16 settembre 2019

Vittorio Veneto

LA CRISI SOFFIA ANCORA SULLA SIPA

Colpiti 570 dipendenti

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Vittorio Veneto - Nuovo provvedimento per far rimanere a galla la Sipa del gruppo Zoppas Industries. Colpita dalla crisi già lo scorso anno, l'azienda leader nella produzione di macchine per l'imbottigliamento metterà in cassa integrazione da martedì ben 570 dipendenti. Operai e impiegati, sia dello stabilimento vittoriese che coneglianese, si vedranno così ridurre l'orario lavorativo a 24 o 16 ore settimanali rispetto alle canoniche 40 ore.

Martedì ci sarà un incontro tra azienda e sindaco per definire le azioni per i prossimi mesi, tra le possibili anche le auto dimissioni incentivate o i pre-pensionamenti.

La crisi ha colpito anche la Rica del gruppo Zoppas. A fine gennaio l'azienda ha dato inizio ad un'operazione di pre-pensionamenti con incentivi premio da 10 a 13 mila euro. Ad aver accettato questa offerta una ventina di operai prossimi alla pensione, che hanno lasciato l'azienda a fine gennaio.

 

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Nel lontano 1987 ho visto artigiani disperati perché la Sipa assumeva a spron battuto lasciandoli in balia al loro destino con commesse da consegnare.
Ho visto persone investire nelle loro aziende acquistando in leasing macchinari che rimanevano fermi.
Ho visto datori di lavoro pregare i propri dipendenti perchè non li abbadonassero.
Ho sentito i sindacati approvare questo tipo di atteggiamento in quanto portava alla valorizzazione della persona che in parte è vero ma ........
alla lunga vengono trasformati in numeri superflui.
Ci vuole più umanità nei rapporti fra dipendenti e imprese e viceversa. Le imprese non devono considerare le persone come oggetto da usare nei momenti nei quali si ha un eccesso di commesse per poi lasciarli allo sbando nella contrazione dei mercati, e i dipendenti non dovrebbero abbandonare le piccole aziende per il miraggio della grossa azienda, L'aumento di stipendio l'artigiano non lo nega mai a chi fa il suo lavoro.Eddy

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Penso che solo con un recupero di saggezza e di umanità potremo rimetterci in piedi. Usciamo da 20 anni di "mors tua vita mea" in questa situazione. Proviamo a pensare diversamente. Tutti, ognuno nel suo ruolo e nelle proprie responsabilità.
Giovanni Napol

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Fino aquando "le vacche le era grasse andea tu ben ades che le e magre", purtroppo ci sono molti aspetti da valutare ma ora a caldo io andrei a trovare quelle persone che andate in fabbrica o anche dai piccoli artigiani e hanno sempre vissuto alle spalle di chi in azzienda ha "sputato sangue" e ha dato il massimo, e gli direi se si ricordano quando alla mattina partivano, con il carellino pieno di pachetti da consegnare e in tutta la giornata facevano solo il giro della fabbrica, pensavano di far bene e ne andavano fieri, ma ora?

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