13 dicembre 2019

Esteri

Dazi, Trump minaccia l'Italia

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Dazi, Trump minaccia l'Italia

La web tax che la Francia ha introdotto e a cui stanno pensando anche Italia, Austria e Turchia potrebbe costare cara a questi Paesi, contro i quali gli Stati Uniti potrebbero imporre sanzioni pesantissime. La minaccia è arrivata dall'Ufficio del rappresentante del commercio americano, al termine di un'indagine durata un mese sulla digital tax introdotta dalla Francia, che colpisce giganti del web come Facebook e Google. L'indagine è arrivata alla conclusione che la web tax "discrimina le società statunitensi, è incoerente con i principi prevalenti della politica fiscale internazionale e rappresenta un onere insolitamente gravoso per le società colpite".

 

Per questo, l'ufficio del rappresentante del commercio raccomanda dazi del 100% su alcune importazioni francesi, per un valore di 2,4 miliardi di dollari, tra cui borse, vini e formaggi, e l'apertura di indagini simili sulla web tax proposta da Italia, Austria e Turchia. Nel denunciare "un crescente protezionismo" in Europa a danno delle società statunitensi, l'Ufficio del rappresentante del commercio ha definito "irragionevole e discriminatoria la web tax francese, che grava sul commercio americano", colpendo le aziende digitali come "Google, Apple, Facebook e Amazon". Alla vigilia della diffusione del rapporto dell'Ustr, la Francia aveva accusato gli Stati Uniti di aver fatto marcia indietro rispetto alla promessa di lavorare per una soluzione sulla digital tax in ambito Ocse.

 

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire aveva detto ieri a France Inter che la Francia "mai, mai e poi mai" rinuncerà alla sua determinazione di "imporre una tassazione equa sui giganti del web". Ad agosto scorso, in occasione del G7 di Biarritz, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato un accordo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per lavorare insieme in sede Ocse per delineare una cornice globale della web tax, la cui introduzione in Francia era stata approvata dal Parlamento di Parigi a luglio.

 

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