13 novembre 2019

Castelfranco

Criticati dalle femministe per "Miss città murata"

Nuovo contrasto tra il consigliere Grazia Azzolin e il movimento castellano “Non una di meno”

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

CASTELFRANCO – L’iniziativa del movimento castellano “Non una di meno”, che in occasione del concorso di bellezza “Miss città murata” ha distribuito dei volantini pungenti per biasimare gli organizzatori dell’iniziativa non è piaciuta alla consigliere comunale (gruppo misto) Grazia Azzolin che ha criticato la protesta. Non è la prima volta che tra le femministe e l’ex esponente della lega ci sono dei contrasti: era già accaduto in occasione di un fatto di cronaca quando Azzolin commentò una condanna per stupro, suscitando l’indignazione del movimento “Non una di meno”.

“Mi è’ capitato di partecipare al concorso nella giuria, ci sono ragazze belle, ma non significa “senza opinioni forti”, giovani, ma non significa che “obbligano le altre donne a rincorrere l’eterna giovinezza” – afferma la consigliera -. Non riesco a credere che ci sia chi non ha capito che queste giovani donne scelgono di mettersi in gioco, sfilando davanti a migliaia di persone con coraggio con i difetti che tutte hanno, per aprirsi una porta nel mondo del lavoro, spesso in quello della moda che molte di loro sognano. Non è lecito sognare? Non c’è nessuna “cultura maschilista” in questo concorso, anzi, c’è la valorizzazione delle giovani donne a cui viene data una chance per dimostrare il loro valore”.

Il gruppo “Non una di meno” spiega le ragioni della protesta sottolineando che in nessun modo si può dedurre che si tratti di un attacco alle partecipanti che “sono nostre sorelle”. Inoltre: “L'azione è stata contro chi organizza queste manifestazioni che portano sul palco la nostalgia di tempi in cui le donne erano soprammobili da ammirare, nonché contro l'amministrazione comunale che ancora una volta ha dato il patrocinio all'evento”. Quindi chi ha interpretato l’iniziativa come una sorta di "guerra tra donne" non ha compreso le ragioni di quest’iniziativa che viceversa aveva altri obbiettivi.

“Durante la finale di “Miss città murata” abbiamo distribuito dei volantini con un finto annuncio per aspiranti Miss – si legge in una nota del movimento -. Sul palco si celebra la donna che ancora molti sognano: giovanissima, accomodante, senza opinioni forti e bella secondo regole di bellezza decise da altri. I concorsi di bellezza sono l'emblema di un maschilismo che non vuole mollare la presa, in un mondo in cui le donne stanno conquistando, a fatica, tutti gli spazi della vita pubblica e chiedono di essere valutate per ben altro che il loro aspetto fisico. Da qui l'idea del volantino per il concorso “Miss Patriarcato 2019” a cui tutte noi, ogni giorno, decidiamo se partecipare o meno. Ancora una volta, l'amministrazione comunale ha dato il patrocinio a una manifestazione in cui le ragazze sono valutate come merce al mercato, lanciando un messaggio poco edificante ed educativo alla città. Un soggetto pubblico dovrebbe promuovere un'idea di donna ben diversa. Suggeriamo di iniziare dal rendere effettiva la Commissione Pari Opportunità”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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