12 dicembre 2019

Castelfranco

"Dammi 20 euro per una ricetta": poi il medico si accontenta di 5 euro, perché il paziente non ha contanti

Una storia sconcertante quella di un castellano che aveva bisogno di una banale ricetta per un farmaco

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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CASTELFRANCO VENETO – Va dal medico per una ricetta e gli chiedono 20 euro: non ha soldi con sé e il dottore si accontenta di 5 euro. Chi avrebbe mai immaginato che per delle banali prestazioni sanitarie si sarebbe arrivati al punto di dover contrattare come al mercato? Ma è proprio quanto accaduto ad un castellano che dopo essersi recato dal medico di base ha scoperto che a causa di un breve periodo di permanenza in un’altra città era stato cancellato dall’anagrafe sanitaria castellana e non risultava più paziente del suo storico dottore di famiglia.

“Stamattina mi capita di andare dal dottore di base, e scopro che non sono più nel registro – spiega l’uomo -, e va bene allora chiedo al dottore se può farmi comunque la ricetta di un farmaco che prendo e per tutta risposta mi sento rispondere: “Certo ma sono 20 euro”. Al che rimango stupito, giusto perché mi serviva mi sono detto vabbè, apro il portafoglio ho solo 5 euro e gli dico: “Oddio dottore non li ho”. E lui: “Vabbè facciamo 10 euro - ed io -. Dottore ne ho 5”. La risposta è stata: “Per stavolta ok”. Io ora mi chiedo ma è possibile tutto questo?”.

Una circostanza certo inusuale che pone degli interrogativi sui quali la Direzione del Distretto di Asolo dell’Ulss 2 ci spiega che il caso è normato dall'art.57 dell'Accordo collettivo nazionale, che: “Disciplina l'istituto delle visite occasionali ossia di quelle visite a favore di cittadini che si trovino eccezionalmente al di fuori del proprio Comune di residenza prevedendone il pagamento diretto da parte dell'assistito”. Del documento c’inviano anche copia dove si legge che per una visita in ambulatorio la richiesta è 15 euro che in caso di visita a domicilio lievitano a 25 euro: del costo della sola richiesta di ricette non è fatta menzione ma è plausibile che rientri nella casistica delle visite ambulatoriali.

Da quanto spiegatoci anche se il signore è residente nel comune di fatto non avendo scelto il medico (quindi non essendo iscritto all’anagrafe sanitaria) ha il medesimo trattamento di un non residente. Inoltre, la Direzione del Distretto precisa: «L’art. 57 prevede al comma 5 che “le Regioni, nel rispetto delle norme vigenti e nell'ambito degli Accordi Regionali, stabiliscono gli eventuali interventi assistenziali a favore dei soggetti che fruiscono delle visite occasionali e possono prevedere il pagamento delle stesse al medico interessato da parte delle Aziende. Nell'ambito degli Accordi regionali, possono essere individuate ulteriori e differenti modalità di erogazione e di retribuzione delle visite occasionali di cui al presente articolo”. Non risulta che la regione del Veneto ne abbia previste. Le visite sono a carico dei cittadini».

 



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