpini, dagli Alpini di Montebelluna e Biadene, dall’Associazione Un Ponte per Herat, con il sostegno di Lotto e Stonefly, servirà a raccogliere fondi in favore dei bambini afghani.

L’ingresso è libero, ma chi vorrà potrà contribuire con un’offerta che andrà a sostenere un progetto realizzato dall’Associazione Un Ponte per Herat e l’8° Reggimento Alpini in Afghanistan nella città di Herat. Attraverso la collaborazione con i rappresentanti delle istituzioni locali, si è individuato un progetto sulla sanità, andando incontro ad una priorità già nota al contingente italiano stanziato ad Herat, ovvero la creazione di una casa di accoglienza per i familiari dei bambini ricoverati nel centro grandi ustionati dell’ospedale cittadino.

L’unico centro di questo tipo in tutta la regione. Costruito nel 2007 dispone di 3 medici e 13 infermieri specializzati nel trattamento delle ustioni, oltre a personale per le pulizie e servizi vari. Ogni anno tratta più di 1.000 pazienti, il 70% bambini.

I bambini infatti sono i più esposti ad incidenti, la maggior parte dei quali sono dovuti alle condizioni precarie di vita ed elevati rischi di contatto con materiali bollenti o roventi o cono sostanze infiammabili. Molto spesso questi bambini vengono dai villaggi vicini, accompagnati dai familiari, che altro non possono fare di trascorrere le notti all’aperto riparandosi come meglio possono.

In questo modo la costruzione di una casa di accoglienza adiacente al reparto grandi ustionati fornirebbe soluzione al problema aiutando la fascia più debole della popolazione e la condizione di vita di molti bambini ricoverati, assieme alle loro famiglie.

 

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