13 novembre 2019

Vittorio Veneto

Da Re dopo il sequestro dei beni: "Faremo come le parrocchie, avanti con l'elemosina"

Il segretario nazionale ottimista sul futuro della Lega

Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - “Dobbiamo gestire il partito e lo faremo. Non cambierà nulla, faremo come sempre, attraverso delle sovvenzioni volontarie. Useremo lo stesso metodo delle parrocchie, e cioè l’elemosina”.

 

E’ ottimista – sul futuro del suo partito – il segretario nazionale della Lega, Gianantonio Da Re.

 

Il Tribunale del Riesame di Genova ha confermato il sequestro dei beni della Lega al fine di recuperare i 49 milioni di euro di rimborsi elettorali relativi alla truffa per cui sono stati condannati in primo grado l'ex segretario Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito. Più di qualcuno – dopo la notizia del sequestro preventivo – ha così ipotizzato la “chiusura” del partito.

 

Una possibilità respinta in toto dal segretario: “Riusciamo a mantenere il partito”, ha dichiarato senza indugi. Il procedimento si riferisce ai rimborsi elettorali ricevuti dal Carroccio tra il 2008 e il 2010 che sarebbero stati prelevati dalle casse del partito e utilizzati per spese personali durante la gestione Bossi-Belsito.

 

“Devono contestare i soldi a chi ha amministrato in quell’arco di tempo” ha commentato Da Re, che è poi passato al contrattacco.

 

“Questo è un atto politico da parte della magistratura – ha continuato il segretario, riferendosi al Tribunale del Riesame di Genova -. Voglio ricordare che Stalin non amministrava con l’esercito, ma con il tribunale del popolo. Qui si sta facendo la stessa cosa nei nostri confronti”.

 



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Roberto Silvestrin

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