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23 settembre 2018

Cronaca

Diciotti con 67 migranti a Trapani, Salvini: "Per ora non scende nessuno"

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La Diciotti è a Trapani. La nave della Guardia costiera italiana con a bordo i 67 migranti che erano stati soccorsi domenica scorsa dal cargo Vos Thalassa è entrata nel porto siciliano dopo essere rimasta qualche ora in rada. L'arrivo era previsto alle 8 ma è slittato. L'ipotesi è che sia servito più tempo alle forze dell'ordine salite a bordo per completare gli accertamenti predisposti per identificare gli autori del presunto tentativo di dirottamento del cargo. Dopo il salvataggio, infatti, alcuni migranti avrebbero minacciato l'equipaggio e il capitano delle nave, si immagina per non essere riportati in Africa. Sono così saliti a bordo del rimorchiatore uomini della Capitaneria di porto e della Polizia per raccogliere elementi da riferire all'autorità giudiziaria.

 

SALVINI - "Ho letto di minacce, terrore a bordo, violenze che avrebbero costretto a chiedere l'intervento della Guarda Costiera italiana, ma se sono stati i marinai o l'armatore a esagerare paghino loro" dice Matteo Salvini, parlando del braccio di ferro sul caso dei 67 migranti a bordo della Vos Thalassa, poi trasferiti sulla Diciotti e ora a Trapani. "Se c'è stata violenza, va condannata; se non è vero qualcuno deve pagare. Per ora non autorizzo nessuno a scendere, se qualcuno lo farà se ne assumerà la responsabilità", aggiunge il titolare del Viminale.

 

PROCURA - Nella città, intanto, si svolge un vertice in Procura, presieduto dal Procuratore capo Alfredo Morvillo, per fare il punto della situazione sui migranti a bordo. Fino a questo momento, come apprende l'AdnKronos, non sarebbero ancora arrivati sul tavolo del Procuratore gli atti della Polizia e dello Sco che stanno conducendo le indagini sui fatti avvenuti a bordo.

 

SINDACO - La posizione del ministro dell'Interno di queste ultime ore è stata criticata dal sindaco di Trapani. "Salvini faccia il ministro - ha detto Giacomo Tranchida all'AdnKronos - Gli spot elettorali li faccia dentro il suo partito e non governando il Paese che ha una Costituzione salda. L'eventuale privazione della libertà personale la dispone la magistratura in caso di violazioni di leggi italiane e non certo Salvini con un tweet". E ancora: "E' ovvio che le leggi valgono per tutti - ha aggiunto - e chi ha sbagliato deve pagare, ma l'accertamento dei reati spetta alla magistratura e non al ministro. Salvini tenga bene a mente che sta governando un Paese e che non può farlo continuando un'eterna campagna elettorale".

 

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