22 agosto 2019

Politica

Di Maio: "M5S non voterà mai legge per armi facili"

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Luigi Di Maio a spada tratta contro la proposta di legge che punta a facilitare l'acquisto di armi per la difesa personale, all'indomani della via libera alla nuova legittima difesa. "Mettiamo un attimo i puntini sulle i: io un Paese con la libera circolazione delle armi non lo voglio. Non lo vuole il MoVimento 5 Stelle e sono sicuro non lo vogliano nemmeno gli italiani" scrive su Facebook il capo politico M5S.

"Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, voglio che vada a scuola sereno e tranquillo, che da adolescente passi il tempo a studiare e a viversi la vita, non che trovi il modo di comprarsi facilmente una pistola. Abbiamo fin troppi problemi da risolvere in questo Paese, non aggiungiamone altri", prosegue il vicepremier. "Pensiamo alle imprese e a creare nuovi posti di lavoro, piuttosto. L’Italia ha bisogno di questo, di più opportunità per i giovani, di più facilitazioni per chi vuole fare figli, di più sostegno alle famiglie, non di più armi - sottolinea Di Maio - C’è una proposta di legge firmata da 70 deputati in Parlamento che punta a facilitare l'acquisto di armi per la difesa personale. Nessun eletto del MoVimento la voterà. Nessuno! Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada, al contrario. Andiamo avanti col contratto di governo, rispettando la volontà dei cittadini".

Sulla stessa scia il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: "Concordo con Luigi Di Maio. Nessun esponente del Movimento 5 Stelle voterà mai una proposta di questo tipo, che non ha niente a che fare con la riforma della legittima difesa". "La nuova legge approvata ieri che riforma la legittima difesa - ha sottolineato il ministro - permette ai cittadini che si sono difesi di non affrontare un calvario giudiziario, questo è il senso della legge, una legge che io rivendico. Il discorso delle armi non c'entra. Il Paese non ha bisogno di armi, in Italia non c'è spazio per questo".

Poi, a una domanda sulla proposta della Lega di castrazione chimica in caso di violenza sessuale, Bonafede ha risposto: "Non è un argomento all'ordine del giorno: le nostre proposte mirano a portare in carcere chi fa violenza alle donne. Quella proposta è invece l'obiettivo di far subire un trattamento a chi sta fuori. A me non interessa che stia fuori una persona con il testosterone basso, ma che stia in carcere".

 

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