10 dicembre 2019

Oderzo Motta

Dieci anni fa il massacro di Gorgo

Lunedì sera messa per ricordare Guido e Lucia Pelliciardi: furono torturati e uccisi il il 21 agosto 2007. Don Battistella: "La cicatrice resta, la ferita può rimarginarsi"

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la chiesa di Gorgo al Monticano

GORGO AL MONTICANO – Una cinquantina ieri sera, lunedì, i partecipanti alla messa celebrata in suffragio di Guido Pelliciardi e Lucia Comin, i coniugi massacrati nella dependance di Villa Durante, a Gorgo.

Ogni anno da quella terribile notte, era il 21 agosto 2007, il figlio Daniele, con moglie e figli, partecipa alla messa per ricordare papà e mamma. Presenti, puntualmente, anche lunedì. 

Ieri ha celebrato il parroco di Motta, don Vittorino Battistella: il parroco di Gorgo, don Angelo Pederiva, che ha vissuto in prima perosna quei fatti, è fuori parrocchia per qualche giorno di riposo.

Presenti il vicesindaco di Gorgo Firmino Vettori e il sindaco di Meduna di Livenza Marica Fantuz, più tanti amici della famiglia.

Nell’omelia, don Battistella ha detto: «Ricordiamo Guido e Lucia, facciamoli riposare dentro di noi, quanto sarebbe importante tenerli sempre con noi nonostante il dolore che quei fatti ancora provoca. Ma se la cicatrice non potrà mai scomparire, la speranza è che almeno si rimargini per non sanguinare più».

Nel frattempo lo stesso Daniele sta lavorando in queste settimane all'organizzazione del concerto con cena agli impianti sportivi del paese, il prossimo 15 settembre. La serata s'intitola «Un gesto d’amore per non dimenticare».

Suoneranno i «Bagliori di luce» e il ricavato andrà all’Associazione Aism di Pordenone per la ricerca contro la sclerosi multipla. Una serata, appunto, per non dimenticare quell'orribile tragedia.

A distanza di dieci anni Daniele, oggi 52 anni, ha cambiato lavoro. Allora era vigilante notturno. Dopo quei fatti lasciò quell'attività. E' magazziniere in una ditta di Brugnera, nel pordenonese.E ogni giorno passa in cimitero a Gorgo per incontrare di nuovo mamma e papà.

Esecutore materiale del delitto fu l'albanese Artur Lleshi, condannato all'ergastolo. Stessa sentenza per Naim Stafa per "concorso improprio".

Lleshi si suicidò in carcere il 20 dicembre 2007.

Stafa è tuttora detenuto, così come il complice Alin Bogdaneanu. Il presunto "quarto uomo" non è mai stato individuato.

 

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