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23 settembre 2018

Ciclismo

Da Ca' del Poggio in Belgio in bicicletta

Piero Chiesurin, Andrea Michelet, Andrea Miozzo, Giuseppe Macchia ed Elio Montinaro sono partiti questa mattina da San Pietro di Feletto: percorreranno 1200 chilometri

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Piero Chiesurin, Andrea Michelet, Andrea Miozzo, Giuseppe Macchia ed Elio Montinaro con Alberto Stocco

SAN PIETRO DI FELETTO - Dal Muro di Ca’ del Poggio al Muro di Grammont, dall’Italia al Belgio pedalando attraverso l’Europa.

E’ scattato oggi, da San Pietro di Feletto, il lungo viaggio che condurrà cinque ciclisti trevigiani nella città belga di Geraardsbergen, nel cui territorio si trova il Muro di Grammont, la mitica ascesa del Giro delle Fiandre dal 2016 gemellata con la salita simbolo delle colline del Prosecco.

Piero Chiesurin, di Sernaglia della Battaglia, Andrea Michelet, di Conegliano, Andrea Miozzo, di Pieve di Soligo, Giuseppe Macchia, di Quinto, e il compaesano Elio Montinaro – tutti ciclisti amatoriali in forza alla Squadra Fortissimi – sono partiti puntualissimi, alle 7.30, dal Muro di Ca’ del Poggio, dopo aver osservato un minuto di silenzio per onorare le vittime del tragico evento di Genova.

Pedaleranno per quasi 1.200 chilometri, attraversando anche Austria, Germania e Francia, e in sei tappe arriveranno sul Muro di Grammont. Il primo segmento del loro viaggio si concluderà nel pomeriggio di oggi – sabato 18 agosto - a Bressanone, dopo 194 chilometri.

Domani, domenica 19 agosto, il quintetto trevigiano pedalerà per 220 chilometri, andando da Bressanone sino a Kempten, in Germania. La terza tappa, lunedì 20 agosto, tutta in Germania, collegherà Kempten a Gutach (209 chilometri).

La quarta frazione, da Gutach a Sainte Genevieve (212 chilometri) porterà i cinque trevigiani a pedalare sulle strade francesi. La quinta frazione, di 213 chilometri, da Sainte Genevieve a Beauraing, segnerà l’ingresso dei ciclisti in terra belga. E infine la sesta tappa, la più corta (143 chilometri), giovedì 23 agosto, si concluderà con la scalata del Muro di Grammont.

In terra belga, Chiesurin e compagni troveranno l’accoglienza delle grandi occasioni: oltre che dalle autorità locali, sindaco Guido De Padt in testa, i ciclisti trevigiani saranno applauditi in cima al Muro dal presidente della Federazione ciclistica belga, Tom Van Damme, e dalla gloria locale Rudy Pevenage, indimenticato campione degli anni ’70 e ’80.

La “sei giorni” in bicicletta dei cinque amici trevigiani potrà anche essere seguita in tempo reale, con commenti, foto e video, sulla pagina Facebook del Muro di Ca’ del Poggio. Un’impresa d’altri tempi che rinforzerà l’idea del gemellaggio tra i Muri che fanno la storia del grande ciclismo.

Dall’Italia al Belgio, passando anche per la Francia, dove si trova un’altra celebre ascesa, il Mûr-de-Bretagne, a sua volta gemellata con Ca’ del Poggio e Grammont, grazie agli accordi di collaborazione sanciti lo scorso 12 luglio a Guerlédan, in Bretagna, in occasione della sesta tappa del Tour de France. Muri che uniscono, non che dividono.

Nella foto, i cinque ciclisti trevigiani alla partenza sul Muro insieme ad Alberto Stocco

 

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