22 settembre 2019

Vittorio Veneto

Danni grandinata: 330 euro per chiedere un risarcimento, senza certezza di riceverlo

In molti non hanno fatto domanda, visto il costo dell'iter

Claudia Borsoi | commenti |

VITTORIO VENETO -  Il risarcimento per i danni patiti a fine giugno 2017 con il maltempo abbattutosi su Vittorio Veneto pareva ormai vicino, ma la richiesta di una perizia asseverata firmata da un tecnico ha indotto molti a non proseguire con l’iter risarcitorio. Una sorta di beffa per chi ha patito danni “contenuti”.

 

«Quel 28 giugno di un anno fa, la grandine ha sfondato i vetri di due lucernari sul tetto dell’abitazione – testimonia B.A. -, oltre a causare ingenti danni alla copertura. Se per il tetto l’assicurazione mi ha ristorato i danni, coprendo le spese sostenute, per i lucernari no. E il costo per sostituire i due vetri, fattura alla mano, è stato di 570 euro. Per questi danni, a luglio 2017 avevo protocollato in municipio, dopo la prima segnalazione fatta pochi giorni dopo quel 28 giugno, il modulo predisposto dalla Regione, documentando il danno con materiale fotografico, nonché l’intervento di sostituzione eseguito da una ditta specializzata».

 

Lo scorso mese, si è aperto il terzo atto dell’iter per ottenere i risarcimenti dopo che il Consiglio dei Ministri ha stanziato 15 milioni di euro, di cui 5 milioni per i danni di privati sull’abitazione principale. Per accedere a quei contributi, serviva però compilare nuovi moduli, predisposti dalla Regione, che andavano presentati in municipio entro il 23 ottobre. Se le domande, a luglio 2017, erano state 2.500, molto meno ora, perché c’è chi ha desistito visto i costi che avrebbe dovuto sostenere per allegare anche una perizia firmata da un tecnico.

«Presa visione di tutta la nuova documentazione, mi sono recato da un tecnico per capire quanto mi sarebbe costata la perizia – prosegue B.A. -. Spiegato che avevo patito 570 euro di danni, il tecnico mi ha sconsigliato di proseguire, perché per la perizia avrei speso 330 euro, senza avere alcuna certezza sulla somma del risarcimento».

 



Claudia Borsoi

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