10 dicembre 2019

Oderzo Motta

Decimo anno per il laboratorio antifumo all'Oras, il corso punta ai giovani

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Decimo anno per il laboratorio antifumo all'Oras, il corso punta ai giovani

MOTTA DI LIVENZA - Taglia il traguardo del decimo anno l’ambulatorio antifumo dell’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza. L'ambulatorio, organizzato e condotto fin dall’inizio dalla dottoressa Lorenza Dal Corso, è un’iniziativa dell’Unità Operativa di Riabilitazione Cardiovascolare guidata dal primario dott. Francesco Antonini Canterin. Il corso è aperto a tutti: «Inserire nello stesso percorso laboratoriale il fumatore comune e il paziente cardiopatico in riabilitazione porta conseguenze molto positive – rivela la dottoressa Dal Corso, anche responsabile dei DH cardiologoci all’Oras Motta - Il fumatore, infatti, spesso si sente molto forte e comincia con un certo scetticismo: avere accanto un paziente che dimostra le conseguenze nefaste del fumo lo convince presto a intraprendere la strada giusta. I pazienti che aderiscono all’iniziativa si danno man forte a vicenda: all’inizio c’è una naturale timidezza, ma poi si integrano, formano gruppi WhatsApp, si confrontano quotidianamente».

 

Per richiedere l’iscrizione all’ambulatorio antifumo è sufficiente telefonare dalle 8 alle 18 al numero appositamente dedicato dall’Oras: 0422 287313. Il primo contatto è una valutazione d’idoneità ad opera della psicologa dott. Renata Gasparotto, cui segue una spirometria e una visita cardiologica, prescritte in accordo con il medico di base. L’ambulatorio antifumo si svolge in tre tornate: quella autunnale, attualmente in corso, si concluderà a Natale; a febbraio e fino a Pasqua si dispiega il turno invernale, mentre quello primaverile si conclude a giugno.

 

«L’obiettivo è quello di avere un ambulatorio continuativo tutto l’anno – prosegue la dottoressa Dal Corso – in modo da poter accogliere i pazienti mano a mano che lo richiedono, fino a quando ottengono il risultato sperato. È fondamentale accogliere il paziente esattamente quando ne fa richiesta: quello è il momento ideale, perché incontra la giusta predisposizione d’animo, la determinazione a smettere. Non dimentichiamoci che parliamo di una dipendenza, ci vuole un atto forte di coraggio per affrontarla, per questo sarebbe indispensabile inserire subito il paziente nel percorso di abbandono del fumo. Un ambulatorio continuativo ci permetterebbe inoltre di intervenire prontamente se il soggetto ricomincia a fumare».

 

I dati parlano infatti di un successo immediato della terapia in oltre il 40% dei casi, ma la percentuale scende al 25% a 6 mesi di distanza dalla conclusione del percorso, allineandosi poco al di sopra della media nazionale. Fondamentale è il servizio di follow up, grazie ad un infermiere che segue personalmente l’ex tabagista tramite dei contatti telefonici, mensilmente prima e trimestralmente poi, fino a tre anni dalla fine del corso. L'ambulatorio è indirizzato anche ai ragazzi di giovane età, per i quali Oras è attiva anche con iniziative di prevenzione presso gli istituti scolastici. In particolare, preoccupano la diffusione di sigarette “girate a mano” e di e-cig: entrambe le modalità, infatti, non fanno che accrescere la ritualità del gesto, aumentando la dipendenza dal fumo.

 

«Le sigarette girate a mano incrementano la socializzazione, che rafforza la dipendenza dal fumo. Le sigarette elettroniche, che erano partite con le migliori intenzioni per limitare il tabagismo, non hanno ottenuto i risultati sperati. Molto meglio il buon vecchio bastoncino di liquirizia», ha concluso la dottoressa Dal Corso.

 

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