13 novembre 2019

Vittorio Veneto

Da Re difende il rifugio Vittorio Veneto: "Scorretto il cambio di nome, cancellati da località turistica"

Anche l'ex sindaco di Conegliano Zambon contesta la scelta: "Bizzarra, cancella la storia"

Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - Fa discutere in città la “sparizione” di Vittorio Veneto dal nome del rifugio che per anni ha onorato e ricordato la Città della Vittoria. Il rifugio alpino al Sasso Nero, in provincia di Bolzano, ha infatti perso il nome “Vittorio Veneto” e ogni riferimento alla città,proprio nell’anno del Centenario.

 

Il primo a schierarsi apertamente contro la richiesta (poi approvata dal consiglio provinciale di Bolzano) dei secessionisti del Süd-Tiroler Freiheit è stato l’ex sindaco Gianantonio Da Re. “Trovo scorretto e sbagliato il cambio di nome – ha dichiarato -, potevano tenere il riconoscimento alla città.

 

E tutto questo avviene nell’anno del Centenario, dispiace che la provincia di Bolzano faccia questo. Non ne capisco il motivo”. “Vittorio Veneto” era la denominazione tradizionale, assegnata in base a quella consuetudineper cui i rifugi sono intitolati alle sezioni del Club Alpino Italiano (Cai) che ne curano – o ne hanno curato – lagestione.

 

Passato in gestione al Cai di Brunico nel 1979, è stato rilevato dalla provincia nel 2011. In condizioni talmente precarie da richiederne la demolizione e la ricostruzione. C’era però una clausola, che era il mantenimento del nome del rifugio. Come testimoniano gli archivi del Cai vittoriese, al momento del passaggio al Cai di Brunico si poneva la condizione che il riferimento alla Città della Vittoria rimanesse.

 

Negli atti si legge esplicitamente che si dà mandato al nuovo direttivo di trattare la cessione del rifugio, “con la condizione che venga mantenuto il nome Vittorio Veneto al rifugio stesso e la sua italianità”. Il Cai di Brunico, in una lettera del 1980, ricordava come il nome fosse stato mantenuto “come da accordi”.

 

Dopo l’inaugurazione di quest’estate, però, è rimasta solo la denominazione tedesca, che tradotta in italiano suona “Al sasso nero”. In una delibera del 2012 si parlava però esplicitamente di demolizione e di ricostruzione con il nome di Vittorio Veneto. Sei anni fa la giunta provinciale ha approvato infatti all’unanimità il programma “planivolumetrico per la nuova costruzione del rifugio Vittorio Veneto al SassoNero a San Giovanni in Valle Aurina”.

 

Il nome viene ripetuto per esteso in tutto il documento ed anche nella relazione tecnica. In occasione dell’Adunata Triveneta degli Alpini tenutasi nel giugno scorso a Vittorio Veneto, il consigliere provinciale Alessandro Urzì ha inviato una nota al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al sindaco Roberto Tonon, perché il rifugio conservi la sua denominazione storica.Senza ricevere – per ora – alcuna risposta in merito.

 

“Ci stanno portando via il nome da una località turistica” ricorda inoltre da Re, commentando la mancata risposta del primo cittadino. Maria Elena Boschi, che è stata eletta alla Camera proprio nel collegio uninominale di Bolzano, al momento non rilascia interviste sul tema. Il Cai di Vittorio Veneto affronterà la questione nei suoi prossimi incontri: resta da capire se la sezione vittoriese intende rivendicare il nome che è stato cancellato dal rifugio, e che è rimasto solo in una targhetta e in un piccolo quadro.

 

Anche l’ex sindaco di Conegliano, oggi assessore, Floriano Zambon, è intervenuto sul tema: “Sono un socio del Cai da 30 anni – rende noto -, sono stato più volte in quel rifugio. Sono sorpreso dal fatto che abbiano tolto il nome. Capisco che non è più del Cai, ma con il passaggio alla provincia non è giusto che venga abbandonato il nome storico. E’ una cosa bizzarra, che cancella la storia”.

 



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Roberto Silvestrin

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