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15 agosto 2018

Treviso

Decreto dignità: forte delusione dalle associazioni di categoria trevigiane

Cna: "Non costruisce strumenti nuovi e più efficaci" Confcommercio:"Disappunto e preoccupazione"

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TREVISO - La conversione in legge del Decreto Dignità ha creato forte delusione nelle diverse associazioni di categoria trevigiane, dagli artigiani ai commercianti.

“Un decreto – afferma Alfonso Lorenzetto, presidente Provinciale della Cna trevigiana - che non costruisce strumenti nuovi e più efficaci per coniugare mercato, regole e diritti dei lavoratori, ma modifica in senso peggiorativo regole e strumenti ben funzionanti e efficienti come i contratti a tempo determinato”. “Prima di dipingere l’Italia come un Paese in emergenza per la precarizzazione del lavoro, bisogna rendersi conto che la ripresa dell’occupazione in questi anni è stata possibile proprio grazie ad una legislazione adattiva che ha fatto incrociare le esigenze di chi domanda e di chi offre lavoro, consentendo a migliaia di lavoratori di uscire dal “nero”, da un precariato fatto di finte partite Iva, di finti soci di cooperative, e di poter disporre della protezione piena di un contratto collettivo con tutele, garanzie e diritti”.

“Avevamo chiesto, piuttosto, di fare una cosa semplice – afferma Lorenzetto -  reintrodurre i voucher per tutte quelle micro e piccole imprese che ne hanno spesso bisogno per limitate esigenze di lavoro e di produzione. Non siamo stati ascoltati e il problema resta, e prima o poi occorrerà metterci mano per risolverlo”.

“Disappunto, dispiacere  e preoccupazione”. Ha commentato la Confcommercio Treviso. E per spiegarlo ha preso carta e penna ed inviato a tutti gli associati dislocati in provincia una circolare chiarissima nella quale si riserva di valutare “se non sia possibile migliorare ed emendare gli adempimenti più penalizzanti”. “Tra questi”- assicura il presidente di Confcommercio Renato Salvadori- “preoccupa molto la reintroduzione dell’obbligo di indicazione delle causali che espone gli imprenditori a continui rischi di contenzioso legale per il personale.”

“Contrarietà. In primis sui voucher, il cui utilizzo è ora consentito unicamente agli alberghi (che occupano fino a 8 dipendenti) e alle altre imprese dell’ospitalità oltre che per le imprese agricole”. "I voucher- ribadisce Salvadori- vanno assolutamente ridefiniti, perché commercio, turismo e servizi sono in assoluto i comparti dell’economia che hanno maggiore bisogno di flessibilità. La ristorazione ed i pubblici esercizi in particolare sono la componente occupazionale principale e più di altri comparti hanno bisogno di strumenti. Non precarizzano il lavoro, ma lo regolarizzano, fornendo opportunità di crescita, integrazione di reddito ad importanti fasce di popolazione (studenti ad esempio) e di adeguamento alla domanda del mercato che, per natura, presenta picchi. Fortunatamente, i nostri soci possono comunque contare su un apparato contrattuale frutto delle buone relazioni sindacali concertate nel territorio, ed i nostri uffici, anche nel mese di agosto, restano a disposizione”.

 

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