12 dicembre 2019

Treviso

DEPRESSIONE E DISAGI PSICHICI: E' BOOM TRA I GIOVANI TREVIGIANI

I centri di salute mentale hanno registrano un più 20%

Mauro Favaro | commenti | (5) |

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DEPRESSIONE E DISAGI PSICHICI: E' BOOM TRA I GIOVANI TREVIGIANI

TREVISO – Sono sempre più numerose, sempre più giovani, per la maggior parte ragazze, e provengono da famiglie che ormai molto spesso vivono disagi figli della crisi economica. Questo l'identikit delle persone che negli ultimi mesi sembrano aver preso d'assalto i centri di salute mentale dell'Usl di Treviso.

I numeri ufficiali confermano il boom: “Nell'ultimo decennio sono stati trattati 18.562 casi – elenca l'azienda sanitaria – 5 mila solo nel 2011, con un trend che nei primi mesi del 2012 segna un aumento del 20%”. Quali i problemi più frequenti? Principalmente depressione, disturbi della personalità e disturbi affettivi. Ma anche disturbi del comportamento alimentare, a loro volta in aumento del 20%.

“Dalle anoressie alle bulimie – spiega Gerardo Favaretto, direttore dei servizi sociali – quello che preoccupa è l'abbassamento dell'età”. Il che vuol dire che i primi segnali si hanno già nella prima adolescenza e poi continuano anche ben oltre i 18 anni. “La crisi economica al momento non è inquadrabile come un'emergenza sociale e sanitaria – fa il punto Claudio Dario, direttore generale dell'Usl 9 – ma è certo che il difficile contesto familiare e sociale conta sempre di più e si deve far attenzione ai modelli che, ad esempio, vedono il bello come il passaggio attraverso la chirurgia estetica”.

Fatto sta che la salute mentale dei trevigiani oggi è in cima alle priorità dell'azienda sanitaria. E su questo tema non possono passare sotto silenzio i numerosi suicidi che avrebbero trovato origine nelle difficoltà economiche. “Ci sono stati degli episodi molto dolorosi – aggiunge Dario – l'importante è che chi si sente a disagio sappia che i nostri servizi sono sempre a disposizione”. “La crisi indebolisce la rete delle famiglie e ora guardiamo al futuro con preoccupazione – conclude Favaretto – ci aspettiamo ci sia sempre più bisogno di risposte a queste domande ed è meglio agire il prima possibile”.

 



Mauro Favaro

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